{Un regalo speciale...}

...per tutti voi.

Il perchè e il percome stanno scritti dentro quelle poche righe che trovate nella prima pagina.
Qui, vi voglio soltanto ringraziare e farvi sapere che vi voglio un gran bene, cari lettori.

Buone feste!

{scarica il regalo qui}

{Aspettando il solstizio}

chissà su quale albero
Preferisco lasciar parlare la città.

Aspettando il solstizio, rinnovando i piccoli riti di ogni anno, che in compagnia delle persone amate si ripresentano sotto luci sempre diverse. Ogni scatto è prezioso, ogni attimo è ricco di vita.
E poi c'è lei, la neve, che, a parer mio, checchè se ne possa dire, ricorda sempre all'uomo quant'è piccolo su questa Terra.

Buona settimana a tutti :)

tutti in fila

prelibatezze salate

formaggi

caramelle

spezie2

spezie

giravolta

la scala e la neve

{this moment.9}

alle sei di quel giorno

 
{this moment} - A new semi-regular Friday ritual I've been thinking about. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

Code di gamberone al profumo di vaniglia in salsa al cioccolato e riso thai allo zafferano

ricetta_resized
 Tutto è cominciato con la fotografia della farfalla blu.

Conoscevo Martina di Nepitella già da diverso tempo, leggendola con interesse e curiosità, con ammirazione e stima crescenti per le sue doti di cuoca e fotografa. Mi colpì il suo modo di raccontarsi, di condividere le ricette, di impegnarsi a tradurre in immagini quel che realizzava e la rendeva felice: non mi fu difficile diventarne lettrice assidua e commentatrice, ma ancora più bello fu ritrovarla tra le mie pagine, con lo stesso mio entusiasmo. Oramai ci eravamo prese.
Ma come ho detto, di lì a poco questa neonata amicizia virtuale avrebbe preso una via tutta sua, lasciandomi, sono onesta, sbalordita, per quante coincidenze sono occorse via via, che hanno contribuito a stringerla sempre più. 
Martina rimase incantata dalla farfalla *morpho blu* che pubblicai in un post, tanto da scrivermi per averla di qualità tale da poterla stampare ed incorniciare: è stato grazie a questo gesto che, una volta letto del contest *Aggiungi un blogger a tavola* indetto da Genny, mi contattò chiedendomi di fare coppia con lei.
Che, potevo forse rifiutare?!? :)
La nostra situzione era perfettamente descritta dalle parole di presentazione del contest, meglio di così...
L'idea era talmente allettante che da entrambe le parti ci fu grande entusiasmo fin da subito: da quel fatidico giorno le rispettive caselle di posta cominciarono a riempirsi di quelle che abbiamo battezzato *mail-conferenze*, nelle quali ci mettevamo al corrente l'un l'altra delle proprie pensate, in un flusso di coscienza decisamente mal gestibile ;)
L'avvio, perchè un avvio serve sempre, venne da una ricetta particolarissima che trovò Martina scartabellando tra i suoi libri: discutendone, scoprimmo che i nostri pranzi di Natale sono addirittura simili!
Parla che ti parlo, tante idee ed intuizioni si susseguirono e si compenetrarono, per giungere al risultato che state per leggere. Risultato del quale sono *estremamente orgogliosa*, perchè è frutto unicamente delle nostre due zucche, che hanno lavorate insieme divertendosi, scoprendo nuovi ingredienti e nuove combinazioni. Non avrei mai detto che un giorno sarei riuscita a tirar fuori una ricetta estremamente convincente, tanto da poterla proporre alla famiglia intera per un'occasione tanto importante come quella di Natale: e difatti no, non posso dirlo, perchè questa ricetta non l'ho scritta io, da sola non avrei mai potuto. Questa ricetta appartiene a me e Martina :)
Il contatto assiduo riguardante il contest certo non era concluso con la messa a punto della nostra *ricettuzza*: c'erano ancora le peripezie per scattare la fotografia, che preoccupava entrambe (ci sarà la luce? pioverà? dovrò montare le luci?), il parere dei nostri assaggiatori... questi ultimi hanno gradito assai, per il resto, giudicate voi.


Dunque la rete mi ha fatto un regalo inestimabile, l'affetto di una persona. Un'amica con la quale mi era stato richiesto di cucinare una ricetta, e che invece, come me, è andata ben oltre, mescolando il suo mondo con il mio, dando vita a qualcosa che rimarrà impresso a chiare lettere nella mia memoria. A testimonianza di questo, voglio riportarvi un'ultima, significativa esperienza. Entrambe demmo la nostra adesione (senza sapere che avevamo fatto la medesima scelta) a *Cibinlibri*, uno swap natalizio, che prevedeva la spedizione di un proprio libro ad un altro foodblogger. Avevo già scelto il regalo da inviare, ma quando, con  grande incredulità, lessi che ero stata accoppiata proprio con Martina, decisi di aggiungere a quel libro un altro testo, al quale sono affezionata moltissimo. Un fuori stampa elegantissimo, curato e fotografato splendidamente: per separarmi da un oggetto così, vi assicuro che devo essere ben sicura che finirà in ottime mani. 
E quelle di Martina per me lo sono.


Buona lettura!


Code di gamberone al profumo di vaniglia in salsa al cioccolato e riso thai allo zafferano
Ingredienti per 4 persone

- per le code di gamberone:
code di gamberone 16-20 (a seconda della grandezza), sgusciate con la codina intera
olio evo
vino bianco ½ bicchiere
timo fresco 1 rametto
vaniglia  1/3 baccello
fior di sale

- per la salsa:
cioccolato fondente all’70% tritato grossolanamente 20 g
scalogni 2
concentrato di pomodoro ½ cucchiaio
sale
olio evo
brodo vegetale q.b.

-per il riso:
riso thai 160 gr
zafferano alcuni pistilli
sale
olio per mantecare

Per la salsa: sbucciate ed affettate finemente gli scalogni, scaldate un filo d’olio evo in una casseruola dal fondo pesante e soffriggeteli, aiutandovi con un cucchiaio di brodo. Unite il concentrato di pomodoro ed il cioccolato, mescolate e lasciate che quest’ultimo si sciolga, allungando se necessario con altro brodo. Trasferite il tutto nel bicchiere del minipimer e frullate la salsa a più riprese. Tenete al caldo.
Per il riso: cuocetelo in poca acqua (al max il doppio del volume) salata per il tempo indicato sulla confezione, a metà cottura unite alcuni pistilli di zafferano e regolate di sale. Mantecate con un giro d’olio e suddividetelo in quattro cupoline, sformandolo poi al momento di impiattare.
Per le code dei gamberoni: mentre il riso cuoce fatele rosolare in una padella con un filo d’olio, sfumate con il vino, saltatele un paio di minuti e spegnete il fuoco. Salate e insaporite con le foglioline di timo ed i semini di vaniglia, grattati via dal baccello con un coltellino.
Per impiattare: preparate uno specchio con la salsa al cioccolato ed adagiatevi 4 code per piatto, affiancandole con una cupolina di riso.

Aggiornamento: con Martina abbiamo deciso di iscrivere questa ricetta al contest indetto da Blog di cucina in collaborazione con i cioccolatieri Fratelli Gardini.

Tifate per noi? :D

Frittata al forno con porri e patate al pesto

frittata al forno con porri e patate al pesto
Il mio incontro con la frittata al forno lo devo a lei.
Serve dire che me ne sono innamorata? è tanto soffice da farmi ricordare un soufflè, ma a dispetto di questo e di tutto il parentame suo, è semplice da preparare e leggera, uno di quei piatti che si fannò da sè, caratteristica che li rende congeniali per la cena di un qualunque giorno lavorativo.

Mi rendo conto che questa sia la seconda ricetta consecutiva a base di patate&porri: abbiate fiducia, fanno sempre comodo dei suggerimenti su come utilizzarli; a me, poi, che questi ortaggi piacciono moltissimo, non potrebbero proprio diventare stucchevoli (ma sono un caso particolare. Sarei felicissima di farmi 4 cene su 7 con zuppette a base unicamente di aglio o di cipolla). Quindi trovo nella norma questa mia affezione per la frittata al forno: ho contagiato anche la metà, che, percependo da subito il loop nel quale sarebbe potuto cadere dopo il primo boccone e avendo a cuore la sua salute, mi ha chiesto: *ma secondo te, c'è verso di farla vegana?*

:D

Buon fine settimana.


Frittata al forno con porri, patate e pesto

uova codice 0 2
patate 2 piccole
porro 1
pecorino fresco di Pienza una fetta alta un dito
mandorle spellate 6
prezzemolo le foglie di un mazzetto
aglio 1 spicchio
olio evo 
sale 
pepe nero

Preriscaldate il forno a 200°C, ungete una pirofila.
Lavate gli ortaggi; sbucciate e riducete a dadini la patata, tagliate il porro a julienne. Cuoceteli al vapore qualche minuto, soltanto per ammorbidirli.
Preparate il pesto: nel mortaio o nel mixer, lavorate le foglie di prezzemolo, l'aglio e le mandorle, unite un paio di cucchiai d'olio evo a filo e salate. Sbattete le uova quel tanto che basta perchè l'albume si mescoli al tuorlo, unite il pecorino tagliato a piccoli dadi. Aggiungete le verdure ed il pesto e mescolate bene per amalgamare il tutto. Trasferite nella pirofila ed infornate per 20'.

Passatina di porro, zucca e patate con riso

passatina di porro, zucca e patate
Oh che bel giorno di riposo che è oggi.

Sorseggiando la mia tazza di kokeicha, faccio due chiacchere con voi su questa ricetta, semplice semplice, buona e salutare, da prepararsi per un pranzetto *amichevole* che possa scacciare un malanno serpeggiante.
Per me sono impagabili questi pasti in solitaria, senza bisogno di apparecchiare (sì lo so, non si fà, ma ci sono le eccezioni. Questa da ieri lo è diventata, al pari della *pastina al burro e parmigiano*), con il proprio comfort food nella zuppiera, il riscaldamento al minimo o del tutto spento, così che possa essere piacevole tenersi vicino un plaid e possibilmente il gatto, che ha messo su una pelliccia invidiabile in vista dell'inverno.
Per me i vetri si possono rigare per una pioggerella lenta, o anche soltanto dividermi da una nebbiolina che scende umida sull'abete del giardino e su ogni palazzo, cosa o persona che sia in strada.
Succede anche a voi?

Sereno mercoledì :)


Passatina di porro, zucca e patate con riso

porro 1/2
zucca 300 g
patata 1 media
riso da minestra (vialone o Roma) 200 g
brodo vegetale* 1 l
pecorino di grotta qualche scaglia
olio evo
sale
pepe

Lavate e mondate tutte gli ortaggi: riducete la patata e la zucca a dadini di circa 1/2 cm di lato e affettate a julienne il porro.
In una casseruola d'acciao a fondo spesso e con i bordi alti scaldate un cucchiaio di olio, versatevi il porro e lasciate che diventi trasparente. Unite la zucca e la patata, mescolate bene, unite un mestolo di brodo, incoperchiate e portate a cottura (controllate via via che non si asciughi troppo, nel caso aggiungete altro brodo, ma con parsimonia, altrimenti poi la passata risulterà troppo liquida). Spengete e passate al minipimer, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Salate, pepate e tenete da parte.
Nel brodo rimasto cuocete il riso, scolatelo, versatelo nella passata e scaldate qualche minuto. Suddividete la minestra nei piatti, aggiungete qualche scaglia e condite con un giro d'olio nuovo.

*per questo piatto, come per molti altri, ho preparato il brodo seguendo le indicazioni che dà izn de *Il pasto nudo*: mezzo porro steccato con qualche chiodo di garofano, un paio di carotine, una costa di sedano, del timo e dell'alloro. Tutto in un litro di acqua fredda, da far sobbollire per una mezz'oretta.

{flower monday.24}

da rivoire

La città si è vestita a festa. Sono il rosso, il bianco e l'oro a farla da padroni: e come risplendono, nell'aria che frizza, che è così piacevole da incontrare ad ogni svolta d'angolo, in un pomeriggio in centro...

Buon lunedì :)

da rivoire



{flower monday}

{this moment.8}

{this moment.8}

{this moment} - A new semi-regular Friday ritual I've been thinking about. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

Shortbread all'arancia e semi di papavero blu {di fiordizucca}

shortbread all'arancia e semi di papavero blu {di fiordizucca}
Proprio in questi giorni ho avuto modo di pensare ai miei primi passi, come lettrice, nel mondo dei foodbloggers. Come tantissimi, anch'io avevo i miei preferiti, che chiamarli così è quasi un eufemismo: c'erano quei due o tre che proprio mi avevano catturato, che non potevo far altro che seguire con avidità, stupita dalla ricchezza propria del mondo del cibo, che io non sarei mai riuscita a concepire. Devo ringraziare loro, che mi hanno fatto da Cicerone.

Tra questi c'era fiordizucca.
Ricordo come se fosse ieri la meraviglia nello scorrere l'elenco delle sue ricette, così ordinato e chiaro, la ricerca divertita del piatto vegetariano oggi e di quello vegano domani...
Una domenica invernale mi imbattei in questi shortbread. Non ne avevo mai fatti fino ad allora, e appena lessi la ricetta mi convinsi che avrei avuto il battesimo del biscotto scozzese proprio con lei. E l'ho avuto, ma quasi quattro anni dopo!

Ignoro il motivo, semmai ne esista uno, ma mi capita di stampare ricette e di archiviarle, lasciandole sedimentare nella memoria: non che le trovi poco attraenti, anzi! succede spesso con quelle che più mi colpiscono.
Chi lo sa.
So per certo che questi shortbread sono deliziosi: avevo un pò di dubbi sul procedimento, ma mi sono fidata ed ho fatto bene, la ricetta è davvero perfetta così com'è stata scritta da Francesca.
Un classico leggermente rivisto, tanto per dare il via ad un periodo di straordinari per i nostri forni ;)

Shortbread all'arancia e semi di papavero blu {di fiordizucca}

burro 200 g
farina 300 g
zucchero a velo 80 g
scorza grattugiata di un'arancia
succo d'arancia 2C
semi di papavero blu 2C

Preriscaldate il forno a 160°C, imburrate ed infarinate una teglia di circa 20*30 cm.
Tagliate il burro a cubetti e, in un pentolino dal fondo spesso, fatelo sciogliere a fiamma bassissima. Versatelo in una ciotola capiente, unite lo zucchero e lavorate con lo sbattitore elettrico per qualche minuto, finchè non si formerà una cremina. Aggiungete la farina, la scorza ed il succo d'arancia e i semi di papavero. Lavorate con un mestolo di legno quel tanto che basta per amalgamare gli ingredienti. Trasferite l'impasto nella teglia e stendetelo con le dita, cercando di uniformare il più possibile lo spessore. Passate sull'intera superficie il dorso di un cucchiaio per togliere le impronte e rifilate bene i bordi e gli angoli.
Infornate per 35', avendo cura di controllare la cottura, sfornando anche 5' prima se gli shortbread dovessero colorirsi troppo.
Con un coltellino affilato tagliate in quarti la pasta, quindi nuovamente ogni quarto in quattro parti. 
Pronti :)

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