Piccante. Con stile

 FestaPic di Camaiore.
Come non rimanerne colpiti?

Sabato scorso l'abbiamo visitata per la prima volta, con un paio di amici che invece l'hanno frequentata fin dalla sua prima edizione: un'esperienza allegra, spensierata, una festa perfettamente riuscita.
Il centro storico di Camaiore, paesino dell'entroterra lucchese noto prevalentemente per il suo *Lido*, in questo fine settimana veste le sue vie con bancarelle a tema *piccante*: dal peperoncino fresco venduto a peso alle piante dei vivaisti, salse, creme e conserve da ogni parte d'Italia, insaccati e cioccolato, ma anche frutta e verdure fresche coltivati dai vicini agricoltori.
 
 Quel che più ci ha colpito è stata la varietà dei prodotti, tutti di altissima qualità e ricercatezza, frutto di un lavoro attento e appassionato da parte dei produttori.
A differenza di molte altre feste di questo tipo, FestaPic si distingue per la partecipazione vera che gli espositori ricercano con i visitatori, con la gioia di poter condividere la loro esperienza raccontandosi, senza anteporre il profitto.

 Una varietà ibrida in fase di sviluppo
Gli assaggi diventano veri assaggi, non soltanto del frutto o della salsa ma della terra, del sole e del lavoro di un anno intero.

 Il classico Habanero rosso
Ogni produttore infatti, per chi si dimostrava interessato, non esitava a staccare un frutto dalle piante, che, almeno nel nostro caso, veniva dapprima aperto per goderne del profumo degli olii, poi morsicchiato con estremo timore reverenziale :)

 Trinidad Scorpion

 Habanero Orange


 Alle numerosissime bancarelle dei prodotti freschi facevano eco quelle dei lavorati: creme, chutney, confetture, sott'oli e sottaceti, salse e polveri.
Ogni produttore con il suo stile: chi elegante e ricercato, che lavora in virtù dei piatti che vengono elaborati nel proprio ristorante e chi rustico, schietto e casalingo.



 
 Certo non si mura a secco!
Anche i birrifici artigianali hanno la propria rappresentanza, e un ottimo bicchiere, visto che proprio non aiuta a spengere il fuoco è il giusto compagno per godersi gli spettacoli musicali e teatrali, che spuntano agli angoli delle vie.

 
 E c'era anche chi vendeva direttamente i semi, perchè ciascuno potesse provare a tirar su la propria piantina.
E quanto mi sono piaciuti i volti sorridenti ed entusiasti di tutti coloro che ci spiegavano la storia di ogni peperoncino!


 Tra i tantissimi, anche i ragazzi dell'Istituto Agrario, con esperimenti di tutto rispetto...


 E se vi dico che dovevamo fare attenzione a dove mettere i piedi, credetemi, non lo sto dicendo metaforicamennte...


 Rientrati a casa, ecco il nostro bottino.

 Vi presento la varietà di peperoncino attualmente più piccante al mondo: Il Carolina Reaper, il cui assaggio quasi inesistente è costato mooolto caro alla mia coraggiosa metà :)

 Un misto di peperoncini freschi, Habanero di diverse varietà, Naga e Scorpion...


Quanto a salse e chutney, ci siamo serviti della produzione dei ragazzi dell'Officina del Peperoncino, di cui contiamo di poter provare presto anche il ristorante.

FestaPic, ci vediamo nel 2015!

2 commenti:

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