Nei campi

Quando il cielo cova nubi grigiastre, la sveglia viene spontaneamente ritardata.
Colazione leggera, tisanina di ortica e betulla o tè alla menta, qualche biscotto di kamut e pezzetti di cioccolata {sbaaav} e via giù per la stradina dietro casa.
Dopo pochi minuti, sulla sinistra si affaccia un sentiero che serpeggia tra campi abbandonati e orti curati, lungo abbastanza da farci rientrare con comodità alle prime avvisaglie di temporale.


 Mano a mano che il tappeto smeraldo si srotola ai nostri piedi, i rovi delle more selvatiche ne rivestono i bordi, e tra le macchie colorate dei fiori si intravedono alberi da frutto oramai dimenticati, ma che anche quest'anno si sono caricati di mele, susine, pere, fichi...

 Proseguire è bellissimo e appagante; seguendo la disposizione di questi alberi si ritrovano le tracce dei filari dei vecchi frutteti.

 Se le more sono indietro la rosa canina è decisamente ad un buon punto...

 Ancora avanti, prima di rientrare sulla via principale, al di là del torrente, si aprono squarci dominati da erbe aromatiche e tanti, tantissimi fiori.

I fiori trovati nei campi, quelli che amo di più.


Sereno fine settimana, dedicatevi a ciò che amate di più ♥

Fausse parmigiana con feta e assaggio di inverno

 Ve la ricordate la mia falsissima parmigiana?
Ebbene, questa è la versione di quest'estate: cambia poco, visto che il discriminante è l'aggiunta di un nuovo ingrediente. Ma la feta, quando entra in gioco stravolge ogni piatto e lo rinnova profondamente!
Come sapete utilizzo pochissimo i formaggi in cucina, pressochè zero, e quando lo faccio scelgo i pecorini a latte crudo del nostro amico pastore {presidio Slow Food della Montagna Pistoiese} e, da poco, anche la feta. Perchè ho scoperto che il latte caprino ha un sacco di proprietà, e una volta ogni tanto ci può stare ;)
Quanto al titolo del post, beh, qui siamo davvero in pantalone lungo e felpone, in un mood tardo autunnale, pressochè invernale. Mentre scrivo questo post dal circolo del paese, alzo gli occhi e vedo un nebbione denso e umido che si è inghiottito tutto il crinale; la gattina della ragazza che gestisce il bar si intrufola e comincia a leccarsi il pelo bagnato... niente di tutto questo mi dispiace.
L'estate è finita in anticipo {anzi, quassù non è davvero mai cominciata}, ma va bene.

La natura decide così, e va bene.
Buona settimana ♥


Fausse parmigiana con feta
x una teglia ø26

melanzane tonde, 2 medio-grosse
passata di pomodoro, 250 g {di quella buona fatta in casa, possibilmente!}
zucchero di canna, un pizzico
pepe nero da macinare al momento
olio evo {buonissimo}
basilico fresco, davvero tanto
feta, meglio 100% latte caprino, 125 g

Preriscaldate il forno a 200°C.
Lavate e mondate le melanzane, tagliatele a fette spesse 0.5 cm. Spennellatele con olio evo da entrambi i lati, pepatele e distribuitele su una teglia rivestita di carta da forno. Infornate e cuocete 7' per lato.
Nel frattempo riscaldate la passata di pomodoro in un pentolino, unite lo zucchero per eliminare l'acidità del pomodoro e il basilico spezzettato con le mani a fine cottura. Servono pochi minuti, è sufficente che si rapprenda appena.
Sbriciolate il panetto di feta. Ungete la teglia e componete la vostra parmigiana: un paio di cucchiai di passata sul fondo, melanzane, basilico, feta, condimento olio e pepe. Procedete così, terminando con uno strato di feta. Infornate e cuocete per circa 30'.
Buonissima!

{flowery monday.59}

 Un'estate ballerina mette in difficoltà il progetto *flowery monday*...

Anzi, lo veste di un sapore nuovo, diventa una ricerca continua al fiore spontaneo, che siano i primi dei frutti di rovi o quelli delle erbe aromatiche nei prati selvatici.
Un intreccio cromatico profumatissimo, che obbliga la mia sensibilità a scegliere un tono in particolare, chè proprio non riesco ad accontentarmi di una panoramica.

Voglio offrirvi un unico sapore.

Spero che questo scampolo di timo possa piacervi :)

La torta al cacao definitiva


Infinite versioni, appunti presi non ricordo più quante volte e immancabilmente persi...
Adesso me la scrivo qui, la ricetta della torta che forse più di ogni altro dolce abbiamo mai preparato.

Buon fine settimana!


Torta al cacao definitiva {senza burro e senza uova}

farina 0 macinata a pietra, 200 g
zucchero di canna, 250 g
cacao amaro, 75 g
lievito, 16 g
latte intero, 450 g
olio evo, 80 g

Preriscaldate il forno a 160°C.
Riunire tutti gli ingredienti secchi in una ciotola e mescolare con una forchetta. In un'altra ciotolina raccogliete il latte e l'olio.
Cominciate a versare a filo gli ingredienti liquidi nella ciotola di quelli secchi, mescolate molto bene e versate in una tortiera rivestita di carta da forno. Infornate e cuocete per 40'. Fate la prova stecchino prima di sfornare {i tempi e la temperatura possono variare da forno a forno. Il dolce deve comunque rimanere molto morbido, ma se l'impasto non dovesse essersi cotto dopo 40', proseguite sì la cottura, ma la volta successiva provate ad aumentare la temperatura a 175°C-180°C}.

Frittatina di vitalbe, con nipitella e timo

 Quando si dice un piatto semplice semplice...
Da preparare con lentezza, chè tanto il tempo rimane esiguo, e ti ritrovi un pranzo delizioso, leggerino e profumato. Ma il fatto più bello è che per cucinarlo serve farsi una passeggiata tra i campi, raccogliendo erbette e piante spontanee, che crescono in quantità, riempiendo sporta e occhi di un verde smeraldo a cui purtroppo non sei abituato.

A 'sto giro è toccato alle vitalbe, che da noi finiscono sempre in frittata. Ci piacciono moltissimo, ma come già saprete vanno consumate con moderazione, dopo sbollentatura e soltanto il germoglio, per via della tossicità della pianta. Le punte giovani infatti contengono meno tossine, che sono termolabili. Nessun'altro accorgimento, ve le potete gustare in tranquillità :)

Buona settimana ♥


Frittatina di vitalbe, con nipitella e timo
x2

germogli di vitalba, una ventina
foglioline e fiori di timo e nipitella, a picere
uova codice 0, 4
latte di riso {o altri tipi di latte o acqua}, 1/4 di bicchiere
sale marino integrale
pepe nero da macinare al momento
olio evo

Sciacquate sotto l'acqua corrente i germogli e le erbe aromatiche.
Portate a bollore un pentolino di acqua e sbollentate i germogli per 5', poi scolateli.
In una ciotolina sbattete le uova con il latte, condite con poco sale e pepe e aggiungete il timo e la nipitella.
Scaldate in una padella un cucchiaio di olio evo, versatevi le vitalbe e lasciate insaporire per 30" mescolando con un cucchiaio di legno. Allargateli bene sul fondo della padella e versate il composto di uova, controllando che riempia gli spazi tra le verdure. Cuocete a fiamma medio-bassa finchè le uova non si saranno appena rapprese in superficie {a me piace che le frittate siano cremose :P}.


Le erbe aromatiche raccolte vengono lavate e asciugate al sole del davanzale...


...mentre le meline selvatiche finiranno in una torta o direttamente nella pancia :D

Là dove finisce il pane

{neccio ripieno con stracchino}

Credo che vivere la montagna significhi conoscere i *montanini*, assaggiare il loro cibo, capirne la storia, ascoltare i racconti, leggere senza preconcetti i piccoli *grandi* libri che magari a proprie spese sono riusciti a pubblicare...

Servono tempo e pazienza. Servono costanza e semplicità. Ma poi è stupefacente quello che trovi.

Ieri sera siamo ritornati con gran piacere ad un appuntamento che oramai conosciamo bene, in un paesino sperduto in cui a metà agosto tutti si danno da fare e fin dalla mattina in piazza vengono cucinati i *necci* a tutta manetta.
In parole povere, perchè tale sono anch'essi, i necci sono frittelline preparate a partire da una pastella di farina di castagne e acqua: molto fluida, la cottura tradizionale prevede di prelevarne una mestolata e rovesciarla su un testo rovente, che altro non è se non un pesante disco metallico, chiudendo poi con un ulteriore testo {in passato tra il testo e l'impasto venivano posizionate foglie di castagno essiccate e fatte rinvenire in acqua}.
Una volta cotti, i necci vengono riempiti con ricotta, salumi {salsiccia o pancetta} o miele e arrotolati su se stessi. Pronti.
Sono semplicissimi e molto buoni, naturalmente se piace il sapore dolciastro delle castagne: per prepararli però, servono quantomeno delle forme metalliche da poter riscaldare su una piastra.

Se vi va di provare, vi lascio la ricetta trovata nientepopodimeno che in un ricettario doc ;)

I necci 
Farina di castagne, qb {di quella buona. Fate una gita in montagna e compratene un sacchetto!}
acqua, qb
olio evo
patata, 1/2

Setacciare bene la farina nel catino. Versare l'acqua mescolando per evitare la formazione di grumi. L'impasto deve presentarsi liquido.
Riscaldare contemporaneamente le due forme girandole a contatto con la fiamma. Ungere le due facciate interne con olio di oliva mediante la mezza patata, aiutandosi con la forchetta per non bruciarsi.
Mettere una mestolata di impasto al centro della forma che è sul fuoco, coprirla con l'altra forma e pressare al centro con forza, aiutandosi con il mestolo, per comprimere l'impasto. Attenzione che questo non fuoriesca dalle forme.
Far cuocere per circa 1'-2', girare le forme e far cuocere per 1'-2'.
{AA.VV., Le ricette di Lucchio}

 {neccio ripieno con ricotta}

Il mio menù, il tenerissimo *Menù Buca delle Fate*, oltre che al classico neccio ripieno prevedeva le frittelline di castagne, che non avevo mai avuto occasione di assaggiare. 
Come si preparano? Solita fonte :D

Le frittelle di castagne
Farina di castagne, qb
acqua, qb
olio evo
sale

Setacciare la farina nel tegame, versarvi l'acqua mescolando, per evitare la formazione di grui. Aggiungere, sempre mescolando, un pizzico di sale e due cucchiai di olio d'oliva*. L'impasto deve presentarsi liquido.
Mettere a fuoco la padella con olio in abbondanza. Raggiunta l'ebollizione, mettere a friggere cucchiaiate di impasto, separate una dall'altra. Girarle e toglierle quando il loro aspetto risulta dorato. Tempo di cottura 4'-6'. Le frittelle vanno servite ben calde.
{*Dovrebbe essere la dose giusta per 250 g di farina}



 Il menù della metà era decisamente più robusto ;)
Prevedeva dell'insolita {per noi fiorentini, abituati a grigliare} rosticciana in umido accompagnata da polenta di castagne. Naturalmente, rifiutandomi di spiegare come preparare il povero maialino, vi passo la ricetta della polentina :)

La polenta di castagne
Farina di castagne, qb
acqua, qb
sale

Setacciare la farina. Mettere il paiolo co l'acqua sul fuoco, aggiungere sale quanto basta e portare all'ebollizione.
Togliere il paiolo dal fuoco. Versare la farina a pioggia mescolando bene per evitare grumi. La densità è simile alla polenta di granoturco.
Rimettere il paiolo sul fuoco e portare ad ebollizione, mescolando per evitare la formazione di grumi. Far bollire per 10'-15'.
Versare su un panno di cotone e servire calda, preferibilmente con carne di maiale. {ma anche nooo!!!, ndr}


 A concludere del meraviglioso pane integrale con dell'ottimo pecorino fresco, una libidine.
E come frutta, gli immancabili mirtilli della valle del Teso :)

Spero di avervi fatto cosa gradita aprendo una finestra su questa realtà, che rinnova in chiave attuale la storia di un popolo che dalla miseria e povertà ha costruito una tradizione dignitosa e in perfetta sintonia con il proprio territorio.

A presto!

P.s.: il titolo del post è *rubato* al titolo di una pubblicazione del nostra carissimo amico Rolando Nesti :)

Poker di laghi

 La scorsa è stata una domenica di pieno sole.
Una delle poche giornate veramente estive; l'aria era gonfia di profumi e dorata, il primo paio d'ore nel bosco ci ha scaldato i muscoli e rotto il fiato, lungo serpeggianti sentieri sempre più *ritti*.

Il titolo del post non è casuale: di laghi ne abbiamo visitati davvero quattro, sebbene in programma ci fosse soltanto il Lago Turchino, nell'Appennino Modenese. Ma, come la nostra saggia guida ha fatto notare, *il gruppo è quello giusto e possiamo anche deviare*.

Di buon'ora, partiti da Le Regine {poco prima dell'Abetone}, abbiamo toccato il Rifugio del Lago Nero, proseguito verso il Passo di Annibale e poi giù, a scoprire il Lago Torbido e poi il Turchino, dove ci siamo fermati per la sosta pranzo. Per il rientro abbiamo scelto di aggirare i Denti della Vecchia, arrivando sulla cima del Gomito, ridiscendendo per un meraviglioso belvedere fino al minuscolo Lago Piatto. Da lì in breve eravamo alle auto.

Fotograficamente però disattendo il titolo del post: tranne l'ultimo, tutti gli scatti che vedete sono dedicati ad uno straordinario Lago Torbido, eccezionalmente in piena grazie alla stagione di abbondanti piogge. Chi era con noi infatti, non lo vedeva così da più di vent'anni. Un evento davvero mozzafiato.


 A fare da sfondo la catena del Rondinaio...


 ... e del Rondinaio Lombardo.


Un'esperienza che custodiremo gelosamente.

{Ma il Lago Nero è sempre il Lago Nero ;)}

hearth and home {on the mountains}

Anche quest'estate stiamo per chiudere casa di città per aprirne una tra i monti, quella che abbiamo conosciuto qualche mese fa conquistandoci all'istante. E' deliziosa.

Il blog non chiuderà, l'intenzione è quella di scattare molto per mostrarvi questo luogo e, se non di cucinare, di mettere in atto sufficienti percorsi enogastronomici tutti da raccontare :D {ed è incredibile come le Province si stiano organizzando con la wi-fi gratuita, accessibile anche da paesini incastonati tra i monti :O}.

Le vostre valigie come stanno? Languono sotto il letto o sono già gonfie di abitini e creme solari?

Buone vacanze, a presto ♥

Insalata di pesche, avocado e tofu

Più che ricette ultimamente sto proponendo abbinamenti :)

Questo me lo sono costruito mentalmente, ascoltando i segnali che il mio corpo mi mandava: sapete, mi sono accorta che da quando ho ripreso la mia dieta vegetariana il benessere è aumentato, e mi sorprendo piacevolmente nello scoprire la naturalezza che segue ad un attento ascolto di sè.

Mi è particolarmente piaciuto e lo trovo davvero azzeccato: l'amaro del radicchio e la dolcezza della pesca, la cremosità dell'avocado e la croccantezza dei germogli..

Apprezziamo ogni piccola cosa ♥


Insalata di pesca, avocado e tofu
per uno

insalata gentile, 4 foglie
radicchio rosso, 2 foglie
germogli di fagiolo mung, 2 C
pesca noce della Valdichiana, 1
avocado, 1/4
tofu sodo al naturale, 95 g

Lavate insalata e radicchio, tagliateli a striscioline e poneteli in una insalatiera.
Sciacquate la pesca, asciugatela e tagliatela a spicchi, poi ognuno di questi a metà. Sbucciate l'avocado, tagliatelo a metà longitudinalmente e poi a ventaglietti.
Riducete il tofu in triangolini {vedi foto}, poi riunite tutti gli ingredienti nell'insalatiera.

Come sapete quando utilizzo l'avocado non aggiungo olio evo; in questo caso, visto che si tratta di un'insalata verdura-frutta ho fatto a meno anche del sale. Credetemi, è giusta così :P

Nebbia d'alta quota

Non mi ero mai ritrovata in montagna in mezzo alla nebbia.

Non i banchi che vengono spostati via velocemente dal vento, ma quella fitta e persistente, un muro bianco latte che non ti permette di vedere oltre qualche metro.

E' impressionante. Davvero sbalorditivo. Credo che si riesco a percepire da questi scatti, almeno un po'. Vissuta in prima persona è un'esperienza potente...

Buon inizio settimana ♥





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