In giardino

Questo è un autunno strano. E' diverso.

Guardo l'archivio del blog e vedo che durante i passati settembre, ottobre e novembre era tutto un fiorire di crostate, pies, vellutate minestre e zuppe, puddings e sformati, confetture, millefoglie e quattro quarti. La mia passione per questi mesi si traduceva in una esuberante produzione cuciniera.

Quest'anno è diverso. E' meditativo.
Non ho preparato neanche una marmellata, non ho impastato torte di mele o ritagliato biscotti. Non riesco a fotografarlo, il cibo cucinato. Non me lo spiego, ma ho una sorta di blocco, come se nel comporre il set, operazione che bene o male mi ha sempre fatto compagnia precedentemente ci fosse qualcosa di banale e *da superare*.

Sono giorni di risacca e velati di tristezza, nonostante di impegni ne abbia tanti e nonostante le energie spese si stiano per concretizzare in un bellissimo progetto.

Una cara amica mi ha detto di riconoscere di avere una sensibilità animista: chissà, credo proprio di averla anch'io. Come se nella pioggia che scende, lenta e a piccole dosi, sentissi lacrime amare. Mah.

Stamattina, nel religioso appuntamento al mercato, ho cercato le coccole rassicuranti della mia stagione nella buona frutta e verdura.


Nei buoni formaggi, quelli della nostra terra e acquistati dal solito ambulante. Nei cibi semplici, come delle bruschette infornate per pochi minuti, che hanno sposato la mozzarella fresca con  gli ultimi pomodori dell'orto {per i fiorentini: comprati al mercato del contadino del venerdì mattina, in piazza della Libertà. Vi consiglio vivamente di visitarlo!}.


E mentre il forno cuoceva e io osservavo il giardino che si dissetava sotto il cielo grigio perla, qualcuno dormiva beatamente sotto al tavolo...



Vi auguro una buona settimana d'autunno, che nonostante tutto possa essere calda come uno scialle di lana :)

Nel bosco

 
Ci sono annate in cui la legna brucia bene e scalda a dovere il forno, in maniera costante tanto che puoi infornare e cuocerci tranquillamente la torta di mele, altre invece in cui è bagnaticcia e non stagionata, in parte verde e che stenta ad avvampare, tanto che se ti allontani troppo da casa rischi di rientrare e trovare la cucina infreddolita.

Ci sono tanti perchè, tanto che non conviene neanche starli a pensare tutti.

Troppi perchè.

Perchè, ad esempio, se mi siedo sulla mia poltrona al caldo perdendomi tra le montagne annebbiate, non riesco a smettere di rattristarmi per una giovane vita spezzata.

Perchè, chi lo sa.

Esco di casa e girovago nel bosco.





In collina

C'eravamo state qualche settimana fa, ma con delusione fummo costrette a battere ritirata.
Il sole bruciava impietoso; campi ed uliveta erano aridi e boccheggianti. Camminare nei prati era desolante, lo scricchiolio dell'erba abbrustolita può andar bene in agosto, non certo a settembre.

Questo pomeriggio tutto era diverso.
Certo, non è piovuto come avrebbe dovuto, ma l'aria era leggera e riusciva a pungere. Le olive stanno raggiungendo la maturazione, grandi ciuffi di finocchietto selvatico sbucano spavaldi lungo i muri a secco, i prati sono cosparsi di nepitella e melissa.
Ci sono gli ultimi fiori di campo e le prime piantine di asparago, il pungitopo ha già alcune bacche rubine.

Nei prossimi giorni le piante aromatiche raccolte verranno messe a testa all'ingiù, il finocchietto sott'olio e le olive sotto sale. 

Una passeggiata nell'aria ottobrina, tra campi e pascoli.






Tra i monti

Una finestra sui luoghi che ho vissuto questo fine settimana.

Buon lunedì :)

la voce di Ottobre

Non so voi, ma io indosso già golfino e scialle. E la tisanina non manca mai: con mia grande sorpresa scopro che il mio corpo ha smesso di chiamare il caffè {tranne il primo, quello della mattina che deve assolvere all'importantissimo compito di svegliarmi}, orientandosi verso bevande più *lunghe* e *rilassanti*, non necessariamente calde {vedi il succo di melograna} ma, come dire, semplici, lineari, naturali. Come se le conoscesse da tempo e volesse ritrovarle.

Insomma, golfino e scialle, dicevamo.
E dicevo, dicevamo con alcune amiche del web, che finalmente Ottobre è arrivato. Si è annunciato con i venti e per me questo è semplicemente seducente e amabile, non m'importa un tubo di bacilli nasi colanti gole brucianti eccetera eccetera.

Golfino e scialle dunque, per uscire in giardino, arrischiarsi a montare il cavalletto per una esposizione a tempi lunghi {vento---> possibilità che la reflex su cavalletto vada in terra. Ma uno sgarbo del genere Ottobre non lo fa, tiè}.

Così, ecco qua: la voce di Ottobre.

Sereno fine settimana a tutti voi.

{intermezzo.2}

 Una breve pausa.

Ottobre, finalmente. L'ho sentito e annusato uscendo per strada una domenica mattina, la luce radente in Signoria e la felpa tirata su.

La frutta nostra, l'esperimento con il succo di melagrana.


Buon proseguo di settimana autunnale.

#noleggebavaglio - post a rete unificata


Lo avevo appena scritto.

Riporto il post che sta facendo il giro della blogosfera che riguarda l'estensione delle normative sulle intercettazioni telefoniche ai siti web {wikipedia e le testate giornalistiche pure, quindi. Leggete wiki cosa ha fatto}.
Per chi ha twitter, l'hashtag da seguire è #noleggebavaglio.

Agli altri: diffondiamo la notizia?

Ah, e come sempre: se non ora quando?

Il disegno di legge di riforma delle intercettazioni ha un impatto significativo sulla rete?
Il ddl di riforma della normativa sulle intercettazioni influisce sulla rete in due modi, innanzitutto perché le limitazioni introdotte dal ddl in merito alla pubblicabilità degli atti di indagine riguarda, ovviamente, anche la rete, relativamente al giornalismo professionale, ma soprattutto perché in esso è presente il comma 29 che è scritto specificamente per la rete. Cosa prevede il comma 29? Il comma 29 estende parte della legislazione in materia di stampa, prevista dalla legge n. 47 del 1948, alla rete, in particolare l’art. 8 che prevede la cosiddetta “rettifica”.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere dei media unidirezionali e di bilanciare le posizioni in gioco. Nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, un semplice cittadino potrebbe avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie, e comunque ne trascorrerebbe molto tempo con ovvi danni alla sua reputazione. Per questo motivo è stata introdotta la rettifica che obbliga i direttori o i responsabili dei giornali o telegiornali a pubblicare gratuitamente le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti che si ritengono lesi.

Il comma 29 estende la rettifica a tutta la rete?
La norma in questione estende la rettifica a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. La frase “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” è stata introdotta in un secondo momento proprio a chiarire, a seguito di dubbi sorti tra gli esperti del ramo che propendevano per una interpretazione restrittiva della norma (quindi applicabile solo ai giornali online), che la norma deve essere invece applicata a tutti i siti online. Ovviamente sorge comunque la necessità di chiarire cosa si intenda per “siti informatici”, per cui, ad esempio, potrebbero rimanere escluse la pagine dei social network, oppure i commenti alle notizie. Al momento non è dato sapere se tale norma si applicherà a tutta la rete, in ogni caso è plausibile ritenere che tale obbligo riguarderà gran parte della rete.

Entro quanto tempo deve essere pubblicata la rettifica inviata ad un sito informatico?
Il comma 29 estende la normativa prevista per la stampa, per cui il termine per la pubblicazione della rettifica è di due giorni dall’inoltro della medesima, e non dalla ricezione. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.

E’ possibile aggiungere ulteriori elementi alla notizia, dopo la rettifica?
Il ddl prevede che la rettifica debba essere pubblicata “senza commento”, la qual cosa fa propendere per l'impossibilità di aggiungere ulteriori informazioni alla notizia, in quanto potrebbero essere intese come un commento alla rettifica stessa. Ciò vuol dire che non dovrebbe essere nemmeno possibile inserire altri elementi a corroborare la veridicità della notizia stessa.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è sostanzialmente quella della legge sulla stampa, la quale chiarisce che le informazioni da rettificare non sono solo quelle contrarie a verità, bensì tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni “da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità”, laddove essi sono i soggetti citati nella notizia. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia. Non si tratta affatto, in conclusione, di una valutazione sulla verità, per come è congegnata la rettifica in sostanza si contrappone la “verità” della notizia ad una nuova “verità” del rettificante, con ovvio scadimento di entrambe le “verità” a mera opinione (Cassazione n. 10690 del 24 aprile 2008: “l’esercizio del diritto di rettifica… è riservato, sia per l’an che per il quomodo, alla valutazione soggettiva della persona presunta offesa, al cui discrezionale ed insindacabile apprezzamento è rimesso tanto di stabilire il carattere lesivo della propria dignità dello scritto o dell’immagine, quanto di fissare il contenuto ed i termini della rettifica; mentre il direttore del giornale (o altro responsabile) è tenuto, nei tempi e con le modalità fissate dalla suindicata disposizione, all’integrale pubblicazione dello scritto di rettifica, purché contenuto nelle dimensioni di trenta righe, essendogli inibito qualsiasi sindacato sostanziale, salvo quello diretto a verificare che la rettifica non abbia contenuto tale da poter dare luogo ad azione penale”).

Come deve essere inviata la richiesta di rettifica?
La normativa non precisa le modalità di invio della rettifica, per cui si deve ritenere utilizzabile qualunque mezzo, fermo restando che dopo dovrebbe essere possibile provare quanto meno l’invio della richiesta. Per cui anche una semplice mail (non posta certificata) dovrebbe andare bene.

Cosa accade se non rettifico nei due giorni dalla richiesta?
Se non si pubblica la rettifica nei due giorni dalla richiesta scatta una sanzione fino a 12.500 euro.

Che succede se vado in vacanza, mi allontano per il week end, o comunque per qualche motivo non sono in grado di accedere al computer e non pubblico la rettifica nei due giorni indicati?
Queste ipotesi non sono previste come esimenti, per cui la mancata pubblicazione della rettifica nei due giorni dall’inoltro fa scattare comunque la sanzione pecuniaria. Eventualmente sarà possibile in seguito adire l’autorità giudiziaria per cercare di provare l’impossibilità sopravvenuta alla pubblicazione della rettifica. È evidente, però, che non si può chiedere l’annullamento della sanzione perché si era in “vacanza”, occorre comunque la prova di un accadimento non imputabile al blogger.

La rettifica prevista dal comma 29 è la stessa prevista dalla legge sulla privacy?
No, si tratta di due cose ben diverse anche se in teoria ci sarebbe la possibilità di una sovrapposizione parziale. La legge sulla privacy consente al cittadino di chiedere ed ottenere la correzione di dati personali, mentre la rettifica ai sensi del comma 29 riguarda principalmente notizie.

Con il comma 29 si equipara la rete alla stampa?
Con il suddetto comma non vi è alcuna equiparazione di rete e stampa, anche perché tale equiparabilità è stata più volte negata dalla Cassazione. Il comma 29 non fa altro che estendere un solo istituto previsto per la stampa, quello della rettifica, a tutti i siti informatici.

Con il comma 29 anche i blog non saranno più sequestrabili, come avviene per la stampa?
Assolutamente no, come già detto con il comma 29 non si ha alcuna equiparazione della rete alla stampa, si estende l’obbligo burocratico della rettifica ma non le prerogative della stampa, come l’insequestrabilità. Questo è uno dei punti fondamentali che dovrebbe far ritenere pericoloso il suddetto comma, in quanto per la stampa si è voluto controbilanciarne le prerogative, come l’insequestrabilità, proprio con obblighi tipo la rettifica. Per i blog non ci sarebbe nessuna prerogativa da bilanciare.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Se ritengo che la rettifica non sia dovuta, posso non pubblicarla?
Ovviamente è possibile non pubblicarla, ma ciò comporterà certamente l’applicazione della sanzione pecuniaria. Come chiarito sopra la rettifica non si basa sulla veridicità di una notizia, ma esclusivamente su una valutazione soggettiva della sua lesività. Per cui anche se il blogger ritenesse che la notizia è vera, sarebbe consigliabile pubblicare comunque la rettifica, anche se la stessa rettifica è palesemente falsa.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica, il titolare del dominio, il gestore del blog?
Questa è un’altra problematica che non ha una risposta certa. La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi è il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Anche qui non è possibile dare una risposta certa al momento. In linea di massima un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Pensavo di creare un widget che consente agli utenti di pubblicare direttamente la loro rettifica senza dovermi inviare richieste. In questo modo sono al riparo da eventuali multe?
Assolutamente no, la norma prevede la possibilità che il soggetto citato invii la richiesta di rettifica e non lo obbliga affatto ad adoperare widget o similari. Quindi anche l’attuazione di oggetti di questo tipo non esime dall’obbligo di pubblicare rettifiche pervenute secondo differenti modalità (ad esempio per mail).

Pensavo di aprire un blog su un server estero, in questo modo non sarei più soggetto alla rettifica?
Per non essere assoggettati all’obbligo della rettifica è necessario non solo avere un sito hostato su server estero, ma anche risiedere all’estero, come previsto dalla normativa europea. E, comunque, anche la pubblicazione di notizie su un sito estero potrebbe dare adito a problemi se le notizie provengono da un computer presente in Italia.

E’ vero che in rete è possibile pubblicare tutto quello che si vuole senza timore di conseguenze? E’ per questo che occorre la rettifica?
Questo è un errore comune, ritenere che non vi sia alcuna conseguenza a seguito di pubblicazione di informazioni o notizie online, errore dovuto alla enorme quantità di informazioni immesse in rete, ovviamente difficili da controllare in toto. Si deve inoltre tenere presente che comunque l’indagine penale od amministrativa necessita di tempo, e spesso le conseguenze penali od amministrative a seguito di pubblicazioni online, si hanno a distanza di settimane o mesi. In realtà alla rete si applicano le stesse medesime norme che si applicano alla vita reale, anzi in alcuni casi la pubblicazione online determina l’aggravamento della pena. Quindi un contenuto in rete può costituire diffamazione, violazione di norme sulla privacy o sul diritto d’autore, e così via… Il discorso che spesso si fa è, invece, relativo al rischio che un contenuto diffamante possa rimanere online per parecchio tempo. In realtà nelle ipotesi di diffamazione o che comunque siano lesive per una persona, è sempre possibile ottenere un sequestro sia in sede penale che civile del contenuto online, laddove l’oscuramento avviene spesso nel termine di 48 ore.

Ho letto di un emendamento presentato da alcuni politici che dovrebbe risolvere il problema della rettifica. È un buon emendamento?
Già lo scorso anno fu presentato un emendamento da alcuni parlamentari, che sostanzialmente dovrebbe essere riproposto quest’anno, con qualche modifica. In realtà l’emendamento Cassinelli, dal nome dell’estensore, non migliora di molto la norma: allunga i termini della rettifica a 10 giorni, stabilisce che i commenti non sono soggetti a rettifica, e riduce la sanzione in caso di non pubblicazione. L’allungamento dei termini non è una grande conquista, in quanto l’errore di fondo del comma 29 è l’equiparazione tra rete e stampa, cioè tra attività giornalistica professionale e non professionale, compreso la mera manifestazione del pensiero, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, esplicata dai cittadini tramite blog. Per i commenti la modifica è addirittura inutile in quanto una lettura interpretativa dovrebbe portare al medesimo risultato, anzi forse sotto questo profilo l’emendamento è peggiorativo perché invece di “siti informatici” parla di “contenuti online” con una evidente estensione degli stessi (pensiamo alle discussioni nei forum). Tale emendamento viene giustificato con l’esempio del blogger che scrive: “Tizio è un ladro”, ipotesi nella quale, si dice, Tizio ha il diritto di vedere rettificata la notizia falsa. Immaginiamo invece che Tizio effettivamente sia un ladro, la rettifica gli consentirebbe di correggere una notizia vera con una falsa. Se davvero Tizio non è un ladro, invece, non ha alcun bisogno di rettificare, può denunciare direttamente per diffamazione il blogger ed ottenere l’oscuramento del sito in poco tempo.

Ma in sostanza, quale è lo scopo di questa norma?
Una risposta a tale domanda è molto difficile, però si potrebbe azzardarla sulla base della collocazione della norma medesima. Essendo inserita nel ddl intercettazioni, potrebbe forse ritenersi una sorta di norma di chiusura della riforma, riforma con la quale da un lato si limitano le indagini della magistratura, dall’altro la pubblicazione degli atti da parte dei giornalisti. Poi, però, rimarrebbe il problema se un giornalista decide di aprire un blog in rete e pubblicare quelle intercettazioni che sul suo giornale non potrebbe più pubblicare. Ecco che il comma 29 evita questo possibile rischio.

wiki e le intercettazioni

Stamattina ho avuto un altro motivo per scuotere la testa e confermare quanto negli ultimi giorni ho ripetuto come un mantra {*siamo tutti su un carrozzone, siamo tutti su un carrozzone*}.
 
Ma c'è di più, sono davvero scandalizzata.

Stavo cercando notizie per un mio progetto, avevo bisogno di una panoramica generale, quindi digito da brava *xxx* nella casellina google search fiduciosa di ottenere il link alla pagina di wiki come prima risultato.

Il link c'è, ma la pagina è oscurata.

Why?

Almeno per oggi, se cercate qualcosa su wikipedia leggerete *soltanto* il comunicato pubblicato in data 4 ottobre.
In sintesi, ma mi auguro di cuore che andiate a leggervelo direttamente alla fonte, ogni sito web che pubblichi informazioni riguardanti X, deve pubblicare entro 48 ore una rettifica dei contenuti qualora X li giudichi lesivi della propria immagine.
In base a cosa si è giunti a questo?
All'estensione ai siti web -e quindi anche alle testate giornalistiche!!!- delle norme previste dal disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche.

???

Sono allibita.
Ho pubblicato questo post velocemente e dunque non *allego* nessuna riflessione, voglio soltanto mettervene a conoscenza qualora ancora non lo sappiate.

Io a wiki, e alla libertà d'espressione, ci tengo eccome.

Quanto vorrei perdermi

Qualcuno direbbe *mi manca l'aria*.
Io dico *mi manca l'autunno*, ma il concetto rimane lo stesso.

Mi manca la sua saggezza, la sonnolenza il silenzio il torpore dorato lo scialle caldo con cui ti stringe e ti seduce, circondandoti di profumi e sentimenti ai quali è assai difficile resistere. Perchè mai, poi, visto che il vero miele di tutto l'anno dovrebbe arrivare adesso. 
E' il tirarsi su il bavero della giacca, il tweed o il velluto partorito dal guardaroba laccato d'avorio, è l'annusare un tramonto dolcissimo e struggente, lungo e introspettivo, malinconico solitario eppure rassicurato da questa stagione così maschile, alla quale abbandonarsi di schiena, certi di trovare un torace robusto a cui affidarsi. 
Mi manca il suo sussurrare tra i miei capelli castani, mentre rotolano gocce pesanti sulla curvatura pallida delle guance.

Mi manca, come un amore lontano.
Mi manca e mi ritrovo spenta arida ferita, boccheggiante nell'immaginare di non trovarlo assaporarlo riabbracciarlo e stringerlo forte, nell'obbligo e nella forzatura di  vederne il riflesso scolorire tra piogge scroscianti di fango.

Mi manca, e l'ostinazione con cui cerco le sue tracce mi dimostra quanto mi stia impoverendo senza di lui.


 



Inutile dire, non c'è.

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