Scritto in un giardino. [Letto in un soggiorno.]

ciondolo...
Questo è uno dei saggi contenuti nel libro della Yourcenar che ho anche citato nello scorso post.
L'ho riletto, perchè è uno di quei passi che ti fa compagnia sempre, e ho deciso di pubblicarlo, per offrire a chiunque passi di qua l'occasione di conoscere, o ritrovare, una grandissima scrittrice.
Trovo che sia tanto semplice e naturale quanto grandioso ed universale.
Buona lettura...


Scritto in un giardino

"Il colore è l'espressione di una virtù nascosta.

Certi uccelli sono come fiamme.

Un giardiniere mi fa osservare che solo in autunno si scopre il vero colore degli alberi. In primavera, la clorofilla è così abbondante che li riveste tutti di una verde livrea. Ma già in settembre, gli alberi si rivelano ricoperti dei propri specifici colori: la betulla bionda e dorata, l'acero di un giallo rosso arancione, la quercia color del bronzo e del ferro.

Non c'è nulla che mi abbia aiutata di più a comprendere i fenomeni naturali dei due segni ermetici che stanno a significare l'aria e l'acqua, e passano poi, modificati da una sbarra che certo qual modo ne rallenta lo slancio, a simboleggiare il fuoco, meno libero, legato alla materia lignea o all'olio fossile, e la terra dalle dense e tenere particelle. L'albero include nel proprio geroglifico tutti e quattro i segni ermetici.
Pure aggrappato al suolo, saturo d'aria e d'acqua, si erge peraltro verso il cielo come una fiamma; è fiamma verde prima di finire un giorno, rossa fiamma, nei caminetti, negli incendi dei boschi, e nei roghi. In virtù della sua pulsione verticale, l'albero appartiene al mondo delle forme che salgono, come l'acqua, che lo nutre, al mondo delle forme che, lasciate a se stesse, ricadono verso terra.

Segno ermetico dell'aria, un triangolo nudo, che punta verso l'alto. Nei giorni di quiete, la piramide verde dell'albero si sostiene nell'aria in perfetto equilibrio. Nei giorni di vento, i rami agitati accennano l'inizio di un volo.

Segno ermetico della terra, un triangolo che punta verso il basso, ma che una sbarra arresta nella sua caduta. La zolla di terra stabile, quando nè la gravitazione, nè il vento, o la pedata di un passante intervengono.

L'acqua, che per sua natura cede e discende. E questo spiega perchè le si addice l'epiteto francescano: umile.

Che cosa di più bello di questa statua di supplice di Rodin, ove l'uomo in preghiera leva le braccia e si protende simile ad un albero? Non v'è dubbio, l'albero prega la luce divina.

Le radici affondate nel suolo, i rami tutelari dei giochi dello scoiattolo, del nido e dei cinguettii degli uccelli, l'ombra concessa alle bestie e agli uomini, la cima che si leva nel cielo. Conosci una maniera più saggia e benefica di esistere?

E di qui lo scatto di rivolta di fronte al taglialegna e l'orrore, mille volte più grande, dinanzi alla sega meccanica. Abbattere e uccidere ciò che non può fuggire.

Miracolo delle istantanee che fissano l'immagine dell'acqua che sgorga, sprizza fuori per forza propria, rimbalza verso l'alto, come la corona di schiuma di un'onda infranta sul bordo di una roccia. L'onda morta genera un grande fantasma bianco che fra un istante non sarà più. Nello spazio di uno scatto, l'acqua pur col suo peso sale come un fumo, come un vapore, come un'anima.

Per una ragione opposta, bellezza, raro artificio, del getto d'acqua. L'idraulica costringe l'acqua a comportarsi come una fiamma, a rinnovare di continuo all'interno della propria colonna liquida la sua ascesa verso il cielo. L'acqua forzata sale su sino alla punta dell'obelisco fluido, prima di ritrovare la propria libertà, che è quella di andare verso il basso.

Ogni acqua aspira a diventare vapore, e ogni vapore a ridiventare acqua.

Ghiaccio. Scintillante arresto. Condensazione pura. Acqua solida.

Tra i paesaggi più impressionanti, annovero quelli di certi fiordi dell'Alaska e della Norvegia in primavera, dove l'acqua appare simultaneamente nelle sue tre forme e sotto numerosi aspetti. Acqua fremente, ma immobile, del fiordo, acqua fluente delle cascate sulla parete verticale delle rocce, vapore che si leva dalla loro caduta, acqua che sotto forma di nuvola fa rotta verso il cielo, gelo e nevi delle vette così vicine, ma dove la primavera non si è ancora spinta.

Rocce composite, fatte di lave vulcaniche e di sedimenti trasportati dall'acqua, amalgama antico di migliaia di secoli. E la loro forma esterna rielaborata senza un attimo di sosta, riscolpita dall'aria e dall'acqua.

Il tuo corpo composto per tre quarti di acqua, più un poco di minerali terrestri, un pugno scarso. E questa grande fiamma in te di cui non conosci la natura. E nei tuoi polmoni, presa e ripresa di continuo dentro la gabbia toracica, l'aria, l'ossigeno, questo splendido straniero, senza di cui non puoi vivere".

Marguerite Yourcenar. Il Tempo, grande scultore, Einaudi, Trento, 2005


14 commenti:

  1. in autunno il colore, in inverno la postura. sono queste le stagioni che amo, perchè mi fanno conoscere gli alberi.
    non so come dirti grazie per aver pubblicato queste righe, che già ieri avevano pre-attirato la mia attenzione.
    baci e buonanotte!

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  2. Quanto mi piacerebbe poterti regalare un giardino cara vaniglia: non credere che sarebbe un gesto disinteressato, perchè lo farei si per vederti felice, ma anche per assaporare la poesia che ti tirerebbe fuori e che, non ho dubbi, butteresti sul blog.
    Un bacione, buona giornata!

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  3. Che bellissimo saggio.. da leggere e leggere e rileggere di continuo... bacetto

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  4. Grazie Wenny. Come sempre sai regalarci dei palpiti di poesia.

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  5. è bellissimo, grazie, grazie per regalarci questi momenti!
    simo

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  6. Non ho altre parole, grazie hai già riempito lo spazioio di poesia. Voglio anch'io un giardino! E poi amo la Yourcenar c'è una profondità, una coscienza delle cose impressionante :-)
    Buona serata

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  7. @ La cuoca Pasticciona: si lo è...

    @Onde99: è per me un piacere dividerla con voi :)

    @simo: ancora non sono passata, ma arrivo subito a leggere il tuo meme!

    @dada: oh, e così ami la Yourcenar... sono perfettamente d'accordo con quanto dici. Il giardino te lo regalo con le fotografie intanto :)
    Buona serata!

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  8. Colpita da queste immagini di acqua, aria, terra e fuoco, scolpite nell'alabastro di una prosa asciutta e lucida. Anassimene e poi Empedocle si riferiscono ai quattro elementi come "rizoma", radici di tutte le cose... già... radici...appunto.
    Leggere questo brano ha immesso linfa vitale nei miei pensieri. Un abbraccio forte di riconoscenza a te Wenny, cara

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  9. garzie per avere voluto dividere con noi questo scritto, io diffcilmente lo avrei letto e devo dire che non è niente male

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  10. Che bella poesia!!! Non ho letto mai la Yourcenar! è molto molto bello, mi piacerebbe leggerla, dovrei trovarla! Anch'io ho voglia di giardino!!!!
    Un bacione!

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  11. mi ha colpito il primo passo, sulla vera natura degli alberi. Sabato sono stata colpita da un albero di noce che conosco benissimo, è un albero di famiglia, anche se non posso vederlo spesso, e l'ultima volta lo avevo fotografato con la sua rigofliosa chioma di foglie. Vedere l'intrico dei suoi rami nudi e severio contro il cielo mi ha colpito tantissimo, e lì ho pensato esattamente la cosa che così bene esprime la Yourcenar. Un abbraccio cara, e grazie, grazie, sono venuta per mangiare ed ho trovato poesia!

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  12. @Marilì: sono felice di averti regalato questa riflessione. Un grande abbraccio

    @Gunther: questo è uno dei principali motivi per cui scrivo il blog: far arrivare ad altri quello che ho io e che loro non conoscono... buona giornata

    @Oxana: lo vogliono un pò tutti il giardino vedo :)
    Più tardi ti scrivo :)

    @Ciboulette: grazie a te di esserti fermata ed avermi regalato questa bellissima immagine. I noci sono tra i miei alberi preferiti e anche per me fanno parte della mia infanzia...
    Un abbraccio :)

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  13. Che bel brano, wenny... Grazie di queste parole!

    *

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  14. @tartina: le ho trascritte proprio per voi...

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