Panini al latte e burro

panini latte&burro

Morbidi, fragranti e profumati. Semplici e versatili; scandalosi, credo, per chi panifica.
Chiamiamoli eretici :)
Sfogliando di malavoglia un libro di mia mamma, ieri pomeriggio, m'è caduto l'occhio su questa ricettina: già "al burro" comporta una conquista di svariati punti. Se poi ci mettiamo tempo di lievitazione totale 80'... che cosa poteva trattenermi?

Panini latte&burro

farina 0 500 g
burro 100 g
sale fino 1 c
lievito di birra fresco 25 g
latte intero qb

Sciogliete il lievito in un pò di latte tiepido, aggiungete qualche cucchiaio di farina e lasciate riposare per circa 20'.
In un bricco, fate fondere il burro dolcemente.
In una grande ciotola riunite la farina e il sale; versate la pastella lievitante ed il burro. Cominciate a mescolare con un cucchiaio di legno, aggiungendo via via del latte tiepido. Fermatevi quando l'impasto è morbido ma sostenuto; copritelo con un telo e lasciatelo riposare per un'ora.
Scaldate il forno a 200°C.
Riprendete l'impasto e dividetelo come più vi piace; posizionate i vari pezzi su una teglia ricoperta di carta da forno e cuocete per un'ora.

Tortine di carote e mela alla cannella

tortine di carote e mela alla cannella
"Tu porti il dolce, io le schiacciate di Aldo e dell'Annina"

"Va bene. Primo cibo zuccherino che ti viene in mente?"

"Carote!"

"..."

Da qui in avanti botta e risposta di questo tipo diventeranno assai frequenti.
Di certo non consumeremo il nostro pranzo su un plaid morbido e con tovaglioli candidi e inamidati, non arriverò dalla mia metà fresca e riposata con un cestino di vimini sottobraccio e un parasole con i bordi ricamati, non ci saranno forchettine e spalmini cesellati, ma tant'è.
Saremo comunque insieme su una panchina, a gustarci la nostra mezz'ora libera in uno spicchio di verde pulito e protetto dagli alberi, con il salato da lui procacciato e il dolce da me cucinato.

Quest'anno ho intenzione di sbizzarrirmi con le preparazioni mini e trasportabili, ma non aspettatevi che le pubblichi :)
Quel che è certo è che sto scoprendo di essere particolarmente attratta da questa dimensione; mi pare quasi un mondo a sè tutto da esplorare e direi che la primavera è proprio la stagione adatta per imbarcarsi in simili avventure...

Tortine di carote e mela alla cannella

farina 00 215 g
zucchero di canna 60 g
lievito 3 c
sale una presa
bicarbonato 1/2 c
cannella in polvere 1 c raso
uova codice 0 1
latte intero 185 ml
mela bio 1, piccola
carote 180 g (circa 4 medio-piccole)
burro 60 g

Imburrate e infarinate una teglia da 12 muffins (io, per praticità, dovendo mangiare i dolcetti fuori casa ho utilizzato dei pirottini).
Lavate la mela e le carote. Raschiate quest'ultime e tritatele con il mixer. Passate la mela al coltello riducendola a dadini.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Setacciate in una larga ciotola gli ingredienti asciutti (farina+zucchero+lievito+sale+bicarbonato). In un'altra terrina sbattete appena l'uovo con il latte; aggiungete la mela e le carote e mescolate quanto basta. In un pentolino sciogliete a fuoco dolcissimo il burro.
Unite agli ingredienti asciutti il composto di latte e uova e versate il burro fuso tutto in una volta. Mescolate il meno possibile, solo per amalgamare gli ingredienti.
Suddividete il composto nei 12 stampi, infornate e cuocete 15'-20' (prova stecchino prima di sfornare).
Lasciateli intiepidire nel forno e disponeteli su una gratella per farli asciugare bene.

Ciambella polacca al tè

Ciambella morbida polacca
La ricetta di questo dolce semplice semplice proviene da una rivista alla quale mi sto affezionando sempre più via via che esce (sarà per la cura grafica, per i contenuti, che sento vicini ai miei interessi).
Il dolce in questione è una ciambella, presentata come tradizionale nel periodo di Pasqua, in quel della Polonia. E' soffice, candida e, nella mia versione, deliziosamente profumata.
Ieri sera infatti, di fronte a quell'impasto liscio e scorrevole, non ho resistito al gettarci dentro una manciata di uno dei miei tè di fiducia che, badate bene, contiene dei bei fiori essiccati.
E' da tanto che non cucino con la porta finestra socchiusa: l'aria di primavera dev'essere entrata di soppiatto, impadronendosi di fatto del carattere della mia ciambella :)

Ciambella morbida polacca

zucchero semolato bianco 120 g
burro 100 g
uova codice 0 3
farina 00 100 g
fecola di patate 100 g
latte 6 C
lievito 1 bustina

per profumare, a piacere
un cucchiaio di fiori essiccati (nel mio caso miscela "White Christmas Tea", a base di tè bianco in foglia, scorze e fiocchi di arancio, fiori di girasole)

Tagliate il burro a cubetti e lasciatelo ammorbidire. In una grande ciotola lavoratelo a crema insieme allo zucchero.
Sgusciate le uova e separate gli albumi dai tuorli, raccogliendoli in due ciotole diverse. Unite i tuorli al composto di burro e zucchero e mescolate bene.
Setacciate (fatelo, stavolta fatelo davvero!) insieme farina, fecola e lievito e incorporateli poco a poco al composto, ammorbidendo gradatamente con il latte.
Montate a neve ben ferma gli albumi, aiutandovi con un pizzico di sale; incorporateli a più riprese all'impasto facendo attenzione a non smontarli. Unite i fiori essiccati e mescolate bene.
Imburrate e infarinate uno stampo per ciambella e versatevi l'impasto; se gradite una crosticina croccante spolverate la superficie con una cucchiaiata di zucchero.
Infornate a 180°C per 30'; fate la prova stecchino prima di spengere e lasciate intiepidire la ciambella prima di sfornarla.

Qualche info................................................................................................

La miscela "White Christmas Tea" che ho utilizzato io è prodotta da Neavita. L'azienda non vende al dettaglio; credo comunque che in ogni buona erboristeria si possano reperire i loro prodotti. On-line potete trovarli qui, nella sezione tè e tisane.

Vi suggerisco di dare un'occhiata a questo loro pdf illustrativo dei prodotti (è rivolto agli operatori del settore, ma perlomeno vi fate subito un'idea di quel che ho messo nella ciambella!): oltre ad essere molto bello e ben fatto, riporta informazioni sintetiche e interessanti.

Printemps

il giacinto e l'inchiostro della notte
Nel capitolo di quest' equinozio di primavera il mio giardino sta scrivendo con inchiostri diversi: blu notte, rosa cipria, gialli sfolgoranti, violetti che cadono in magenta intensi e femminili.
Le voci profumate degli interpreti salgono da cespugli in penombra o dai ritagli di prato assolato...

Benvenuta Primavera.

rosmarino in fiore

la mia camelia

la mia camelia

croco

croco

croco

narcisi...

fioriera

roselline... grasse

giacinto color cipria

Omelette con salsa piccante allo yogurt

omelette con salsa piccante allo yogurt
Questa è un'omelette speciale, cucinatami da una persona speciale.
Man a mano che condivido il mio tempo con lui mi accorgo, con crescente stupore e meraviglia, dei mutamenti significativi che avvengono nel suo animo, in quello che fa, che dice, che sceglie. E ne sono affascinata, incantata, rapita. Orgogliosa.

Come ho già detto questa omelette è particolare: non soltanto strettamente per me, per la sua provenienza, ma un pò per tutti gli stomaci; date una scorsa alla lista degli ingredienti e mi darete ragione. Se siete amanti dei gusti forti e decisi, se siete disposti a investire il pranzo della domenica (il pisolino o la camminata, a seconda della location, sono d'obbligo, a posteriori) prima che arrivi la bella stagione con il suo clima mite e le primizie di frutta e verdura, vi consiglio di provarla.
Per me è stata un'esperienza mistica :)

Preparata sulla falsa riga di un piatto messicano, perchè quando Francesco parte per la tangente nessuno lo ripiglia più, ecco a voi l'omelette che, tra quelle salate, dal fine settimana scorso ho eletto a mia preferita.

E' una raccomandata che sa il fatto suo ;)

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da GustosaMente Eggs in smoking, che prevede come fantastico premio uno dei gioielli {una collana od un paio di orecchini} creati da Scacco alle Regine



Omelette con salsa piccante allo yogurt

per l'omelette:
uova 4
salsiccia piccante 200 g (sono 2 di dimensioni medio-piccole)
emmental 100 g
latte parzialmente scremato 4 C
sale alle erbe (rosmarino, salvia, timo) un pizzico
burro 20 g

per la salsa:
limone bio uno spicchio
peperoncino rosso piccante fresco 1 medio-piccolo
cipollotto fresco 1
aglio 2 spicchi spellati e privati del germoglio interno

Spremete il limone e mescolatelo allo yogurt. Lasciate riposare. Lavate il cipollotto e il peperoncino e passateli al coltello insieme all'aglio, riducendoli a pezzetti. Uniteli allo yogurt acidulato.
Spellate la salsiccia, sbriciolatela con le mani e passatela in una padella a fuoco alto. Quando ha perso la parte grassa ed è rosolata trasferitela in un piatto con della carta da cucina. Tenetela da parte. Tagliate a julienne il formaggio.
Sbattete in un piatto le uova, unite il latte e il sale; mescolate bene.
Scaldate una padella antiaderente e scioglietevi il burro; versateci le uova e fatele rapprendere senza seccarle. Trasferite la frittata in un piatto ampio e su una metà disponetevi la salsiccia e i tre quarti del formaggio. Chiudete, spolverate con l'emmental rimasto e versatevi sopra qualche cucchiaio della salsa.
Pronti? ;)

omelette con salsa piccante allo yogurt

D'incanto, d'argento

Io e te...
Passeggiare lungo un sentiero la mattina, calcando le orme che una signora ha lasciato poco prima in compagnia del suo piccolo cagnolino; farsi abbracciare dall'aria frizzante e dolce di un inverno che persiste, ma che come un galantuomo cede il passo, con infinita eleganza e classe, ad una fanciulla che si appresta a danzare in tutta la sua fragranza e freschezza; assistere allo spettacolo delle due stagioni che si stanno mescolando è così grande e meraviglioso che certo qualche immagine non può comprenderlo.
Vorrei comunque farvi cosa gradita lasciandovi queste mie impressioni.
Buona domenica sera a tutti.

scivoli!

lungo l'Affrico

il torrente Buio

lungo l'Affrico

soli soletti

lungo l'Affrico

davanti a casa

Tortine al latte con cavolo rosso e pinoli

tortine al latte con cavolo rosso e pinoli
Bianco, rosa e violetto: questi sembrano essere i colori del mio marzo.
Il candore che mi riporta a quest'inverno fitto di neve brillante, il tenue delle tinte pastello dei primi fiori, quelli che coraggiosamente sono spuntati e che sono stati schiaffeggiati da venti e scrosci improvvisi. Cromie che mi mescolano, vicine, distanti, in una danza matta e vorticosa che questo mese, pazzo ballerino per antonomasia, conduce.
Ieri mi sono portata tutto questo in cucina: con una preparazione semplicissima, povera e svelta, che si è rivelata soffice e delicata. Anticipando discretamente i tempi, perfetta nel paniere del picnic di Pasquetta, insieme ad un'insalatina mista tenera tenera...

Tortine al latte con cavolo rosso e pinoli

farina bianca 00 250 g
latte intero 300 ml (oppure 150 ml di latte + 150 ml di panna)
burro 60 g
cavolo rosso 4 foglie
pinoli un paio di manciate
sale 1c raso
pepe nero un paio di macinate

Lavate bene le foglie del cavolo e tagliatele a julienne. Fondete il burro a fuoco dolcissimo.
In una ciotola capiente setacciate la farina e il sale; in un piatto fondo versate il latte e unite a filo il burro, mescolando appena.
Versateli sulla farina e mescolate con una frusta fino ad ottenere un composto liscio e uniforme. Deve risultare non troppo denso, quindi se necessario aggiungete altro latte. Unite il cavolo e i pinoli, insaporite con il pepe e mescolate bene. Rivestite con dei pirottini una teglia da 12 stampi per muffins e suddividetevi il composto. Infornate e cuocete per circa 30' (prova coltello).
Le tortine si conservano per qualche giorno chiuse ermeticamente in una scatola di latta.

tortine al latte con cavolo rosso e pinoli

Risolatte ai chiodi di garofano con cranberries e mirtilli sciroppati

Risolatte ai chiodi di garofano con cranberries e mirtilli sciroppati
Quando si è risucchiati da periodi lavorativi intensi, molte delle abitudini tendono a cadere.
Personalmente, se vengono a mancare certi gesti o situazioni con cui ho preso confidenza, mi sento persa o quantomeno mancante di una parte che, seppur piccola, concorre al mio benessere completo.
Quel che in questo periodo è assente (letteralmente assente) è il tempo per la mia colazione a casa, cosa che sottintende il non aver un briciolo d'occasione per preparare dolci di qualunque sorta. Che tristezza vedere gli stampi chiusi dentro i cassetti!
Oggi però un pò di tempo l'ho trovato, me lo sono preso e mi sono preparata un dessert consolatorio: cosa meglio di un risolatte? In mezz'ora era pronto e l'applicazione è stata davvero minima. La soddisfazione, invece, quella si...

Risolatte ai chiodi di garofano con cranberries e mirtilli sciroppati della valle del Teso

riso glutinoso 75 g (io lo trovo con facilità nei mini market etnici)
latte intero 250 ml
zucchero semolato bianco 2 C scarsi
chiodi di garofano 2
cranberries essiccati una manciata
mirtilli sciroppati del Teso* 2 C

In un pentolino versate il latte, aggiungete lo zucchero e i chiodi di garofano e portate lentamente ad ebollizione. Unite il riso e abbassate la fiamma del fuoco più piccolo al minimo: la cottura deve essere prolungata e dolcissima affinchè il riso diventi molto morbido (a me è servita una mezz'ora). Non smettete mai di mescolare.
Quando il riso sarà cotto prelevate i chiodi di garofano e aggiungete i cranberries (io li ho lasciati interi), mescolate bene e suddividete il composto in due cocotte. Pressate bene e servite con i mirtilli sciroppati (io ho lasciato intiepidire il risolatte e poi l'ho sformato su un piattino).

*Presidio Slowfood Montagna pistoiese

Nota: il riso glutinoso deve il suo nome alla parola latina glūtinōsus, non al suo contenuto di glutine che è, in realtà, del tutto assente, rendendolo perciò un alimento adatto anche ai celiaci.
Quel che lo rende "appiccicoso" è l'elevata quantità di amido che contiene :)

Il giorno dei buoni odori

una camelia nel tè
- burro: su per le scale, rientrando a notte inoltrata, affacciarsi alla finestra che dà sul chiostrino per intercettare il pasticcere e farsi regalare un croissant;

- muschio bianco: avvolto nel foulard di mia madre, di seta frusciante dai toni delicati;

- terra pregna d'acqua: un richiamo ancestrale, il brillio della vita, la morbidezza feconda che ci nutre e ci protegge;

- il fieno tagliato: le lunghe estati in campagna, i vecchi amici, perduti e mai più ritrovati;

- legna e carbone nella stufa: le colazioni del sabato e della domenica, d'inverno, con pane bianco e crema dorata;

- foglie marce: il retro del mio giardino d'autunno;

- cioccolato: sciolto a bagnomaria, lentamente, per preparare la mousse, con la medesima ricetta di quando io e la mia amica eravamo alte poco più del tavolo;

- caffè: preparato dalla sorella, che si alza sempre un pò prima, e che dà un buongiorno sottile e mai invadente;

- vermouth, bourbon e angostura: il nostro Manhattan in via del Moro, by Paolo or Libe it doesn't matter;

-cuoio: color dell'ebano, i finimenti della mia testarda quadrupede;

- gelsomino: le mattine calde, leggendo in cucina;

- caramello: cristallizzato sulle rotondità di una mela cotta al forno; una festa di paese e il suo trionfo di colori sgargianti, fanciulle in abiti di velluto e ciuchi tirati a lucido;

- libri: vaste biblioteche in una penombra sgocciolante; piccole lampade dai paralumi verdi smeraldo concorrono alla lettura degli studiosi;

- mele e cannella: il calore di casa per eccellenza, che sia estate autunno inverno o primavera;

- rosmarino: il cespuglio anziano e tenace che è nel mio giardino, quello che ogni volta che passo di lì devo stropicciare fra la punta di due dita;

- vaniglia: nel latte o nella crema, rassicurante e familiare eppure emigrante da terre lontanissime e sconosciute.


Questi sono alcuni dei miei "buoni odori". Sono quelli che ho scelto di raccontarvi a seguito dell'invito delicato e ricco di magia di the t time, invito che faccio mio e giro a voi che leggete. Scrivendo, mi sono resa conto di quanto vi abbia svelato di me, semplicemente lasciando libera la mente di andare a spasso tra i suoi ricordi...
Ancora una volta ho ricevuto la conferma di essere una sinestetica :)

Vi auguro un dolcissimo fine settimana...

P.s.: grazie cara t. :)

Bentornata...

torta con crema di semolino al limone e copertura al cioccolato fondente
E' così bello rientrare a casa e sentirsi accolti con un semplice "Bentornata".
Poter chiudere dietro di sè le preoccupazioni e accoccolarsi, tranquilli e al sicuro, con una fetta di un dolce speciale, fatto da una persona unica.

Questa torta l'ha preparata la mia mamma; è semplice e geniale allo stesso tempo: una rustica base da crostata accoglie una crema setosa di semolino aromatizzata al limone, mentre una crosticina croccante e sfacciatamente fondente le fa da coperta.
Presto proverò a farla anch'io e allora ve ne darò la ricetta. Intanto me ne faccio una fetta...

P.s.: quella è una delle prime violette del giardino. Che riesca a portarle in cucina, quest'anno? Chissà...

torta con crema di semolino al limone e copertura al cioccolato fondente

torta con crema di semolino al limone e copertura al cioccolato fondente

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