Light lunch before my yoga class #1

Eccoci qui!
Alcuni di voi lettori sapranno bene che una delle mie passioni è lo yoga, che pratico da qualche anno con la maggiore costanza e attenzione possibile. E questo giovedì mattina, qualche ora prima di prendere l'autobus e raggiungere la scuola, mi sono domandata

*Perchè non raccogliere quel che metto in tavola per il pasto prima della lezione?*

pensando che potrebbe essere utile per uno scambio d'idee :)
Che si pratichi yoga o meno, infatti, credo che avere qualche asso nella manica per un *light {ma energetico qb} lunch* faccia sempre comodo.

Quello che vi propongo per iniziare è un classicone che preparo spesso. Tofu e seitan da noi si mangiano soltanto una volta a settimana, per quanto buoni siano {già l'ho detto, ma a costo di essere l'unica dichiaro che camperei unicamente a tofu!!!} infatti, preferiamo equilibrare la dieta con prodotti diversi. E quell'unica volta, è la volta del giovedì, prima della lezione di yoga ;)

Taglio a striscioline verdura a foglia, quanta ne ho voglia e la salto velocemente nel wok con un filo d'olio, peperoncino e sesamo nero. La verdura è a scelta tra quella di stagione, naturalmente: a 'sto giro per me pan di zucchero {un tipo di cicoria, de-li-zio-so!}. Nella piastra elettrica griglio un paio di fettine di tofu {250 g in tutto} per qualche minuto, poi le taglio a dadini e le verso nel wok. Qualche secondo per amalgamare i sapori e voilà! Accompagno con un paio di fettine di pane integrale, volendo spalmato di tahin.

Quando rientro è l'ora di merenda.
Visto che non ho mangiato frutta a pranzo, scelgo di preparare un centrifugato: semplice ed evergreen quello di mela e sedano.

E voi? Cosa scegliete per prepararvi all'attività fisica?

Sereno fine settimana d'inverno ♥ 

Strudel integrale con cavolo nero

Stamattina c'è un'aria strana, ma mi piace.

Un grigiore diffuso, che permea ogni spazio, ma al contrario di quanto si potrebbe pensare è luminoso, argenteo, riluce.

Promette pioggia? Sì.
Che piova pure, viste le premesse saranno tante piccole perle. Comunque sono appena rientrata con una sporta di arance {non trattate, sapete cosa ne farò}, dunque il sole di certo non mi mancherà .

Condivido con voi una ricetta che occupa i primissimi posti nell'indice di gradimento delle preparazioni ci casa: lo strudel di cavolo nero. Come questa verdure compare sul banco ne facciamo incetta, e così di settimana in settimana, finchè si trova :)

Vi auguro una morbida giornata invernale ♥


Strudel integrale con cavolo nero
per uno strudel

per la pasta:
olio evo 1/3 di bicchiere
acqua 1/3 di bicchiere
sale integrale
curry
farina integrale macinata a pietra qb

per il ripieno:
cavolo nero 1 mazzo
aglio 2 spicchi
olio evo
sale integrale

Lavate bene il cavolo, eliminate le coste dure e tagliate le foglie in pezzi abbastanza grossi. In una padella scaldate un cucchiaio d'olio, unite l'aglio schiacciato con la lama del coltello e fatelo imbiondire. Unite il cavolo non strizzato dall'acqua di risciacquo e portatelo a cottura lentamente, incoperchiato. A qualche minuto dalla fine {deve comunque rimanere al dente, finirà di cuocere in forno} salate. Trasferitelo in una ciotola di vetro, affinchè si raffreddi bene e non bagni l'impasto quando vi entrerà a contatto.
Preparate la pasta: in una ciotola capiente riunite gli ingredienti liquidi, il sale e il curry e mescolate con una forchetta. Cominciate ad aggiungere la farina. Continuate finchè non otterrete un impasto liscio, omogeneo e elastico. Dategli la forma di una palla e fatelo riposare in frigo per una mezz'ora.
Accendete il forno a 180°C.
Riprendete la pasta, stendetela in forma rettangolare su un foglio di carta da forno. Versate il cavolo nero a partire da un lato lungo, andando anche oltre la metà: non devono sovrapporsi due strati di pasta {tiene molto bene e non si buca, quindi non temete di utilizzare un bel po' di ripieno :)}, chiudete bene ai bordi e incidete la superficie per far uscire il vapore. Trasferite su una teglia e infornate per circa 30'.


Passato di broccoli con crema di noci e tahin

Mmm.

E' passato troppo tempo dall'ultima pubblicazione di una cremina.

Questa è un recupero in pieno stile, garantisco. L'ho {abbiamo} amata fin dall'inizio: è decisamente particolare e originale rispetto a tutte le altre che ci sono sul blog, perchè è una sorta di *crema nella crema*, un gioco di scatole cinesi. 
Il suo è un gusto marcato, che non lascia dubbi riguardo agli ingredienti utilizzati: perciò, se non siete dei convinti sostenitori di broccolo, limone e tahin, questa ricetta proprio non vi si addice :)
Non ho utilizzato sale, e non cadete in tentazione di farlo: il tahin da sapidità *a modo suo*, e qui sta il bello della ricetta. 
Una nota prima di passarvi il tutto: nei negozietti di alimenti bio ho trovato tahin *addizionati* con alga arame e con umeboshi. Vi consiglio di provarli; a noi è piaciuto in particolar modo il primo: ha superato egregiamente il test di condimento per questo passato ;)

Passato di broccoli con crema di noci
per due

broccolo 1, piccolo
scalogno 1
farina di ceci 2 C
noci 4
tahin 1 C abbondante
olio evo
succo di 1/2 limone
pepe nero da macinare al momento 

Lavate e mondate il cavolo, dividetelo in cimette e a dadi il gambo. Pulite lo scalogno e tagliatelo in quarti.
In una casseruola dai bordi alti velata d'olio fate imbiondire il cavolo e lo scalogno, coprite a filo con acqua calda e cuocete, coperto, fnchè le verdure sono al dente.
A cottura ultimata frullate con il minipimer {valutate se togliere un po' di acqua di cottura. Tenetene comunque da parte una tazza}: dovrete ottenere una crema liscia e omogenea. Rimettete sul fuoco, portate ad un leggero bollore e versate a pioggia la farina di ceci. Cuocete per una decina di minuti, mescolando per non far formare grumi.
Nel boccale del minipimer riunite noci, tahin, succo di limone e frullate per amalgamare gli ingredienti, aiutandovi con l'acqua di cottura e olio d'oliva a filo, quanto basta per ottenere una salsa morbida.
Suddividete il passato nelle zuppiere, aggiungete la crema di noci e tahin, un filo d'olio e spolverate con il pepe nero.

Veg torta al cacao con mirtilli

Quando finisce un dolce per la colazione, qui da noi, se ne inforna immediatamente un altro.

Inaccettabile rimanere senza. L'eccezione del caso esiste, certo: la facciamo semplice, e andiamo sul pane e miele. Semplice sì, ma tassativa nell'esigere che:
- il pane sia integrale, comprato o al nostro superforno della piazzetta o dall'omino del mercato {che voglio fotografare perchè è troppo bellino :D};
- il miele sia uno *dei nostri*. E qui si apre un capitolone. Miele d'acacia, di melata e rovo, di castagno, di acacia e ciliegio.

Comunque, chiudiamolo senza aprirlo questo capitolo, visto che il post è dedicato ad una torta, una rivisitazione in chiave veg di un dolce che ho amato fin da subito, durante i miei primi vagabondaggi nella {food}blogsfera.
E' una ricetta di Gustosamente datata, pensate, ottobre 2007: la sostituzione con il latte vegetale può essere fatta scegliendo quello che piace di più, quello di riso incontra il mio gusto ma si sa, è del tutto personale e non pregiudica la riuscita :)
Come ripieno gli onnipresenti mirtilli di montagna: la prossima volta vorrei tentare con le bacche di goji, qualcuno di voi le ha già assaggiate? Funzionano nei dolci?

Serena settimana, e dolci colazioni ♥


Veg torta al cacao con mirtilli

farina 0 macinata a pietra, 100 g
zucchero di canna, 100 g
cacao amaro equosolidale, 30 g
lievito, 8 g
olio evo molto leggero, 20 g
latte di riso, 200 g
mirtilli di montagna a piacere

Preriscaldate il forno a 180°C.
In una ciotola capace riunite tutti gli ingredienti secchi. Mescolate con una forchetta, unite latte e olio e amalgamate con una spatola. Aggiungete i mirtilli e mescolate. Versate il composto in uno stampo oliato e infornate per 40'.
Prova stecchino prima di sfornare!

P.s.: in fotografia più che una torta vediamo una schiacciata, lo so. Non temete, l'impasto lievita, è che, non so per quale oscuro motivo, noi ci ostiniamo ad utilizzare uno stampo da plumcake {evidentemente!} fuori misura :)
P.s.2: quello che sembra impasto non cotto in realtà è zona-accumulo-mirtilli :D {ecco quello che accade quando si usano i mirtilli surgelati e ci si ricorda di aggiungerli quando metà dose d'impasto è già nello stampo. Ecco, ho confessato l'errore!}.

Zuppa di farro con piselli verdi spezzati

Dovrei preparare lo zaino.

Stasera parto e mi ritiro su in montagna, qualche giorno di pace assoluta, di passeggiate, di letture al caldo della stufa. Di colazioni di fronte a panorami che ben conosco ma che mi sorprendono ogni volta.

Invece sono ancora qui sulla tastiera, perchè voglio lasciarvi uno spunto culinario: uno dei miei pranzi infrasettimanali, che sono costituiti principalmente da zuppe di cereali.
Farro, orzo, riso, cous cous {di mais e riso, di farro, o di kaumut}, ma sarebbe l'ora di allargare i miei orizzonti e provare anche altro... Combinati con un legume diventano un piatto perfetto ed equilibrato; l'aggiunta di una o più verdure aiuta a comporre cominazioni sempre nuove.

Dunque ecco qui una zuppa semplice e nutriente, calduccia e confortevole come piace a me :)

Vi auguro un sereno fine settimana ♥

Zuppa di farro con piselli verdi spezzati
x2

farro misto a piselli verdi spezzati, 220 g, proporzioni a piacere
scalogno, 1
peperoncino secco, 1/2 c
lievito in scaglie, 2C rasi
olio evo
sale integrale

Mettete a bollire un bricco di acqua, non appena sobbolle aggiungete poco sale grosso integrale.
Pulite e affettate lo scalogno, scaldate un cucchiaio di olio in una casseruola dal fondo pesante. Aggiungete lo scalogno e fatelo imbiondire a fiamma dolce. Unite il farro e i piselli, mescolate e lasciate tostare un paio di minuti. Aggiungete l'acqua bollente, come minimo a coprire di un paio di dita il misto, oppure più se desiderate una consistenza più brodosa. Coprite e calcolate circa 40' di cottura a fiamma bassa, dalla ripresa del bollore. A metà cottura regolate di sale e aggiungete il peperocino.
A cottura ultimata, fuori dal fuoco, aggiungete il lievito e un filo di olio. Mescolate, lasciate riposare qualche minuto e servite.

Scorza d'arancia, menta e camomilla per una tisana {e il Weekend Herb Blogging!}

Adoro la scorza d'arancia essiccata.

E' una sorta di rito invernale: fin dal banco al mercato, quando i frutti prorompono con il loro colore e rotondità. Li porti a casa perchè sai che sono buoni, non trattati. Li lavi con cura e li asciughi bene, e ti accompagneranno con il loro gusto inconfondibile. Rimane la scorza nel piatto, a fette: si lavora di coltello, di piatto, a togliere la parte bianca, un letto di carta e via, un paio di giorni al calduccio del termosifone.

Noi le prepariamo così.

La metà mi ha adeguatamente istruito sul metodo di sbucciamento :D, così da ottenere degli spicchi perfetti, che si accartocciano in volute sensuali, l'una diversa dall'altra, una volta che perdono la loro acqua. Le conserviamo nei bei barattoli di vetro, e al momento del bisogno li spezziamo con le mani: per una tisana rimangono a pezzi abbastanza grossolani, racchiusi nell'infusore, se utilizzati come ingrediente nei dolci vengono macinati in una polvere finissima.
Nell'uno o nell'altro caso, rimangono il frutto indiscusso di un rituale che si perpetua per tutto il periodo invernale.

Visto che siamo dei gran consumatori di arance, la produzione di scorza essiccata ha raggiunto quantità tali che ci siamo messi a confezionare dei vasetti regalo per amici e parenti: mescolata a erbe officinali, ci simo inventati la ricetta di questa tisana, semplice e perfetta prima della nanna :)

E non potevo certo non dedicare questa preparazione alla cara Terry e al Weekend Herb Blogging, un progetto che forse già conoscerete, e che io amo molto: ecco qui la descrizione del weekend in corso, il 419esimo!
http://crumpetsandco.wordpress.com/2014/02/03/whb419-e-qui-whb419-its-here/

Per il progetto Weekend Herb Blogging, abbiamo come riferimento
Terry,  di Crumpets & co., blogger ospitante;
Brii, di briggishome, l'organizzatrice italiana;
Kalyn, di Kalyn's Kitchen, fondatrice;
Haalo, di Cook (almost) Anything, l'attuale organizzatrice.

Vi auguro una serena e piacevole giornata d'inverno.

Preparato per tisana a base di menta, con camomilla e scorza d'arancia
a scelta vostra le proporzioni di

menta piperita essiccata in foglie
fiori di camomilla
scorza d'arancia essiccata

Spezzate la scorza d'arancia con le dita, poi passatela al coltello per ottenere dei pezzetti non troppo piccoli. Riuniteli in un vasetto con la camomilla e la menta, scuotete leggermente per distribuire uniformemente le erbe.
Voilà :)
Al momento di preparare la tisana, calcolate 1 cucchiaino a persona, da porre nell'apposito infusore per tè. Versate 150 ml di acqua a circa 90°C {portatela a bollore, spengete, aspettate un istante e poi utilizzatela} nella tazza, avendo cura di non farla entrare direttamente in contatto con il preparato. Lasciate in infusione 10 minuti e consumatela calda.

Proprietà degli ingredienti utilizzati {tratto da Carla Barzanò, Yoga e dieta, Edizioni Tecniche Nuove, pagg. 47-49}:
menta: digestiva, rinfrescante, tonificante;
scorza d'arancia: disintossicante, disinfiammante, calmante, attenua ansia e stress;
camomilla: calmante, disinfiammante.

Frittelline di farina di ceci con cipolla, salvia e rosmarino

Non è che abbia un gran rapporto con il fritto.
Intendiamoci, mi piace, e se c'è sono felice. Adoro i quadrotti di polenta del giorno prima e le verdurine miste {carciofi, zucchine, cimette di cavolfiore,..} che trovo dall'ambulante al mercato {e che divoro anche in agosto}, i porcini, che come li fanno su in montagna non ce n'è per nessuno. I fiori di zucca appena colti dal contadino, specialità della mamma, o quelli ripieni di mozzarella, che ho conosciuto qui a Firenze.

Il fritto l'è bono. 
Punto e basta.
Il fatto è che è noioso.

Perchè ci va tanto olio, si fa cattivo odore, si schizza, poi si sa, non è mica salutare... :P
In realtà queste son tutte scuse, il punto è che io proprio non so friggere, son negata.

Dunque, qual'è la storia di queste frittelline?
Da noi esistono le serate fisse {o quasi}, e quella della domenica da un bel pezzo è riservata allo strudel semintegrale ripeno di cavolo nero {sbaaavvv!}: ebbene, a 'sto giro avevamo voglia di accompagnarlo, più per gola, visto che sazia ampiamente :)
Scambio d'idee, e la cena della domenica diventa una *cena con le mani*, perchè queste frittelline devono essere mangiate così!

Buona settimana d'inverno.


Frittelline di farina di ceci con cipolla, salvia e rosmarino
per 2

farina di ceci 150 g
acqua 1/2 l circa
olio evo 2C
sale integrale
cipolla di Tropea 1, piccolina
salvia e rosmarino freschi

Preparate la pastella con anticipo {per noi circa un'oretta, ma più riposa e meglio è}: in una ciotola raccogliete la farina e il sale, mescolate con una forchetta e cominciate a versare l'acqua a filo. Continuate a mescolare perchè non si formino grumi, quando la pastella sarà abbastanza fluida {regolatevi in base alle caratteristiche della farina} aggiungete l'olio, amalgamate e aggiungete la cipolla a dadini e le erbe aromatiche tritate. Riponete in frigo.
Dopo il tempo di riposo, scaldate la giusta quantità d'olio in una padella profonda e, aiutandovi con un mestolino, dosate poca pastella per volta e friggete, giusto il tempo di una bella doratura.
Via via che prelevate le frittelline, fatele asciugare su carta assorbente e salatele in superficie.

 
Naturalmente non sono io l'esecutrice materiale di queste meraviglie :)
Thanks ♥

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