Torta con crema di semolino al limone e copertura al cioccolato fondente

Torta con crema di semolino al limone e copertura al cioccolato fondente
L'avevo promessa questa ricetta: promessa mantenuta!
Devo dire che, dopo averla fatta, ho dato ancora più valore a quel "bentornata" di mia mamma: mi ha mandato nei pazzi (non me la dico ancora -e chissà mai se- con i dolci che vanno poi "montati"), e pensare che invece lei la fa con così tanta naturalezza (che sia un segno del cielo? per la serie: alla mamma quel che è della mamma alla figlia quel che si sta inventando?)!
Comunque, nel mentre che decido se mai mi eserciterò con i "multifase", tentando di immaginare come qualcuna tra le mie lettrici riesce a destreggiarsi in maniera bucolica in montaggi impossibili, mi gusto questo dolce, semplicemente sfacciato e godurioso...

Buon fine settimana a tutti voi.


Torta con crema di semolino al limone e copertura al cioccolato fondente
per uno stampo da 28 cm di diametro

per la base:
farina 00 300 g
burro 150 g, tagliato a cubetti e a temperatura ambiente
zucchero semolato bianco 80 g
lievito 1 c raso
uovo codice 0 1
acqua freddissima 1 C (o poco più)

per il semolino:
semola di grano duro 4 C
latte intero 2 bicchieri
zucchero semolato bianco 1 C
limone bio un ricciolo di scorza

per la crema:
uovo codice 0 1, solo il tuorlo
zucchero semolato bianco 2 C
farina 1 C scarso
latte intero 1 bicchiere (da valutare)

per la copertura:
cioccolato fondente di buona qualità 150 g

Imburrate ed infarinate lo stampo.
Setacciate insieme la farina e il lievito, mischiatevi lo zucchero e unite il burro. Cominciate a lavorare velocemente con la punta delle dita, procedendo come per la comune brisée. Quando gli ingredienti secchi avranno "preso" (non so quale sia il termine) il burro unite l'uovo e all'occorrenza pochissima acqua; riprendete l'impasto e cercando di lavorarlo il meno possibile dategli la forma di una palla. Avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in frigo per circa mezz'ora.

Preparate il semolino: in un pentolino portate ad un accenno di bollore il latte con il limone e lo zucchero, versatevi la semola e, mescolando molto spesso, lasciate che cuocia e assorba tutto il liquido. Ritiratela dal fuoco, togliete la scorza e mettetela da parte.
Preparate la crema: in un bricco intiepidite il latte con la scorza di limone (che ritirerete non appena avrà sfiorato il bollore); in un pentolino versate l'uovo e lo zucchero. Cominciate a lavorarli velocemente fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, unite la farina e amalgamate gli ingredienti. Versate il latte, mescolando immediatamente perchè l'uovo non cuocia, ponete su fiamma bassissima e, continuando a girare, fate addensare la crema. Appena è pronta trasferitela in una ciotola capiente e unite il semolino: mescolate bene affinchè i due composti si amalgamino.

Preriscaldate il forno a 180°C.
Riprendete la pasta, stendetela ad uno spessore di circa 7-8 mm e foderate lo stampo, in modo che anche il bordo sia ricoperto per tre cm circa. Bucate la superficie della pasta con i rebbi di una forchetta, coprite con carta da forno e pesetti (o legumi secchi) per la cottura in bianco e infornate per 35'.
Sfornate la base, liberatela dai pesetti (o dai legumi) e lasciatela riposare una decina di minuti. Versatevi sopra la crema di semolino e con una spatola distribuitela bene su tutta la superficie. Lasciate che si raffreddi del tutto.

Passate al coltello il cioccolato, versatelo in un pentolino e scioglietelo a bagnomaria. Colatelo lentamente sulla superficie del dolce, utilizzando la spatola per lisciare bene.
Infornate un'ultima volta per 15', sfornate e lasciate raffreddare completamente.
Si conserva in frigorifero per qualche giorno.

Torta con crema di semolino al limone e copertura al cioccolato fondente

Apple pie my way

apple pie_my way
Ad onor del vero questa non è farina del mio sacco.
E' una ricetta che ho estratto da uno dei volumi allegati a "La cucina del Corriere della Sera", quello dedicato a mele e pere. Ho fatto delle piccole variazioni nelle dosi e, dopo averla assaggiata, ho deciso che d'ora in avanti la apple pie la preparerò sempre così.
Ah già: di apple pie non ne avevo mai fatte. Mi sono divertita come una bambina ad immaginare come potesse essere possibile chiudere il dolce con tutte quelle fette di mela, a rimboccare l'impasto e ad inciderne la superficie, con impresse nella mente le vignette di Nonna Papera che mette a raffreddare fuor di finestra le sue, di apple pie.
Non avendone provate altre non posso fare paragoni: è un dolce semplice, veloce da preparare e leggero... a me è rimasto simpatico ;)


Apple pie my way

per la pasta brisée
farina bianca 00 200 g
burro 50 g, tagliato a dadini e ammorbidito
sale un pizzico
acqua freddissima qb

per il ripieno
mele deliziose 2
zucchero semolato bianco 50 g
burro 25 g
cannella in polvere 1/2 c

Preparate la pasta brisée come di consueto: sfregate rapidamente con la punta delle dita il burro con la farina mescolata al sale (fatela sabbiare),aggiungete acqua poco alla volta fino ad ottenere un impasto omogeneo. Formate una palla, avvolgetela con la pellicola e lasciatela riposare in frigorifero per 15'.
Lavate accuratamente le mele; dividetele in quarti, togliete il torsolo e affettatele con uno spessore di circa 1/2 cm; in un pentolino sciogliete a fuoco dolce il burro.
Preriscaldate il forno a 180°C, imburrate ed infarinate lo stampo.
Riprendete l'impasto, stendetene i 2/3 e foderate il fondo e le pareti dello stampo. Distribuitevi sopra le fette di mela, spolverizzandole via via con lo zucchero e la cannella. Terminate con uno strato di mele e versatevi sopra il burro fuso.
Stendete il rimanente impasto e ricoprite, pizzicando bene il bordo per fare aderire i due dischi di pasta. Se volete spolverate con un paio di cucchiaiate di zucchero. Praticate dei tagli obliqui sulla superficie, infornate e cuocete per 45'.

apple pie_my way

{flower monday.6}

doppio. bianco&lilla
Prima o poi dovevo farlo.
Dovevo davvero prendervi per mano e portarvi a fare una scampagnata nei luoghi che amo di più.
Vi va di stendere le mani e accarezzare questa girandola di colori?

Buona settimana a tutti voi.

la trama che amo

un tappeto...

things that make me happy.3 {green}

things that make me happy.3 {green}
Ho scelto il verde perchè, in parte, è quasi dovuto. La primavera l'ho sentita e la sento, e il suo colore per eccellenza non poteva essere taciuto. Anche perchè guardando questo mosaico ho un groviglio emozionale dentro, che preme per venir fuori. Dev'essere l'ora, mi pare.
In parte però ho voluto queste tonalità per fare mia quello che la cromoterapia suggerisce: devozione, amore universale, compassione, guarigione. Che per l'appunto è legato al chakra del cuore.
Questi giorni appena sfilati mi hanno lasciato tristezza e amarezza, sguardi fugacemente smarriti ma anche tanto disappunto. Esperienze che cozzano tra di loro stabilendo così una scala gerarchica, che il guardarla però fa prendere un gran respiro e dire "allora" e poi rimboccarsi le maniche.
Diventa naturale sentire il bisogno filiale di madre Natura, di rivolgersi alla sua armonia e al suo equilibrio per trovarne all'interno di noi stessi.
Ho sempre pensato che, in questi casi, se è possibile, la cosa migliore sia viaggiare: per capire e per vivere.
Porto con me:

* la creatività della mia dolce metà, che reinventa con ingredienti semplici;
* la freschezza e la giovinezza del campo che borda la strada verso la mia vecchia casa di campagna;
* la tradizione, che nei piccoli gesti, come sgranare i baccelli, ti fa sentire protetta e sicura;
* il silenzio di un castagneto, che come un grande ombrello vigila sulla vita di milioni di piccole creature;
* la saggezza nel saper scegliere quel che è buono e quel che non lo è (vogliamo mica mangiarci un tubero di nontiscordardime gigante? :) );
* il calore di un nostro pranzo vicino alla stufa a legna;
* l'immensità curata di un parco periferico, restituita ai cittadini e alla sua storia con l'amore e il lavoro di tante persone;
* la modestia di due gocce d'acqua;
* l'amore per la terra, quello che traspare da un appezzamento recintato che non è proprio un orto e non è proprio un giardino ma una meravigliosa commistione.

Vi abbraccio forte, buon fine settimana.

Insalata tiepida di borlotti e patate novelle al profumo di maggiorana

insalata tiepida borlotti&patate
Usualmente, da me, il martedì mattina è giorno di mercato: quell'oretta buona per visitarlo, sul presto, non me la faccio mancare mai. Mi dovessi svegliare prima e prendere poi un autobus in più per andare in dipartimento.
Chi mi segue da tempo il motivo di tanta fedeltà lo conosce bene (ancoooraaa!!!), e anche ieri ho avuto la primizia nella primizia.
Avete già avuto modo di mangiare legumi freschi che non siano piselli o baccelli (fave, si, loro)? Io sono rimasta stupefatta dalla bontà dei fagioli borlotti, che il mio ortolano m'ha passato a conto chiuso con l'autorità di chi non ammette replica "questi li ho sgranati mezz'ora fa".

Li ho cotti poco poco, una quarantina di minuti non di più, con una punta di bicarbonato (per abitudine, non per altro: erano di una morbidezza!); ho lavato qualche patatina novella, tagliata in quattro e lessata per 15'. La prossima volta faccio tutto in pentola a pressione: è molto più pratico e mentre leggete voi lo avrete già pensato, ma che volete farci, siamo nel 2010 e io ancora devo prenderci la mano con questo aggeggio :)
Ho riunito fagioli e patatine in una ciotolina, ho condito con un giro di olio evo, di quello buono, sale, pepe nero lungo* e qualche foglietta di maggiorana spezzettata.
Una delizia che mi sono mangiata beata! Rigorosamente da sola, sprofondata nella poltrona sul retro del giardino :)

*@Carolina e Chiara, per il loro contest: sono una fissata con il pepe lungo. Abbiate pietà, ma ho una dipendenza lunga anni e proprio storco il naso di fronte a quello classico: non potrà mai essere l'ingrediente in più, a costo di passare per snobbina :)))

{flower monday.5}

verde_su
Giro girotondo casca il mondo...
casca la terra...
Tutti giù per terra!

Si, questo lunedì tutti a pancia all'insù col naso verso il cielo, sotto il padiglione intrecciato dai rami e dalle rose rampicanti, che variano i loro colori psichedelici come in un brano dodecafonico suonato dalle dita di un sole indiavolato.

Perchè la primavera a volte dispensa la vita in maniera inaspettata.

Buona settimana :)

verdesu_1

verde_su2

things that make me happy.2 {lilac&rose}

things that make me happy.2 {lilac&rose}
In questa tarda mattinata ho bisogno di qualcosa di morbido e di calduccio.
Di ricordare...

* la scoperta, grazie a voi care amiche lettrici, di avere il giardino invaso dall'acetosella;
* il barattolino minuscolo che ho riempito con i fiori dei miei due rosmarini;
* i petali della peonia, che mi hanno fatto viaggiare e sognare di essere tra i ciliegi giapponesi;
* il risolatte, impreziosito dai mirtilli sciroppati di montagna;
* i campi che offrono cibi deliziosi, come l'aglio selvatico;
* le piccole, soffici tortine che racchiudono le foglie del cavolo rosso;
* il tramonto ingannevole che si gode dalla cima del borgo di montagna, che assomiglia di più ad un'alba;
* il mio glicine, una tenda capace di custodire ogni segreto;
* la cartolina ricevuta da una coppia di cari amici giapponesi, che ritrae la mescolanza di aria e acqua di Okinawa.

Sereno fine settimana a tutti voi.

Millefoglie di cardo gobbo e pecorino Re Nero con granella di nocciole

cardo gobbo
Questo millefoglie è nato per una cenetta di quelle della serie "oh com'è tardi oh come sono stanca vorrei qualcosa di buono che si cucina da sè": se ve lo posto, è perchè si è cucinato talmente bene che mi è rimasto impresso, tanto da riproporlo qualche sera fa (un altro dei problemi era: come me lo sbologno adesso 'sto enorme cardo che mi sono voluta accaparrare senza averlo mai preparato in vita mia???).

Parlandovene ho anche l'opportunità di mostrarvi uno dei prodotti che in casa mia non manca mai, che ho utilizzato in questa preparazione e che, a parer mio, ci sta d'incanto. Si tratta del pecorino toscano "Re Nero", prodotto dall'Azienda Agricola "Il Forteto", che è, cito testualmente le loro parole "cacio di pura pecora con minimo 3 mesi di stagionatura. La crosta nera ricorda l’usanza contadina di proteggere il cacio ungendolo con morchia d’olio d’oliva e cenere per prolungarne la conservazione. La pasta è bianca, friabile leggermente ruvida. Gustosissimo, dall’aroma completo".

Il suggerimento è quindi di provarlo caldamente ;)

millefoglie di cardo gobbo e pecorino con granella di nocciole

Millefoglie di cardo gobbo e pecorino Re Nero con granella di nocciole
le dosi stavolta sono... a seconda della teglia che deciderete di usare!

cardo gobbo
pecorino Re Nero
nocciole sgusciate, con la pellicina
maggiorana
olio evo
pepe lungo
pangrattato

Dividete le coste del cardo; tagliatele in tre parti e lavatele in un grosso catino con acqua e bicarbonato. Cambiate l'acqua un paio di volte e sciacquate bene. Con un pelapatate sfibrate i vari pezzi, poi tagliateli a metà nel senso della lunghezza.
Portate ad ebollizione una pentola di acqua salata, versateci il cardo tagliato e bollitelo fino a che la lama di un coltello lo attraversa con facilità.
Scolate sotto un getto di acqua fredda e tenete da parte.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Affettate il pecorino sottilmente e privatelo della buccia; passate al coltello le nocciole fino ad ottenere una granella abbastanza grossolana.
Ungete con poco olio una teglia e cominciate a formare il millefoglie, partendo con uno strato di cardi: sovrapponete il pecorino, condite con una grattata di pepe lungo e aromatizzate con le foglie della maggiorana spezzettate a mano. Continuate fino a concludere con uno strato di cardi.
Spolverate con il pangrattato, il pepe, la maggiorana e le nocciole tritate.
Infornate e cuocete per 20'.

millefoglie di cardo gobbo e pecorino con granella di nocciole

cardo gobbo

{flower monday.4}

rosa antico
Credo di non avervi mai mostrato il mio roseto.

Stamattina la scelta del messaggero dei miei auguri per l'intera settimana ricade proprio su un paio di piante che provengono da lì. Ognuna con la sua storia.
Il fiore d'apertura, rosa cipria, mi rimanda ai miei ricordi d'infanzia; è una specie selvatica piantumata dal mio nonno paterno tanti anni fa, quando si occupava personalmente dell'intero giardino (sua è anche la Pazienza, l'arbusto dai fiori bianchi qua sotto, che assomiglia vagamente ad una rosa).
La rosa rossa rosata, come mi piace chiamarla, è una di quelle caparbie, che è sopravvissuta a travasi multipli e che adesso troneggia nell'aiuola a lei e alle sue simili riservata.

Infine uno scatto di... la riconoscete? E' proprio lei!

Vi auguro una dolcissima settimana.

assomiglio a loro...

dalla campagna, in rosso

l' acetosella e la pioggia


Plumcake con asparagina e ricotta in crosta

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E' la prima volta che preparo un "plumcake in crosta".

Sarà che sono poco navigata in materia (temo di essere una delle pochissime a non aver messo le mani sul testo sacro della Chovancova), ma non avevo mai incrociato un "plumcake in crosta".
L'idea, semplice e geniale, viene da un ricettario che ho ricevuto in regalo lo scorso Natale, da quella cara ragazza che è mia sorella: Verdure. Idee facili e gustose per unire sapore e benessere a tavola, peraltro un testo agile e dalla grafica curata, ordinato e, per quanto ho potuto testare, con ricette dalla riuscita garantita (quindi viene "il dubbio": perchè mai non citarlo come fonte? Ho visto alcune delle proposte degli autori in rete spacciate come proprie dal proprietario del blog di turno. Ok, polemic mode off :) ).

Comunque sia, io ho scelto di ammorbidire il sapore complessivo optando per formaggi delicati (ricotta e grana in luogo di caprino e groviera) e, manco a dirlo, per realizzare la crosta mi sono preparata la cara brisée di Carolina (dacchè me l'ha fatta scoprire la mia vita non è più la stessa!); non vorremmo mica scipare questo plumcake con i grassi idrogenati delle paste industriali(uh, il polemic mode! :) )?

Trovo che come preparazione sia estremamente versatile, vuoi per l'utilizzo che se ne può fare (aperitivo, pasto leggero in accompagnamento ad un'insalata da mille e una notte, pic nic,...), vuoi naturalmente per le declinazioni possibili del ripieno.

Vi auguro un sereno fine settimana.

Aggiornamento del 26/02/2011: con questa ricetta partecipo al 2° contest di About Food *Ricette per un pic-nic*

about food

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Plumcake di asparagina e ricotta in crosta croccante

pasta brisée 125 g
asparagina (o asparagi selvatici) una dozzina
uova codice 0 2 piccole
latte 100 ml
farina 00 180 g
lievito 15 g
olio evo 4 C
ricotta di pecora 100 g
grana padano grattugiato 2 C
sale e pepe nero da macinare al momento

Lavate, pelate e private della parte più dura gli asparagi, dopodichè cuoceteli in un'asparagiera finchè non si ammorbidiscono.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Stendete la pasta brisée a tre-quattro mm, imburrate e infarinate uno stampo da plumcake e foderatelo con la pasta. Con i rebbi di una forchetta bucate il fondo, rivestite di carta da forno lo stampo e ricoprite di legumi secchi, in modo da cuocere in bianco per 12'-15'.
Setacciate la farina con il lievito.
In una ciotola profonda sbattete le uova con il latte, salate e pepate. Aggiungete la farina e il lievito, l'olio a filo e la ricotta. Amalgamate molto bene. Unite il grana e mescolate un'ultima volta.
Riempite lo stampo foderato di brisée con il composto, inframmezzandolo con l'asparagina.
Infornate e cuocete per 45'. Lasciate raffreddare e sformate.
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Flan di porri

flan di porri
Stamattina ho come la sensazione di essere tornata indietro di qualche mese.

Ho la fortuna di avere ancora una mezz'ora da dedicarmi, per allungare la mia colazione, deliziosa, a base di latte caldo e dell'ultimo pezzettino del bread & butter preparato lunedì, seguendo la ricetta della cara Serena che, inconsapevolmente, mi ha fatto un regalo meraviglioso :)
Dunque dicevo: aria ottobrina-novembrina che avvolge me e il mio giardino, anche se la voliera ricoperta di caprifoglio che è qui di fronte alla porta finestra non lascia adito a dubbi, laccata com'è di verde smeraldo e con una cascata di giovani germogli.

C'è un silenzio "d'uomo" quasi completo.

Mi risulta quindi facile e naturale pubblicare questo flan oggi: l'ho preparato diversi giorni fa, con i porri giovani e piccoli di una nostra amica che possiede una bellissima colonica circondata da campi appena fuori città (tra poco arriveranno i piselli!) e mi è piaciuto molto.
Che volete, mi emoziono per poco :)

Flan di porri
per 2 piccole cocotte

porri piccoli e freschi 100 g
uova codice 0 1
grana padano 2 C scarsi
olio evo
sale
pepe nero da macinare al momento

per la besciamella:

latte parzialmente scremato 100 ml
farina 15 g
burro 15 g

Preriscaldate il forno a 170°C; imburrate e infarinate leggermente le cocottine.
Lavate i porri e affettateli sottilmente, passateli al coltello ottenendo un trito grossolano. Stufateli in un padellino con un giro d'olio; portateli a cottura coperti, aggiungendo se necessario un goccio d'acqua.
Preparate la besciamella: in un pentolino sciogliete a fiamma bassa il burro, unite la farina e mescolate velocemente; aggiungete il latte tutto in una volta continuando a mescolare; salate e pepate. Togliete dal fuoco non appena la salsa comincia ad addensarsi e trasferitela subito in una terrina di coccio, lasciatendola intiepidire.
Aggiungete l'uovo, il grana e i porri; mescolate bene fino ad ottenere un composto omogeneo.
Suddividete il composto nelle cocotte e ponetele in una teglia grande, che riempirete d'acqua quanto basta per arrivare all'altezza del composto. Infornate e cuocete per 30'.

{flower monday.3}

di un rosa sconosciuto
Qualcuno conosce questi fiorellini?

Sono delle piantine caparbie che trabordano dalle aiuole del mio giardino; ogni anno ci regalano una fioritura copiosa e duratura (nonostante possano apparire fragili e delicati) nel periodo primaverile, sconfinando spesso e volentieri nell'estate.
Ne ho sempre ignorato il nome, ma le ringrazio, inconsciamente, ogni giorno.

Buona settimana a tutti.

scandalo al sole

scandalo al sole

nascerò anch'io

in bianco, nell'ombra

aglio!
Aggiornamento: la piantina in questione è Acetosella. Grazie a tutte voi, che mi avete aiutata a scoprirla :)

{flower monday}

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