{this moment. 19}

{this moment} - A new semi-regular Friday ritual I've been thinking about. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

In un piccolo paese, tra necci, vino e schiacciata

Un altro frammento d'estate.
Dopo il trekking, una passeggiata piacevole e lenta, tra i vicoli ombreggiati e le terrazze assolate di uno dei tanti piccoli paesi della nostra montagna. Piazze minuscole dalla forma irregolare ci costringevano a visioni prospettiche estreme e le improvvise ed erte scalinate ci portavano a ripensare tutta l'inquadratura fotografica.


Pause buone, felici {con questa schiacciata che sa di lontano: sfornata in occasione della riapertura del forno del Balzo, quello medievale, che serviva tutto l'abitato}.






 Con una pausa più lunga, seduti in un delizioso terrazzino, a cui si accedeva grazie alle scalinate sopracitate :)



E prima di ripartire, merenda!
Con un neccio {una sorta di focaccia preparata con acqua e farina di castagne, cotta su una piastra} semplice semplice, ripieno di miele di montagna.
Buona settimana d'autunno!


Verrines di uva nera e mele nuove

Buongiorno, buon lunedì :) E' dura convincersi di ciò, lo so, ma proviamoci!
Ahimè a 'sto giro devo saltare il flower monday, ma mi auguro che questo rosa pacato riesca ad addolcirvi la pillola amara dell'inizio settimana. Io ho adorato questo dessert dacchè l'ho visto sulle pagine di Cucina Naturale. E' quasi impossibile credere e non cedere alla ricetta: pochi ingredienti, semplice e salutare, deliziosa, ha stupito la metà.
Ha una dolcezza decisamente marcata, completamente naturale e senza zucchero aggiunto: soltanto quello della frutta autunnale, la nuova, delicata e vibrante, pronta a trasformarsi in succo.
Provate, e sappiatemi dire.
Dolce lunedì, dunque!


Verrines di uva nera e mele nuove
 per tre

uva nera ben matura 400 g
mele di stagione 1/2
limone non trattato 1/2
maizena 15 g
biscotti secchi sbriciolati

Lavate l'uva, recuperate gli acini e privateli dei semi. Frullateli pochi per volta nel bicchiere del minipimer, poi passate la purea ottenuta con un colino a maglie fitte: dovreste ricavare circa 250 ml di succo.
Stemperate in un pentolino la maizena con uno o due cucchiai di succo di limone, fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi. Unite il succo d'uva, trasferite su fuoco dolce e fate sobbollire, mescolando per qualche minuto, o fin quando la salsa comincerà ad addensarsi. Suddividetela nei bicchierini e sistematela in frigorifero per almeno un'ora.
Lavate, sbucciate e tagliate a piccoli dadini la mela, bagnatela con poco succo di limone. Cuocetela  per una decina di minuti a fuoco molto basso, nel pentolino che avete utilizzato per il succo d'uva. Frullate con il minipimer e lasciate raffreddare.
Versate la crema di mela su quella d'uva e trasferite nuovamente in frigorifero per almeno un paio d'ore. Servite le verrines ben fredde con una spolverata di briciole dei biscotti secchi.

Lasagne con erbette e pecorino a latte crudo

Queste lasagne rientrano tra i piatti più morbidi e avvolgenti che io abbia mai preparato.
Sarà per la besciamella, sarà per la crema di formaggio o per la delicatezza degli ultimi spinaci estivi, sarà per averli messi insieme e per la piacevole sorpresa che ci hanno regalato all'assaggio, rimane il fatto che ci siamo perdutamente innamorati di loro {e ci siamo fatti i complimenti per aver preparato una teglia da otto}.

Veramente poco ortodosse e di una semplicità spaventosa {rese tali per la stanchezza di quel pomeriggio}, come ben potete immaginare è necessario procurarsi ingredienti di prima qualità, soprattutto per i formaggi: ne parlai qui, ma conto di farlo più approfonditamente tra qualche post, presentandovi una singolare realtà {stay tuned e non ve ne pentirete}. Quindi ecco, vi suggerisco di pianificare un fine settimana da quelle parti: ne vale la pena, oh, eccome.

Perdonatemi la fotografia, orribile!, ma quella porzione era il mio pranzo, consumato alle 16*15 dopo una giornata di lavoro più lunga ed intensa del solito. Spero capirete ;)

Buon fine settimana di quasi autunno!


Lasagne con erbette e pecorino a latte crudo della Montagna pistoiese
Di nuovo... Si possono forse dare le dosi? Troppo difficile!

pasta fresca per lasagne, preparata secondo la vostra ricetta di fiducia
spinaci scottati e passati al coltello
pecorini a latte crudo più o meno stagionati, per noi quattro
besciamella {preparata secondo queste indicazioni}
olio evo
sale marino integrale
pepe nero
parmigiano grattugiato

Versate in una ciotola gli spinaci e conditeli leggermente con olio, sale e pepe. Mescolateli appena con le mani.
In una pentola con abbondante acqua salata e qualche cucchiaio d'olio, sbollentate per un minuto ogni sfoglia, una alla volta. Cominciate a comporre le lasagne, iniziando con uno strato di besciamella, alternando poi sfoglia, spinaci, formaggi, besciamella e così via. Terminate con la besciamella, un'abbondante pepata e il parmigiano.
Infornate a 200°C per 25' {controllate la cottura, i tempi variano a seconda della quantità di ingredienti usati}.

Stufato di ceci con radicchio rosso

Questa ricetta proviene da un libretto che mi sono letta tutta d'un fiato, durata totale tre o quattro corse in autobus la mattina, per andare al lavoro.
L'ho trovata invitante, perfetta per calarmi nel mood autunnale: un metodo di cottura completamente diverso rispetto a quelli previsti dalla stagione estiva, colori e consistenze che si fanno pacate, morbide, avvolgenti nel loro tepore.
Quest'anno ho deciso di impegnarmi ad utilizzare il meno possibile i legumi già pronti: dopo tutto basta un po' di organizzazione e preparando grandi quantità di quelli secchi l'unico inconveniente è riempire il congelatore :)

Una nota: la prossima volta, a prescindere dalla ricetta che seguirò, in cottura aggiungerò anche una presa di semi di finocchio, per agevolare la digestione: consiglio però di provare il timo, a me è piaciuto moltissimo.

Stufato di ceci e radicchio rosso

ceci ammollati per una notte 250 g
timo fresco un paio di rametti
carota un paio
cipolla una, piccola
sedano 4 coste
radicchio rosso 200 g
coriandolo in bacche 2
prezzemolo fresco 1 C
sale integrale
pepe nero 
olio evo

In abbondante acqua salata bollite i ceci con il timo, per circa 2 h. Scolateli e tenete da parte la loro acqua di cottura.
Lavate e mondate carota, cipolla, sedano e riduceteli a dadini di ca 5 mm di lato; lavate il radicchio e tagliatelo a strisce di 1 cm. Mettete le verdure in un tegame di terracotta o di ceramica, adatto alla cottura in forno. Condite con sale, pepe, le bacche di coriandolo pestate e un giro d'olio. Aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura dei legumi, infornate a 200° C per 25' {eventualmente ripassate sul fuoco per qualche minuto per terminare la cottura}. Lasciate intiepidire prima di consumare.

Lasagne di fine estate: carote, zucchine e cavolfiore

Mi piacciono i giorni di passaggio, quelli in cui le stagioni mescolano le loro sfumature. Ed è bello ritrovarsi in cucina ad accostare ingredienti diversi, che soltanto apparentemente non hanno niente da condividere, men che mai la stagione.
Invece no.
Sui banchi del mercato in questo periodo ci sono le cassette delle melanzane siciliane, e lì sull'angolo le prime varietà di cavolo. Addirittura toscani. E poi le pesche gialle del Mugello, come le prugne e le mele nuove, accanto alle pere della Romagna. Mi piace, è tutto così vicino e familiare :)
Questo per dire che mai avrei pensato ad accostare zucchine e cavolfiore {!}: eppure, basta trovare la ricetta giusta et voilà, abbiamo un pranzo della domenica che fa davvero casa.
E' bene dirlo subito: di mio in questo post trovate soltanto fotografie ed introduzione. L'idea e la realizzazione, il merito per tutto ciò è della metà: piacevolissima l'idea della lasagna veg, un po' ingannatrice per via del cavolfiore, che richiama palesemente il ragù. 
Consigliata, consigliatissima: da preparare generosamente, quel che avanza si surgela e diventa un pranzo lavorativo davvero delizioso {e poi se state attenti a porzionare neanche pesante. State attenti, però!} :)

Buona settimana di tarda estate!


Lasagne con carote, zucchine e cavolfiore
Si possono forse dare le dosi? Troppo difficile!

pasta fresca per lasagne
carote
cipolla
sedano
zucchine
cavolfiore
basciamella {preparata secondo queste indicazioni}
passato di pomodoro
olio evo
zucchero
sale marino integrale
pepe nero
parmigiano grattugiato

Lavate e mondate tutte le verdure: passate al mixer carote, sedano e cipolla e fatele soffriggere in una casseruola velata d'olio. 
Dividete in cimette il cavolfiore, passate al coltello le zucchine per ottenere dei dadi di circa 5 mm di lato. Aggiungete entrambe le verdure al soffritto e fate saltare per qualche minuto; salate e pepate. Unite la passata di pomodoro, una punta di zucchero e mescolate bene. Cuocete a fuoco basso, finchè il cavolo è tenero e la salsa ristretta.
In una pentola con abbondante acqua salata e qualche cucchiaio d'olio, sbollentate per un minuto ogni sfoglia, una alla volta. Cominciate a comporre le lasagne, iniziando con uno strato di salsa alle verdure, alternando poi sfoglia, salsa, besciamella e così via. Terminate con la besciamella, un'abbondante pepata e il parmigiano.
Infornate a 200°C per 25'.


{flowery monday. 53}

Ditemi la verità: se abitaste in montagna a poco più di due km dal paesino più fornito {che equivale a dire bar, farmacia, macelleria e poco altro -comunque dotato delle attività fondamentali, seppur minuscole e con orari di esercizio davvero incomprensibili per chi viene dalla città} e se quella distanza fosse per larga parte da coprire via bosco, non andreste sempre a piedi?
Noi sì, visto che di spese pesanti oltretutto non ne facevamo quasi mai.
E giravamo sempre con la fotocamera, tanto che la barista {magari mi legge pure} alla fine ci ha domandato che cosa *fossimo* e che ce ne facessimo.
Vi lascio immaginare.

Questi fiorellini {ma sono realmente fiorellini o qualcos'altro?} li abbiamo incontrati proprio durante una di quelle passeggiate.

Vi auguro un sereno lunedì.

Crostone di pane alle noci con cannellini ed erbette

Non sarà bello a vedersi, concordo, ma è delizioso e decisamente salutare. Mi pento di aver affettato il pane
così sottilmente, 1 cm abbondante sarebbe stato meglio {ho corretto nella ricetta}, e forse forse questo in fotografia {che fa sempre parte dei miei pranzi veloci, l'ultimo, giuro!} l'ho tostato troppo. Va beh, l'idea è vincente, da riproporre sicuramente. Magari in versione mignon, chessò, ricavando dalla fetta una base con il tagliabiscotti, per un aperitivo veg fuori dalle righe!

Vi auguro uno splendido fine settimana :)


Crostone di pane alle noci con cannellini ed erbette

pane integrale con noci e semini vari {girasole, sesamo, zucca}, il nostro preparato con la pasta madre
cannellini lessati* {li preparate voi la sera prima, veeerooo?!?}
erbette lessate* {toscani, avete presente le *pallette*?}
aglio 
peperoncino fresco
sale integrale
pepe nero da macinare al momento
olio evo

Affettate sottilmente aglio e peperoncino e fateli soffriggere leggermente in un velo d'olio caldo. Saltate per qualche minuto le erbette, trasferitele in una ciotolina e nella stessa padella fate intiepidire i fagiolini.
Per ciascun commensale tagliate una fetta di pane alta circa 1 cm e tostatela appena.
Impiattate il crostone: fetta di pane, erbette, cannellini, giro d'olio evo, sale e pepe. 
Semplice e buonissimo, adatto anche, perchè no {io l'ho fatto ieri} per un pranzo leggero.

*Niente scoraggiamento: basta prepararne in quantità e surgelarli già porzionati. Diventano praticissimi ingredienti salva cena ;)

Rivisitando Arturi: tian dell'orto e semi di sesamo

Prosegue la serie del *cosa mi sono preparata per pranzo l'ultima settimana d'agosto*. 
Ecco perchè questo tian; è *vecchio* di sette giorni sette, dunque non propriamente settembrino. Ci sarà da attendere smaltire ancora qualche post semi-estivo, poi prometto che mi calerò nel mood autunnale -e allora non ci saranno melanzane o pesche che tengano!

Ho tratto questa ricetta da un libretto simpatico e agile, che se non fosse per una cara amica certo non avrei mai scoperto: qualche piccola variazione, soprattutto nell'estetica {e prendiamo 'sta tortiera che è tanto carina ina ina, così ina che è stato impossibile non sovrapporre troppo le verdure. Però tutto si è cotto come avrebbe dovuto ed il risultato è stato ottimo}.
Consumato tiepido è ottimo, probabilmente però dà il meglio di sè una volta che si è ben raffreddato: ma che volete farci, non venite a chiederlo a me, capace di mangiarsi un moelleux con 40° C, amante della pioggia e del grigio anche se è la prima mattina di lavoro dopo le ferie {ragion per cui ho già preso di matta più volte dai colleghi}. In ogni caso credo che sia eccessiva anche la metà, che senza fare una piega se lo gusta direttamente dalla teglia uscita dal frigorifero {come stupirsi, visto che se potesse lo farebbe anche con la pizza...}.

Dopo tanto dire ecco qui la ricetta, my way. Ottima.
Buona settimana, piena di dolcezze :)

Tian di zucchine e pomodori {variazione sulla ricetta di Stefano Arturi*}

cipolla rossa 1
zucchine un paio
pomodoro canestrino 1, grosso e maturo
origano secco
olio evo
parmigiano grattugiato 2 C
pangrattato 2 C
sale integrale marino
pepe nero da macinare al momento

Affettate con la mandolina le cipolle, ad uno spessore di 1-2 mm, passatele in padella finchè non sono morbide e trasparenti.
Affettate alla stessa maniera la zucchina, e al coltello il pomodoro. Ungete uno stampo di ceramica dai bordi bassi e copritene il fondo con le cipolle, poi alternate fette di pomodoro e zucchina, cercando di comporre un unico strato {sovrapponendole leggermente}. Condite con olio, sale, pepe e origano.
In una ciotolina mischiate parmigiano e pangrattato, mentre in un padellino tostate i semi di sesamo. Coprite il tian con il parmigiano ed il pangrattato e dategli un ultimo giro d'olio. Cuocete in forno a 200° C per 30'. Sfornate e spolverate con i semi di sesamo.

*Stefano Arturi, Pausa pranzo. Come stare lontano dai bar e vivere felici, Guido Tommaso Editore, Milano, 2007, pagg. 144-145.

Settembre, perlaceo e silente

E' arrivato Settembre. Mese, si sa, tra i miei favoriti.
Io ero tra le montagne, che l'aspettavo.

Un'uscita la mattina presto, tra la faggeta e l'abetaia, fino a raggiungere uno spiazzo panoramico.

In questi giorni è tutto vuoto, silenzioso. Le case dai portoni serrati, a sancire la fine delle vacanze estive.


Nei giardini le ultime ortensie, accanto alle aiuole di erbe profumate.


E il Balzo, laggiù.
Prima o poi ti becchiamo :)


 Rientro a casa per sentieri piani e tranquilli.




Negli scaffali, le carte che quest'estate ci hanno portato lontano.

 Un letto da rifare, piccole cose da osservare.


E la colazione.
Rituale immancabile.
Semplice, come una torta di frutta e un caffellatte.

 {La pratica non manca!}

 Ora di pranzo: diamo fondo a quanto abbiamo *raccattato* dai nostri amici :)



 Buona settimana, e buon Settembre a tutti voi.



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