{this moment.17}


{this moment} - A new semi-regular Friday ritual I've been thinking about. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

{merenda.3}

Uh, buona!

E dire che senza di lei non l'avrei certo conosciuta :)

Buon proseguo di fine settimana!

{pranzo.1}

Nuovamente... tanta semplicità {stringhe in pentola a pressione!}.

Vi auguro un sereno fine settimana :)

{flowery monday.45}

Buongiorno e benritrovati carissimi!
Stamattina facciamo due chiacchiere in libertà :)

Come avete passato il vostro fine settimana? Vi siete dati alle gioie domestiche sfornando {beh oddio, in senso lato visto le temperature!} pani e dolci o siete stati succubi delle pulizie e dei lavoretti di routine?
A me sono capitati gli uni e gli altri, e non sono mancati colazioni, pranzi e cene in compagnia che hanno permesso a me, o a me ed alla metà, di allargare i miei/nostri giri d'amicizie e di esplorare possibilità molto molto interessanti. Vedremo come si evolveranno certe situazioni, voi sarete costantemente aggiornati. 

Scrivo soltanto che abbiamo provato emozioni significative, che ci hanno dimostrato quanto possa essere bello veder riconosciuto il proprio lavoro dagli altri con interesse e partecipazione, quanto possa essere sorprendente e gratificante trovare riflesso negli occhi ed espressioni altrui le tue stesse sensazioni. 

Che meraviglia di mondo, penso e pensiamo, quando si fanno questi incontri.
E in alcuni casi ancora una volta devo ringraziare questo mio canale virtuale :)

Un abbraccio e buon lunedì!

semplicemente auguri

...per un bel fine settimana.

Insieme alle persone che amate, in luoghi piacevoli ed abbracciando, perchè no, qualche caro oggettino {in ogni senso}. 
Per me saranno due giorni di grande fermento ed arricchimento. Non vedo l'ora!

Un abbraccio, al prossimo flower monday ;)

Fagioli alla casareccia

Proprio non so spiegarmi perchè questo povero post abbia giaciuto nel buio polveroso della cartella *Documenti* per tanto tempo. 
Forse... ahhh sì, *forse* avrei dovuto pubblicarlo nell'ambito di non ricordo quale progetto *libresco*, ma tant'è, credo che sia arrivato il suo momento di gloria. Ieri sono rientrata con una sacchettata di bei borlotti freschi, bianchi e rosa dalla buccia elastica, e mentre li sgranavo riandavo con la memoria a questa ricetta del buon Jamie: come non cucinarli alla sua maniera, e condividerla con voi?

Il procedimento è semplice quanto curioso, pasticcione qb a riprova della propria paternità e tanto, tanto gratificante. Al palato poi, certamente, ma anche alle mani al naso e agli occhi. A me le ricette del Jamie divertono: mi piace farle per il risultato, certamente, ma anche soltanto *per il gusto* di farle :)

Insomma, ecco qui una trascrizione veloce, in realtà una versione leggermente modificata. Quando potete però, acquistate La mia cucina naturale: a mio parere, tutti i libri di Oliver meritano e sono piccoli grandi affari. Anche se di cucina vi interessate poco o vi ritenete delle schiappe: riuscirà sicuramente a strapparvi una grassa risata, ne sono certa.

Gli umili fagioli alla casareccia*

fagioli borlotti freschi al netto degli scarti 300 g
aglio 3 spicchi {non sbucciati}
timo, rosmarino, alloro freschi un mazzetto abbondante
sedano un gambo mondato
patata 1 piccolina, mondata e tagliata a metà
pomodorini ciliegia 2
olio evo 3C
aceto di mele
prezzemolo fresco tritato qb

Ponete i fagioli in una pentola dal fondo spesso e con i bordi alti, aggiungete l'aglio, le erbe aromatiche, la patata, il sedano ed i pomodori. Mescolate con le mani, coprite d'acqua e portate lentamente a bollore. Incoperchiate e cuocete dolcemente per 40' {controllare prima di spengere!}.
Quando i fagioli sono pronti, scolateli *tenendo da parte l'acqua di cottura!*, togliete tutte le verdure e le erbe, rimetteteli in pentola e coprite fino a metà con la loro acqua.
Pelate gli spicchi d'aglio e metteteli in una ciotola con i pomodori e la patata. Schiacciateli bene con una forchetta e rimetteteli in pentola con i fagioli. Condite bene con sale, pepe, olio evo e un poco di aceto. Aggiungete il prezzemolo, mescolate e servite.

*Jamie Oliver, La mia cucina naturale, Tea Edizioni, Milano, 2008, pagg. 124-125.

{flowery monday.44}

Caro Settembre.
Ecco che non ha tardato a portare con sè il buon tempo che tanto mi {ci} piace. L'aria leggera ed il cielo ingrigito, che sembra quasi proteggermi da un'estate che tanto mi ha fatto penare. Ed anche se, come stamattina, scopro che scende la pioggia {e che perciò sono destinata a bagnarmi tutti i piedini ancora nelle birke rosse} va bene uguale: è Settembre e per me l'Autunno è già cominciato. Quindi aspettatevi elegie ed odi appassionate.

Questo lunedì ho deciso di darvi il consueto augurio di buon inizio settimana offrendovi un fiore di rovo, così semplice e carico di ricchezza. Fiorirà pure in estate, ma come saprà di settembre, ottobre, di conserve e dispense piene? Di crostate e di salse per gli arrosti...

Sereno lunedì di Settembre :)

Progetto locale?

Mese nuovo, progetto nuovo.

Progetto locale.
Questa nuova avventura, che prende a prestito il nome da un saggio fondamentale nel campo della pianificazione territoriale, ha come obiettivo quello di sistematizzare alcuni concetti di fondo che pervadono questo blog, sviscerandoli per una facile comprensione e ricercandone le relazioni, calandole al contempo nella realtà che ci appartiene. Affinchè quanto scritto possa esserci utile, d'indirizzo: attuabile se condiviso o generante sane, costruttive e civili discussioni.

Progetto locale.
Cosa indicano queste due parole nella concezione originaria del loro autore, Alberto Magnaghi¹? 
E', come dire, un'intenzione di sviluppo, nata dalla coscienza dell'uomo della società civile. Quel che suggerisce ed esige è un avvicinamento ed interazione a 360° dell'uomo con il territorio in cui vive: dunque economia, cultura, istituzioni e comunità, tutto guardato e considerato nell'ottica di riscoprire, ridare dignità e tutelare il patrimonio territoriale. 
Ecco che locuzioni e termini a noi familiari acquistano un respiro più ampio, andando a costruire il mosaico di una diversa società sviluppata: consapevole, sostenibile, autoprodotta e {più in là} autogestita. Il km 0, la stagionalità, il biologico sono esempi, ristretti al campo dell'agricoltura {all'interno dell'aspetto economico quindi} che ci toccano da vicino e di cui, come dicevo, questo blog è pervaso. 

Vi siete mai chiesti perchè veramente ci stiano così a cuore? Personalmente, è come se avvertissi una impellente necessità di aver cura del mio intorno di mondo, che non è nè il mio giardino nè la mia città, ma è la mia terra. Sono le colline con i vigneti, i campi di grano, i pascoli d'altura dove s'incontrano chianine o vacche rosse, gli oliveti quanto i castagneti. E badate bene, non è un nostalgico abbraccio dei tempi che furono, di un'ode stucchevole alla cultura contadina {di cui peraltro non potrei che parlare a vanvera, dato che non l'ho vissuta}, bensì una sincera constatazione dell'amore e del rispetto naturalmente suscitati dal territorio stesso, qualora lo si guardi con onestà intellettuale.

L'Autore, con chiarezza, scrive che "Il territorio è un'opera d'arte, forse la più alta, la più corale che l'umanità abbia espresso"².
Corale, nel senso quindi che gli operatori presenti in un determinato luogo collaborano, mantenendo altresì la propria identità, contribuendo allo sviluppo sostenibile in maniera unica, distintiva, generando una ricchezza durevole. Con l'intelligenza e la lungimiranza di valorizzare e coltivare le peculiarità di quel preciso luogo, modellandolo e modellandosi essi stessi alle sue caratteristiche, rifiutando di considerarlo come una superficie amorfa ed indifferenziata su cui costruire una "seconda natura" destinata ad impoverirsi ed impoverire nel tempo.

Alla luce di tutto ciò, se vorrete seguirmi  nel percorso, indagheremo queste tematiche, scoprendo insieme nuovi luoghi e nuove persone. Ci state?

²Alberto Magnaghi, Il progetto locale, Edizioni Bollati Boringhieri, Torino, 2000, pag. 9.

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