Chiedimi perchè

Non ho mai scritto un post così ed onestamente non ho neanche mai immaginato che un giorno avrei potuto sentire il bisogno di scriverne uno.
Eppure una sensazione di delusione ed estraneità già da qualche tempo ha superato i livelli di guardia, tanto che adesso voglio sfruttare questo mio spazio per parlare al riguardo.

Perché?
Per mettermi in pace con me stessa e per sgravarmi da un peso fastidioso, e per vedere l’effetto che certe riflessioni provocano in chi le legge. 
Sono ben consapevole, quindi, di infilarmi in un groviglio spinoso e spiacevole, ma tant’è: se si avverte che qualcosa a noi caro è minacciato si corre in suo soccorso incuranti del pericolo, sbaglio? Se cominciate a chiedervi per quale motivo stia pubblicando, beh, sappiate che è semplicemente perché la questione è squisitamente pubblica.

Scrivo per difendere il mio sentimento di familiarità con la foodblogosfera, la vicinanza, la stima e la fiducia che ho maturato nel corso degli anni, durante i quali sono stata prima silente lettrice e poi partecipante attiva. Scrivo perché tutto ciò è stato minato {possono esserlo i rapporti reali, figuriamoci quelli virtuali} in maniera esponenziale, fino ad arrivare al concretizzarsi ad allo stabilizzarsi di situazioni che mi sgomentano e mi privano dell’entusiasmo e della freschezza originarie.

Quali?
Ahimè, trovo che il nocciolo della questione sia una diffusa perdita di spontaneità. Lungi da me far di tutta l’erba un fascio: voglio ben sperare che si abbia l’onestà intellettuale per farsi un esame di coscienza e rendersi conto da soli se effettivamente si è i diretti interessati o meno.
La naturalezza e la sincerità sembrano essere deperite a causa della quantità {e forse qualità, arrivo a pensare in certi casi} agghiacciante di blog che trattano di cucina, ed all’importanza che sembra esserci nel dover presenziare al maggior numero possibile delle pubblicazioni dei colleghi. A volte mi sono chiesta se i miei post venissero davvero letti: e tante di quelle volte mi sono trovata obbligata a rispondere che no, non era così {alcuni lettori lodavano ingredienti a cui mai avevo fatto riferimento, ma che la fotografia poteva suggerire}. Parimenti, il ripetersi delle medesime domande nei commenti mi palesava come oramai il carattere di “discussione” si fosse perso. Che peccato.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, o più appropriatamente la ciliegina sulla torta, l’ha messa il pullulare incessante delle collaborazioni tra i foodblogger e le aziende alimentari che trattano i più svariati prodotti.

L’ho detto, finalmente.
Per carità del cielo: ognuno a casa propria fa quel che vuole, ma visto che queste cose vengono scritte e vagano per l’etere diventano di dominio pubblico. E poi, davvero, questa cosa della collaborazione proprio non la capisco.
La motivazione che va per la maggiore è che sia conveniente, perché contribuisce ad alleggerire la spesa necessaria per gli alimenti. Ma io mi chiedo:

-    davvero ci sono utili quei prodotti? No, perché forse mi sbaglio, ma ho visto in giro alimenti che tutto sono tranne che quelli fondamentali ed importanti {e ci credo...}. Leggo di formaggi, insaporitori, preparati per dolci, panne vegetali {su queste ci sarebbe da parlare per ore. Non voglio neanche aprire una parentesi, ma limitarmi a dire che perlomeno se si decide di far pubblicità che si faccia consapevolmente: di vegetale hanno ben poco, visto che contengono proteine animali}
-    davvero è piacevole cucinare con prodotti che poi devi pubblicizzare?
-    davvero è possibile ritrattare larga parte del proprio pensiero in fatto di cucina ed alimentazione, passando ad un utilizzo, più o meno massiccio ma quantomeno continuativo, di lavorati industriali?
-    davvero non ci si sente neanche un po’ costretti, a volte, a dire fare scrivere cose che non si sentono proprie?
-    davvero non ci si sente neanche un po’ colpevoli di sostenere ed incoraggiare scelte di vita che più che a pro della propria salute sono a pro dell’azienda?
-    davvero ci si senti liberi di recedere la collaborazione in qualunque momento, e di non abituarcisi?

Permettete, ma trovo che sia una gran bruttura vedere un foodblog, che si dichiara essere la creatura figlia di una passione, farcito di loghi e link aziendali manco stessimo leggendo una rivista patinata che ha bisogno dello sponsor per poter stampare: perché questo alla fine diventa, no? Un bello spazio conveniente. Un terreno fertile, fertilissimo.
Per me, questa è decisamente indipendenza buttata alle ortiche, e non vedo un perché ragionevole. Davvero nessuno.

Direte voi, che ancora leggete: e perché, carina, non smetti di leggere quei foodblogs che tanto ti infastidiscono?
Perché tra questi ci sono quelli con cui sono cresciuta, ai quali sono affezionata, oppure perché di alcuni apprezzo le fotografie o vattelappesca. O perché semplicemente per me è un problema, e prima di far finta che non esista voglio esternarlo. O perchè voglio leggere che cosa se ne pensa in giro. Ma in fondo, quello che veramente c’è è la voglia di riaffacciarmi in un universo limpido, fatto di cose buone ed oneste, più respirabile e meno pressante.

Il mondo del foodblogging mi ha dato e continua a darmi tanto, persone me-ra-vi-glio-se si sono affacciate nella mia vita, come potrei non essergli grata? Come potrei tacere di fronte a questa che per me altro non è che una violenza?

18 commenti:

  1. Ecco!! Bravissima, Sara, hai detto tutto quello che penso io:)...Dirò di più: ho smesso solo per questo motivo di andare dai certi blog.

    Bacione

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  2. Wenny concordo con te e mi ritrovo in molti dei pensieri che hai esternato, ma penso che ognuno possa e debba scegliere libermante la strada da seguire, il taglio da dare ai post, il modo di proporsi .....
    Senza estremizzare, credo che la buona e vecchia giusta misura sia una regola essenziale :D

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  3. Mi sento chiamata in causa, ma preferisco sorridere e risponderti che se ti ho delusa mi dispiace, ma personalmente mi sento serena e in pace con la mia scelta. Non mi sento di aver tradito nessuno perchè non ho tradito me stessa, né le mie passioni, ho semplicemente deciso di permettere a quella per la cucina di alleggerirsi un po' e darmi tempo di coltivare anche le altre.
    Un bacio, cara e buone vacanze

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  4. Tesoro... d'accordo... se i dovessi ritrovare a cucianre con prodotti imposti e con una certa scadenza mi sentirei forzata....come dici tu mancherebbe la spontaneità!
    Di questo ne parlavamo con due blogger giorni fà... anche io come te sento che la limpidezza va un po' persa... ma anche io per i tuoi stessi motivi continuo a seguire certe blogger che mi piacciono per foto o altro aldilà delle loro scelte... cmq hai fatto bene ad esternare!!!

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  5. complimenti, sei una persona onesta e sincera. Ti ammiro

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  6. cara Wenny, Wenny cara,
    mi ritrovo pienamente ... scappo dai food blog appena vedo traccia di uno sponsor, di una pubblicità, insomma di una invasione di campo!

    E torno spesso, ormai , solo tra i soliti e cari (o le solite e care...).

    Hai fatto bene a scrivere, staremo insieme quelli che la pensiamo allo stesso modo, come del resto anche nel mondo reale, no?
    un abbraccio!
    simo

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  7. Ciao Wenny, sono pienamente d'accordo su ciò che hai scritto, per quanto mi riguarda, sono, come te, una foodblogger per pura passione, traendo grande soddisfazione unicamente nel pubblicare e condividere i miei post! Un abbraccio

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  8. Cara Wenny, lo sai io non sono una foodblogger, soltanto una che legge con tanto piacere blo come il tuo, e che pubblica un po' di tutto sul proprio blog.. E pero' mi ritrovo pienamente in quelle tue parole, e condivido le domande che ti fai.. Cosa vogliamo fare dei nostri spazi personali, quale lo scopo, cosa ci porta.. Lo sai, pure io mi sono trovata estranea ad una parte di quel che stanno diventando i blog di certe ragazze.. Questo mondo piuttosto nuovo si sta evvolvendo, gente nuova vi si avvicina, con scopi e interessi diversi di chi, magari, lo ha incominciato come un quaderno di ricette di famiglia da scrivere, conservare e condividere, (per parlare solo del tuo ambito). Sempre più spesso conta il numero di lettori, il più grande numero di links verso il proprio blog, ecc, ecc.. Credo che a un certo punto, ci sia un bivio da prendere, e una scelta da fare, per la sincerità e la genuinità di quel che si pubblica, oppure per la "fama", tutta relativa, che si puo' ricavare.. Quante ragazze in Francia, che conosco, si trovano ad un certo punto intrappolate, con l'obbligo di pubblicare regolarmente, per non perdere le loro lettrici..
    Vabbè, non so' se tutto quanto è molto chiaro, e a volte non riesco bene a spiegarmi in italiano, ma.. avrai capito, spero, che sento lo stesso disagio tuo.. :)
    A presto, un abbraccio!

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  9. Ciao Wenny, amica mia, come sai è un periodo in cui io con i blog non vado molto d'accordo... di stanca insomma. Ma quello che hai scritto tu avrei potuto scriverlo io, fermo restando che ognuno è libero di fare ciò che vuole. Anche i tanti troppi contest legati per forza a costrizioni di qual sorta si voglia mi hanno stufata e non ci partecipo più possibile che bisogna cucinare solo cose ad hoc e non quello che si vuole???
    Ti abbraccio forte forte

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  10. Colpita e affondata. Collaboro con le varie aziende ma disapprovo coloro che fanno dei loro post una svergognata pubblicità di prodotti e utensili delle grandi aziende...io di collaborazioni ne ho qualcuna e sinceramente lo trovo un modo per provare prodotti che altrimenti non comprerei e...è vero, spesso molti prodotti sono inutili e finisco con il regalarli perchè non sono solita usarli...ma devo ammettere che molti altri contribuiscono ad alleggerire la mia spesa per ingredienti e utensili vari...però è più forte di me sono entrata in questo circolo vizioso di collaborazioni, sostenitori ecc...ed è dura uscirne...fortuna che la mia passione è rimasta intatta e sempre intensa e forte! Comunque mi riconosco in te...ed è per questo che mi sento tremendamente colpevole! Grazie per questo gran bel post che mi ha fatto riflettere e pensare sul mio comportamento poco ortodosso...mi hai riportato sulla retta via mia cara!!

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  11. ciao Wenny, all'inizio della lettura del post mi ero un po' spaventata: pensavo volessi dire che avevi perso l'entusiasmo nell'essere una blogger e sinceramente mi sarebbe dispiaciuto molto! Per il resto sono d'accordo, infatti noi abbiamo tenuto a precisare che il nostro è un ad-free blog e non abbiamo nemmeno aggiunto gli ad-sense di google.
    Io vedo il blog come un posto nostro da condividere con i nostri lettori (finchè ci leggeranno) e dove scrivere quando e come ci pare i nostri appunti di cucina e di altro. Non mi piace l'idea che la pubblicità, che oramai invade qualsiasi spazio, possa occupare anche il nostro. Questo forse potrà dare meno visibilità o popolarità al nostro blog, ma non è per quello che lo scriviamo... Mi piace qualche volta dare spazio a iniziative, culinarie o non, solo se le condivido e se penso per prima che sia bello parlarne a chi legge.
    Comunque non prendertela troppo e conserva la tua originalità e spontaneità.
    Buon weekend!
    Silvia

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  12. Cara Wenny, la tua riflessione è molto onesta e - si sente nettamente - molto sofferta e appassionata. E generosa, perché condivisa con coraggio e fermezza su uno spazio pubblico.
    Comprendo la tua delusione e la tua perplessità: la blogosfera è comunque fatta e popolata di esseri umani e i rapporti che tra essi si intrecciano, benché a volte rimangano allo stadio esclusivamente "virtuale", sono comunque rapporti umani e dunque esposti - forse doppiamente - alle fragilità con le quali ogni relazione, di qualunque tipo, prima o poi deve fare i conti: disillusioni, delusioni, fraintendimenti, equivoci.
    Che posso dirti? Forse solo di proseguire serena per la tua strada, quella che tu senti essere la più vicina al tuo sentire e curati il giusto di ciò che gli altri fanno; accetta che altre persone seguano altri percorsi, quelli che sembrano loro più adatti (e sui motivi si può sindacare all'infinito, ovviamente) anche se per te sono incomprensibili o francamente inaccettabili.
    È superfluo dirti che sono con te, sempre? E che spero perdonerai i toni un po' "zieschi" di questa mia risposta (un po' ti vedo come una nipotina, non so perché!)?
    Un grande abbraccio

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  13. cara, volevo risponderti da ieri, ma solo adesso trovo il tempo per mettere assieme due parole sensate (si fa per dire). che però alla fine coinciderebbero con le parole di Duck, per cui... che aggiungere...?
    hai giustamente, e coraggiosamente espresso un tuo punto di vista, e hai fatto bene. è stata una tua scelta parlare, hai aderito perfettamente a te stessa, facendolo.
    apro adesso una piccola parentesi: come sai, io non sono una foodblogger, e seguo un numero relativamente molto basso di foodblog, per cui del problema che segnali mi ero resa conto in modo molto marginale. so però ugualmente bene di cosa si tratta, perché accade anche in altri tipi di blog, e all'estero anche già molto di più che da noi, dove il fenomeno è, almeno a me sembra, relativamente recente.
    chiusa la parentesi, concordo ancora pienamente con Duck nell'incoraggiarti ad andare avanti serenamente per la tua strada.
    si tratta di prendere atto che esistono scelte diverse.
    (e anche le non-scelte alla fine sono ugualmente scelte).
    e ricordarsi che ogni scelta e ogni non-scelta avranno sempre delle conseguenze. una di queste, è proprio la delusione, sia da parte del deluso, sia da parte di chi ha deluso.
    l'importante è andare sempre dritti per la propria strada a testa alta, consapevoli che le nostre scelte o non-scelte sono quelle migliori per noi. fedeli sempre al nostro modo di essere e di pensare.
    e pazienza se per altri non è o non sarà così.
    rimane la delusione, rimane il rammarico di aver deluso.
    ma questa è la vita, sempre, anche nell'web.
    (e anche il mi sento molto zia! ti do il permesso di abbattermi la prossima volta che assumo questo tono! ;))
    un abbraccio, buon sabato!

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  14. Wenny, cara, grazie per questo post. Ce n'è bisogno, di ritrovare, o ribadire, la passione, che a volte sembra proprio perdersi fra uno spot mascherato da ricetta e l'altro.
    Conosco bloggers che hanno trasformato il blog in lavoro, e le ammiro. Ammiro ALCUNE di loro, perchè lo fanno comunque con affezione, con partecipazione, con la loro voce. Altri blog, invece, sono, purtroppo, divenuti illeggibili, e mi spiace moltissimo.

    Grazie per quello che hai scritto. E perchè l'hai scritto.
    (momento orgoglio foodblogger alle stelle!) ;)

    Buona serata, buona domenica.
    bacio

    Agnese

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  15. Non ti chiedo il perchè, non ne ho bisogno.
    I tuoi dubbi sono i miei, le tue perplessità sono le mie.
    Come qualcuno ha scritto qui sopra, il mio blog è una serie di appunti liberi e sparsi come meglio mi aggrada e non posso e non voglio essere in vendita.
    I miei scarsi seguaci lo attestano :))
    Permettimi una ulteriore considerazione: visto quel che costerebbe ad un'industria una vera campagna pubblicitaria, qualcuna non ha la sensazione di vendersi per un piatto di lenticchie?? ( e mica di Castelluccio eh!)

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  16. Buondì Wennycara :)!
    ..Mi piace toccare con mano tanta schiettezza. E' una caratteristica che è raro trovare. Certo che sì che la pubblicità serve a dare un senso maggiore al lavoro che c'è dietro ad un blog e ne strumentalizza la passione, che sono certa sia il movente primordiale. Ma, che dire... ciascuno è libero di farlo ed il lettore di scegliere chi seguire. Imbarazzanti i commenti inutili e privi di contenuti. Preferisco pochi ma con un legame (affetto, simpatia, costanza, interesse..) che dia la possibilità di crescere e creare belle intese.
    Buona domenica,
    Sissa

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  17. Mia cara Sara,come non concordare con te?Specialmente adesso che hai visto e toccato con mano tu stessa quanto rapaci possono essere le fauci del web.....Ogni tanto qualcuno mi cerca per qualche collaborazione ma io sono troppo pigra per chiedere, per scrivere, per propormi, loro ci guadagnano molto per apparire nei nostri blog con i loro banner appariscenti,viene sfruttata la nostra passione in cambio di poche briciole, la cosa più onesta da fare sarebbe mettere delle quote mensili di "Noleggio spazio",in fin dei conti li facciamo guadagnare parecchio...Le mie ultime vicissitudini mi hanno fatto capire molte cose e da quel mondo patinato e falso ho cominciato a prendere le distanze, io nella mia cucina propongo piatti che piacciono a me e a mio figlio,uso i prodotti che mi vanno bene, cucino piatti che poi fotografo(come meglio posso senza aiuti di service fotografici a pagamento per far apparire migliore la pietanza),tutto qui.Discorso diverso riguardo ai prodotti e i produttori del mio territorio, li nomino e ne parlo assolutamente gratis,ci tengo che i più sconosciuti possano essere maggiormente conosciuti, è puro campanilismo ma della mia zona sono innamorata....Grazie per la sincerità che hai dimostrato ancora una volta,ti abbraccio....

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  18. Bella Wenny, lo senti il fiatone ? Sono indietro, vedo, di un bel po' di post, visto la ristrettezza di tempo libero, sempre più asfissiante in questi ultimi mesi.
    Questa discussione mette in campo tanti punti di vista e molto sfumature di non poco conto. Forse ci sarebbero molti distinguo da fare e a dir la verità diventa davvero difficile tirare una riga in modo facile e netto. Deve essere l'età, penso fra me e me, mentre ti scrivo, se penso a quanto fosse più facile e addirittura insopprimibilmente spontaneo farlo anche solo 10 anni fa !
    Capisco alcune tue perplessità, altre ancora le condivido pienamente, ma si affaccia nei miei pensieri anche l'idea che sia difficile valutare con certezza la passione e la spontaneità degli altri giudicando da alcuni link. Direi che fondamentalmente per me, rimane come unico vero criterio di scelta (più che alcune categorizzazioni razionali) un certo abbandono "emozionale". Seguo le emozioni che mi nascono dentro quando leggo un blog, quando ci ritorno, quando per un po' non ci vado. Poi come dici tu, vattelapesca, magari dentro ci sta anche quello con diverse sponsorizzazioni, ma non lascio che siano quelle a farmi prendere posizione (anche se possono infastidire,soprattutto quelle di prodotti di dubbia qualità).
    Poi,sai, riguardo i commenti, ognuno di noi "sente" cosa c'è dietro a una frase, a una parola lasciata da un visitatore. O quanto meno ne trae un'idea. Tutto qua.
    Del resto mi piace pensare di rimanere aperta a tutti, a chi passa per sbaglio, a chi cerca solo 1 visit back, a chi dà ben altro.
    Io intanto ti do un abbraccio e, come è già capitato tante altre volte, ti ringrazio per aver lanciato uno spunto interessante in modo così sentito. Wennycara style, direi...

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