{Un regalo speciale...}

...per tutti voi.

Il perchè e il percome stanno scritti dentro quelle poche righe che trovate nella prima pagina.
Qui, vi voglio soltanto ringraziare e farvi sapere che vi voglio un gran bene, cari lettori.

Buone feste!

{scarica il regalo qui}

{Aspettando il solstizio}

chissà su quale albero
Preferisco lasciar parlare la città.

Aspettando il solstizio, rinnovando i piccoli riti di ogni anno, che in compagnia delle persone amate si ripresentano sotto luci sempre diverse. Ogni scatto è prezioso, ogni attimo è ricco di vita.
E poi c'è lei, la neve, che, a parer mio, checchè se ne possa dire, ricorda sempre all'uomo quant'è piccolo su questa Terra.

Buona settimana a tutti :)

tutti in fila

prelibatezze salate

formaggi

caramelle

spezie2

spezie

giravolta

la scala e la neve

{this moment.9}

alle sei di quel giorno

 
{this moment} - A new semi-regular Friday ritual I've been thinking about. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

Code di gamberone al profumo di vaniglia in salsa al cioccolato e riso thai allo zafferano

ricetta_resized
 Tutto è cominciato con la fotografia della farfalla blu.

Conoscevo Martina di Nepitella già da diverso tempo, leggendola con interesse e curiosità, con ammirazione e stima crescenti per le sue doti di cuoca e fotografa. Mi colpì il suo modo di raccontarsi, di condividere le ricette, di impegnarsi a tradurre in immagini quel che realizzava e la rendeva felice: non mi fu difficile diventarne lettrice assidua e commentatrice, ma ancora più bello fu ritrovarla tra le mie pagine, con lo stesso mio entusiasmo. Oramai ci eravamo prese.
Ma come ho detto, di lì a poco questa neonata amicizia virtuale avrebbe preso una via tutta sua, lasciandomi, sono onesta, sbalordita, per quante coincidenze sono occorse via via, che hanno contribuito a stringerla sempre più. 
Martina rimase incantata dalla farfalla *morpho blu* che pubblicai in un post, tanto da scrivermi per averla di qualità tale da poterla stampare ed incorniciare: è stato grazie a questo gesto che, una volta letto del contest *Aggiungi un blogger a tavola* indetto da Genny, mi contattò chiedendomi di fare coppia con lei.
Che, potevo forse rifiutare?!? :)
La nostra situzione era perfettamente descritta dalle parole di presentazione del contest, meglio di così...
L'idea era talmente allettante che da entrambe le parti ci fu grande entusiasmo fin da subito: da quel fatidico giorno le rispettive caselle di posta cominciarono a riempirsi di quelle che abbiamo battezzato *mail-conferenze*, nelle quali ci mettevamo al corrente l'un l'altra delle proprie pensate, in un flusso di coscienza decisamente mal gestibile ;)
L'avvio, perchè un avvio serve sempre, venne da una ricetta particolarissima che trovò Martina scartabellando tra i suoi libri: discutendone, scoprimmo che i nostri pranzi di Natale sono addirittura simili!
Parla che ti parlo, tante idee ed intuizioni si susseguirono e si compenetrarono, per giungere al risultato che state per leggere. Risultato del quale sono *estremamente orgogliosa*, perchè è frutto unicamente delle nostre due zucche, che hanno lavorate insieme divertendosi, scoprendo nuovi ingredienti e nuove combinazioni. Non avrei mai detto che un giorno sarei riuscita a tirar fuori una ricetta estremamente convincente, tanto da poterla proporre alla famiglia intera per un'occasione tanto importante come quella di Natale: e difatti no, non posso dirlo, perchè questa ricetta non l'ho scritta io, da sola non avrei mai potuto. Questa ricetta appartiene a me e Martina :)
Il contatto assiduo riguardante il contest certo non era concluso con la messa a punto della nostra *ricettuzza*: c'erano ancora le peripezie per scattare la fotografia, che preoccupava entrambe (ci sarà la luce? pioverà? dovrò montare le luci?), il parere dei nostri assaggiatori... questi ultimi hanno gradito assai, per il resto, giudicate voi.


Dunque la rete mi ha fatto un regalo inestimabile, l'affetto di una persona. Un'amica con la quale mi era stato richiesto di cucinare una ricetta, e che invece, come me, è andata ben oltre, mescolando il suo mondo con il mio, dando vita a qualcosa che rimarrà impresso a chiare lettere nella mia memoria. A testimonianza di questo, voglio riportarvi un'ultima, significativa esperienza. Entrambe demmo la nostra adesione (senza sapere che avevamo fatto la medesima scelta) a *Cibinlibri*, uno swap natalizio, che prevedeva la spedizione di un proprio libro ad un altro foodblogger. Avevo già scelto il regalo da inviare, ma quando, con  grande incredulità, lessi che ero stata accoppiata proprio con Martina, decisi di aggiungere a quel libro un altro testo, al quale sono affezionata moltissimo. Un fuori stampa elegantissimo, curato e fotografato splendidamente: per separarmi da un oggetto così, vi assicuro che devo essere ben sicura che finirà in ottime mani. 
E quelle di Martina per me lo sono.


Buona lettura!


Code di gamberone al profumo di vaniglia in salsa al cioccolato e riso thai allo zafferano
Ingredienti per 4 persone

- per le code di gamberone:
code di gamberone 16-20 (a seconda della grandezza), sgusciate con la codina intera
olio evo
vino bianco ½ bicchiere
timo fresco 1 rametto
vaniglia  1/3 baccello
fior di sale

- per la salsa:
cioccolato fondente all’70% tritato grossolanamente 20 g
scalogni 2
concentrato di pomodoro ½ cucchiaio
sale
olio evo
brodo vegetale q.b.

-per il riso:
riso thai 160 gr
zafferano alcuni pistilli
sale
olio per mantecare

Per la salsa: sbucciate ed affettate finemente gli scalogni, scaldate un filo d’olio evo in una casseruola dal fondo pesante e soffriggeteli, aiutandovi con un cucchiaio di brodo. Unite il concentrato di pomodoro ed il cioccolato, mescolate e lasciate che quest’ultimo si sciolga, allungando se necessario con altro brodo. Trasferite il tutto nel bicchiere del minipimer e frullate la salsa a più riprese. Tenete al caldo.
Per il riso: cuocetelo in poca acqua (al max il doppio del volume) salata per il tempo indicato sulla confezione, a metà cottura unite alcuni pistilli di zafferano e regolate di sale. Mantecate con un giro d’olio e suddividetelo in quattro cupoline, sformandolo poi al momento di impiattare.
Per le code dei gamberoni: mentre il riso cuoce fatele rosolare in una padella con un filo d’olio, sfumate con il vino, saltatele un paio di minuti e spegnete il fuoco. Salate e insaporite con le foglioline di timo ed i semini di vaniglia, grattati via dal baccello con un coltellino.
Per impiattare: preparate uno specchio con la salsa al cioccolato ed adagiatevi 4 code per piatto, affiancandole con una cupolina di riso.

Aggiornamento: con Martina abbiamo deciso di iscrivere questa ricetta al contest indetto da Blog di cucina in collaborazione con i cioccolatieri Fratelli Gardini.

Tifate per noi? :D

Frittata al forno con porri e patate al pesto

frittata al forno con porri e patate al pesto
Il mio incontro con la frittata al forno lo devo a lei.
Serve dire che me ne sono innamorata? è tanto soffice da farmi ricordare un soufflè, ma a dispetto di questo e di tutto il parentame suo, è semplice da preparare e leggera, uno di quei piatti che si fannò da sè, caratteristica che li rende congeniali per la cena di un qualunque giorno lavorativo.

Mi rendo conto che questa sia la seconda ricetta consecutiva a base di patate&porri: abbiate fiducia, fanno sempre comodo dei suggerimenti su come utilizzarli; a me, poi, che questi ortaggi piacciono moltissimo, non potrebbero proprio diventare stucchevoli (ma sono un caso particolare. Sarei felicissima di farmi 4 cene su 7 con zuppette a base unicamente di aglio o di cipolla). Quindi trovo nella norma questa mia affezione per la frittata al forno: ho contagiato anche la metà, che, percependo da subito il loop nel quale sarebbe potuto cadere dopo il primo boccone e avendo a cuore la sua salute, mi ha chiesto: *ma secondo te, c'è verso di farla vegana?*

:D

Buon fine settimana.


Frittata al forno con porri, patate e pesto

uova codice 0 2
patate 2 piccole
porro 1
pecorino fresco di Pienza una fetta alta un dito
mandorle spellate 6
prezzemolo le foglie di un mazzetto
aglio 1 spicchio
olio evo 
sale 
pepe nero

Preriscaldate il forno a 200°C, ungete una pirofila.
Lavate gli ortaggi; sbucciate e riducete a dadini la patata, tagliate il porro a julienne. Cuoceteli al vapore qualche minuto, soltanto per ammorbidirli.
Preparate il pesto: nel mortaio o nel mixer, lavorate le foglie di prezzemolo, l'aglio e le mandorle, unite un paio di cucchiai d'olio evo a filo e salate. Sbattete le uova quel tanto che basta perchè l'albume si mescoli al tuorlo, unite il pecorino tagliato a piccoli dadi. Aggiungete le verdure ed il pesto e mescolate bene per amalgamare il tutto. Trasferite nella pirofila ed infornate per 20'.

Passatina di porro, zucca e patate con riso

passatina di porro, zucca e patate
Oh che bel giorno di riposo che è oggi.

Sorseggiando la mia tazza di kokeicha, faccio due chiacchere con voi su questa ricetta, semplice semplice, buona e salutare, da prepararsi per un pranzetto *amichevole* che possa scacciare un malanno serpeggiante.
Per me sono impagabili questi pasti in solitaria, senza bisogno di apparecchiare (sì lo so, non si fà, ma ci sono le eccezioni. Questa da ieri lo è diventata, al pari della *pastina al burro e parmigiano*), con il proprio comfort food nella zuppiera, il riscaldamento al minimo o del tutto spento, così che possa essere piacevole tenersi vicino un plaid e possibilmente il gatto, che ha messo su una pelliccia invidiabile in vista dell'inverno.
Per me i vetri si possono rigare per una pioggerella lenta, o anche soltanto dividermi da una nebbiolina che scende umida sull'abete del giardino e su ogni palazzo, cosa o persona che sia in strada.
Succede anche a voi?

Sereno mercoledì :)


Passatina di porro, zucca e patate con riso

porro 1/2
zucca 300 g
patata 1 media
riso da minestra (vialone o Roma) 200 g
brodo vegetale* 1 l
pecorino di grotta qualche scaglia
olio evo
sale
pepe

Lavate e mondate tutte gli ortaggi: riducete la patata e la zucca a dadini di circa 1/2 cm di lato e affettate a julienne il porro.
In una casseruola d'acciao a fondo spesso e con i bordi alti scaldate un cucchiaio di olio, versatevi il porro e lasciate che diventi trasparente. Unite la zucca e la patata, mescolate bene, unite un mestolo di brodo, incoperchiate e portate a cottura (controllate via via che non si asciughi troppo, nel caso aggiungete altro brodo, ma con parsimonia, altrimenti poi la passata risulterà troppo liquida). Spengete e passate al minipimer, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Salate, pepate e tenete da parte.
Nel brodo rimasto cuocete il riso, scolatelo, versatelo nella passata e scaldate qualche minuto. Suddividete la minestra nei piatti, aggiungete qualche scaglia e condite con un giro d'olio nuovo.

*per questo piatto, come per molti altri, ho preparato il brodo seguendo le indicazioni che dà izn de *Il pasto nudo*: mezzo porro steccato con qualche chiodo di garofano, un paio di carotine, una costa di sedano, del timo e dell'alloro. Tutto in un litro di acqua fredda, da far sobbollire per una mezz'oretta.

{flower monday.24}

da rivoire

La città si è vestita a festa. Sono il rosso, il bianco e l'oro a farla da padroni: e come risplendono, nell'aria che frizza, che è così piacevole da incontrare ad ogni svolta d'angolo, in un pomeriggio in centro...

Buon lunedì :)

da rivoire



{flower monday}

{this moment.8}

{this moment.8}

{this moment} - A new semi-regular Friday ritual I've been thinking about. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

Shortbread all'arancia e semi di papavero blu {di fiordizucca}

shortbread all'arancia e semi di papavero blu {di fiordizucca}
Proprio in questi giorni ho avuto modo di pensare ai miei primi passi, come lettrice, nel mondo dei foodbloggers. Come tantissimi, anch'io avevo i miei preferiti, che chiamarli così è quasi un eufemismo: c'erano quei due o tre che proprio mi avevano catturato, che non potevo far altro che seguire con avidità, stupita dalla ricchezza propria del mondo del cibo, che io non sarei mai riuscita a concepire. Devo ringraziare loro, che mi hanno fatto da Cicerone.

Tra questi c'era fiordizucca.
Ricordo come se fosse ieri la meraviglia nello scorrere l'elenco delle sue ricette, così ordinato e chiaro, la ricerca divertita del piatto vegetariano oggi e di quello vegano domani...
Una domenica invernale mi imbattei in questi shortbread. Non ne avevo mai fatti fino ad allora, e appena lessi la ricetta mi convinsi che avrei avuto il battesimo del biscotto scozzese proprio con lei. E l'ho avuto, ma quasi quattro anni dopo!

Ignoro il motivo, semmai ne esista uno, ma mi capita di stampare ricette e di archiviarle, lasciandole sedimentare nella memoria: non che le trovi poco attraenti, anzi! succede spesso con quelle che più mi colpiscono.
Chi lo sa.
So per certo che questi shortbread sono deliziosi: avevo un pò di dubbi sul procedimento, ma mi sono fidata ed ho fatto bene, la ricetta è davvero perfetta così com'è stata scritta da Francesca.
Un classico leggermente rivisto, tanto per dare il via ad un periodo di straordinari per i nostri forni ;)

Shortbread all'arancia e semi di papavero blu {di fiordizucca}

burro 200 g
farina 300 g
zucchero a velo 80 g
scorza grattugiata di un'arancia
succo d'arancia 2C
semi di papavero blu 2C

Preriscaldate il forno a 160°C, imburrate ed infarinate una teglia di circa 20*30 cm.
Tagliate il burro a cubetti e, in un pentolino dal fondo spesso, fatelo sciogliere a fiamma bassissima. Versatelo in una ciotola capiente, unite lo zucchero e lavorate con lo sbattitore elettrico per qualche minuto, finchè non si formerà una cremina. Aggiungete la farina, la scorza ed il succo d'arancia e i semi di papavero. Lavorate con un mestolo di legno quel tanto che basta per amalgamare gli ingredienti. Trasferite l'impasto nella teglia e stendetelo con le dita, cercando di uniformare il più possibile lo spessore. Passate sull'intera superficie il dorso di un cucchiaio per togliere le impronte e rifilate bene i bordi e gli angoli.
Infornate per 35', avendo cura di controllare la cottura, sfornando anche 5' prima se gli shortbread dovessero colorirsi troppo.
Con un coltellino affilato tagliate in quarti la pasta, quindi nuovamente ogni quarto in quattro parti. 
Pronti :)

{flower monday.23}

una spiga gialla in mezzo a tante
Vi ricordate la pancia di lunedì scorso?
Ecco, custodiva anche queste meraviglie.

Buon lunedì a tutti quanti.

far far west!



{flower monday}

{this moment .7}

{una stagione: l'Autunno.1}

{this moment} - A new semi-regular Friday ritual I've been thinking about. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

King of puddings {Jamie Oliver}

king of puddings
*wennycara* ha tre anni.


A me sembrano tantissimi... è vero che di tempo effettivo di vita ha qualche mese in meno; all'inizio i post erano sporadici e soprattutto scrivevo senza aver definito la direzione e il taglio del blog stesso. Poco a poco ho disegnato il profilo di questo progetto, sintetizzandolo in maniera a me convincente in tre parole, che ho riportato in testata: life, food, photography

Life: scrivere di sè, in maniera discreta, velata ed evocativa. Il motivo principale per cui tenere un blog, per condividere sè stessi, i propri interessi e passioni.
Food: un amore, quello per la cucina, nato presto, prestissimo. Con gli anni si sta affinando; la curiosità e il desiderio d'imparare sono gli ingredienti principali.
Photography: scoperta in conseguenza al cibo. Mi sta attraendo a sè con un fascino che non credevo possibile.
Ma al di sopra di tutto, ci siete voi, i miei lettori, che senza esagerare siete il vero perchè di *wennycara*.

Comunque, tornando al compleanno: come dolce mi sono preparata un dessert del caro Jamie, il promettente *king of puddings*, che non tradisce assolutamente le aspettative, e come regalo mi è piovuto addosso la pubblicazione di una mia recente intervista.

Buona lettura, e grazie a tutti voi :)


King of puddings {Jamie Oliver}

uova codice 0 4
latte 565 ml
pangrattato 115 g
zucchero semolato bianco (meglio se alla vaniglia, homemade) 225 g
confettura poco zuccherata (meglio se di frutti di bosco, lamponi o mirtilli) 4 C

Preriscaldate il forno a 150°C.
Separate i tuorli di 3 uova dagli albumi. In una ciotola mescolate i tuorli con il restante uovo intero, aggiungete il latte, il pangrattato e 85 g di zucchero.
In un pentolino scaldate leggermente la marmellata con poca acqua, perchè di fluidifichi leggermente. Trasferitela in una tortiera e spalmatela uniformemente fino a ricoprire l'intero fondo. versate sopra il composto di uova e latte e livellate con il dorso di un cucchiaio.
Infornate e cuocete per un'ora.
Montate a neve ben ferma gli albumi (aiutandovi con un pizzico di sale o con del succo di limone, come siete abituati), aggiungete gradatamente lo zucchero rimanente e mescolate delicatamente dal basso verso l'alto per non smontare.
Sfornate il dolce e Versatevi il composto a cucchiaiate, coprendone la superficie appena cotta. Infornate nuovamente e cuocete per 15-20' o finchè la meringa non si è dorata.

{flower monday.22}

ciclamino bianco
Questo è un lunedì di sole, avete ragione.
Però il *flower monday* era pronto da ieri sera, quindi abbiate pazienza se non vi propongo sfavillanti corolle che si asciugano dalle perle di un temporale.

Quel che vi faccio vedere è il frutto di un pomeriggio passato in una grande, grandissima serra, aspettando che fuori spiovesse. Dal tetto traslucido filtrava una luce grigiastra e polverosa, che avvolgeva distese di ciclamini e piante aromatiche: vi assicuro che non c'è stata tristezza nè malinconia, nel perdersi lungo quei corridoi. Tutto aveva assunto un pallore spettrale, eppure trasudava vita, consapevolezza che ogni piccola e grande pianta avrebbe portato serenità e bellezza a chi l'avrebbe comprata.

Siamo stati bene, lì dentro, in una sorta di enorme pancia in cui respirare piano e a pieni polmoni il profumo e la ricchezza della vita.

Vi auguro un sereno lunedì :)

prezzo

erica



{flower monday}

{wennycara photography: apre lo shop on-line!}


Buongiorno a tutti!

Ebbene sì, dopo lungo pensare mi sono decisa.

Ho aperto un piccolo shop on-line, *wennycara photography*, dove potrete visionare e acquistare, se gradite, una mini selezione dei miei mosaici fotografici.
E' stato tutto merito di questo blog se ho scelto di lanciarmi in quest'avventura: scrivendo *wennycara*, nei mesi, mi sono avvicinata in maniera amatoriale alla fotografia, mi sono appassionata e ho deciso di cominciare a studiarla più seriamente :)
Così, man a mano che il blog procedeva, raccoglievo frammenti e istantanee del mondo che incontravo, delle persone che entravano nella mia vita, dei progetti, dei profumi e dei colori, di aria lontana e di sapori di casa, in un caleidoscopio fantastico che, appena sfiorato, si componeva e ricomponeva in immagini che avevano proprio il carattere di un mosaico.

Quelli che sono presenti sul negozio sono i primi: la serie di {things that make me happy} e {one year with me}, composto per celebrare il compleanno.
Dato che le feste si avvicinano, ho pensato che potrebbero diventare dei regali carini, così ho preparato anche una speciale promozione.

Per qualunque informazione riguardo ai pagamenti e alle spedizioni potete utilizzare il form presente nella pagina *contatti* dello shop, altrimenti scrivermi a
merenwen.oronar[!at].com

ogni domanda e suggerimento sono ben accetti e vi risponderò il prima possibile!

Non mi resta che invitarvi a visitare il mio spazio :)


AVVISO IMPORTANTE PER CHI NAVIGA CON GOOGLE CHROME: 

Alla prima visualizzazione, le fotografie dei prodotti saranno completamente deformate: questo perchè lo shop è stato sviluppato con Mozilla Firefox, ed evidentemente il codice html del browser non và bene per l'altro. In attesa di sistemare questa noia, è sufficiente cliccare sul prodotto che interessa per poterlo visualizzare correttamente.

Vado a lavorare per voi :)

Risotto con zucca, fourme d'Ambert e noci

risotto zucca, fourme d'ambert e noci
In questa giornata così grigiolina e piovigginosa, che *fà uggia*, come dicono da me, mi sento più che legittimata a porporvi questo risotto, sfolgorante e *tondo*. 

In realtà sono stata titubante fino all'ultimo riguardo alla pubblicazione della ricetta. Così com'è accaduto per l'orzotto, ho pensato che una preparazione del genere è talmente semplice che nasce spontanea. Dunque che bisogno c'è di descriverne i passaggi? Eppure a me è piaciuta moltissimo, quindi, un pò perchè voglio ricordarmela, un pò perchè mi fà piacere condividerla, ho deciso di darle il suo giorno di celebrità. Non glielo dite se non vi sembra un granchè, sono sicura che ci rimarrebbe male :)
Fatto sta che sono andata a naso, partendo da una ruota di zucca che doveva essere assolutamente cucinata. Affiancarle l'erborinato e la noce è stato pressochè spontaneo. Dolce, cremoso (un modo carino per dire *grasso*) e croccante, con la punta inconfondibile d'erba: un risotto che a mio parere và lasciato morbido, *all'onda*, perchè dia il meglio di sè.

Un abbraccio e buona settimana :)


Risotto zucca, fourme d'Ambert e noci

riso vialone nano 150 g
zucca lunga di Napoli 150 g
fourme d'Ambert 100 g, in una sola fetta
noci 4
scalogno 1
olio evo
sale
pepe nero macinato al momento

Tagliate il formaggio a cubetti di un cm di lato circa, sgusciate le noci e riducetele a piccoli pezzi.
Sciacquate la zucca e mondatela dalla buccia e dai semi. Tagliatela a cubetti di un paio di cm di lato. Cuoceteli al vapore, al dente. Tenete da parte l'acqua di cottura: aggiungetene qualche bicchiere e  mantenetela calda, usandola poi per cuocere il riso.
Sbucciate lo scalogno e tritatelo. Scaldate in una casseruola dai bordi alti e dal fondo spesso un cucchiaio d'olio scarso. Versate il trito di scalogno e lasciatelo diventare traslucido: unite il riso, mescolate bene e lasciatelo tostare per un paio di minuti. Aggiungete il primo mestolo di acqua calda, alzate la fiamma e fate evaporare. Abbassate la fiamma e portatelo a cottura come di consueto, aggiungendo un mestolo alla volta e mescolando saltuariamente. A metà del tempo (6'-7') salate e pepate, a due minuti dal termine aggiungete la zucca e mescolate. A fine cottura, fuori dal fuoco, aggiungete il formaggio, un giro d'olio e le noci, mescolando rapidamente dall'interno verso l'esterno, per incamerare il più possibile aria. Lasciate riposare un paio di minuti e impiattate, aggiustando di pepe.

bravo!

{Quattro passi in città}

rosa sullo smeraldo
Ispirata da lei, vi invito a fare una passeggiata, ad attraversare la città scovandone, senza neanche cercar troppo, particolari suggestivi e prospettive che meritano d'esser guardate.
Perchè basta un momento, la pausa di un respiro, un occhio che si chiude e l'altro che coglie quel frammento urbano che si restituisce a noi così diverso, tanto che ci incuriosisce.
Spero che queste immagini vi facciano sorridere così come hanno fatto con me, ricordandomi che anche la città sà essere amica :)

Un abbraccio, buon fine settimana.

Una piccola nota, visto che mi avete fatto i complimenti per le fotografie. L'autore è la mia metà, così come ho indicato nella photostream su flickr: ci manca solo che mi chieda i diritti d'autore!

una bolla sul muro

una tenda color oro

cielo e pietra

quasi un sipario

alla finestra

perchè sai...

tre compagne

arrivederci

Orzotto con piselli e funghi al profumo di tartufo

orzotto con funghi e piselli al profumo di tartufo
Ieri sera abbiamo cenato nei boschi. 

Beh sì, più o meno :) 
Certo è che una zuppa così *raw*, che nasce quasi da sola, richiama sfacciatamente atmosfere poco cittadine, facendo dimenticare l'agiata morbidezza di un risotto, al quale ad occhio può somigliare, offrendosi  al palato con tutta la sua genuina ruvidezza. Il tocco di un necessariamente ottimo olio al tartufo chiude con una sofisticatezza inaspettata il cerchio. Riguardo a questo: i prezzi non sono proibitivi come pensavo, e credo che l'acquisto sia giustificato. Ne basta davvero un goccio!
Dunque ecco qui, un'altra ricetta-non ricetta: penso proprio che d'ora in avanti farò largo uso dei misti cereali/legumi secchi. Mi raccomando: da scegliere sempre quelli prodotti nella vostra zona ;)
Un abbraccio.


Orzotto con piselli e funghi al tartufo
ingredienti per due

orzo con piselli secchi 2 bicchieri scarsi
funghi essiccati misti un paio di manciate
scalogno 1
olio evo
sale
pepe nero lungo
parmigiano grattugiato 1C
olio al tartufo bianco (per me di San Miniato) qb per servire

Sciacquate i funghi e lasciateli rinvenire in una ciotolina d'acqua tiepida. 
Sbucciate lo scalogno e tritatelo finemente. Scaldate un filo d'olio evo in una casseruola, versate il trito di scalogno e fatelo stufare per qualche minuto, unendo un paio di cucchiaini d'acqua. Unite l'orzo, mescolate e lasciate insaporire per 2'. Coprite con acqua calda per almeno due dita e portate ad ebollizione. Dopo 20' aggiungete i funghi (eventualmente tagliate in pezzi più piccoli quelli più grandi), regolate di sale e cuocete per il tempo indicato sulla confezione (circa 40') semi coperto, verificando di volta in volta che ci sia acqua a sufficienza. 
A cottura ultimata, fuori dal fuoco, aggiungete il formaggio, pepate e mescolate bene. Impiattate e completate con un giro d'olio al tartufo.

{flower monday.21}

Il giornalaio e i suoi fiori...
La scorsa settimana parlavamo di quanto fosse sorprendente leggere la propria città attraverso scatti fotografici altrui. Pensare *ah, guarda, ci sono passata ieri* oppure *dai, è la stessa strada che fà la nonna per andare alla messa* o ancora *ecco sì, il vicolo con il marciapiede sbeccato che mi ha fatto inciampare* equivale quasi a ritrovarcisi davvero, in mezzo a quelle figurine bidimensionali. E se anche non è la nostra città ad essere ritratta, la sensazione di passeggiare assieme a chi scatta può essere forte (e lo dico per esperienza, grazie a tante care blogger, alle loro camminate e ad i loro viaggi :)).

Questo lunedì, cari lettori, autoctoni e non, avete poche scusanti per non riconoscere dove vi ho portato.

Siamo in Santa Maria Novella, che è una delle piazze fiorentine a me più care: oggi, a mio parere, non ne possiamo godere appieno, per via (eh oh, deformazione professionale) della recente *sistemazione urbana*. La sua veste migliore credo che sia stata quella di Parco della Rimembranza, con tanti solenni vecchi alberi, a render onore ai caduti della Grande Guerra: allora sì che doveva essere un luogo pacifico ed evocativo, immerso in un'atmosfera di rispetto e comunione. 
A me è comunque piaciuto moltissimo attraversarla e fermarmi a scattare quà e là: ed è un piacere che si rinnova ogni volta, perchè cambia la luce, cambiano i colori, cambiano le persone che passano, quelle che guardano e chi guarda e poi scatta

Vi auguro un sereno lunedì.

In quel di Santa Maria Novella...



Purea di castagne e patate

purea di castagne e patate
Domenica passata siamo andati a trovare il nostro Appennino. 
Avvolto da una nebbia densa e lattiginosa, che, come ha ben espresso la padrona della birreria dove ci siamo fermati per pranzo, "fà molto Scozia", e battuto da piogge scroscianti, è stato comunque vestito a festa, in una sua piccola parte. Lì, in quel paese minuscolo, la gente ha allestito i propri banchi, chi con cavalletti e tavole di fortuna, chi con bianchi padiglioni appoggiati a vecchi muri di pietra: ed hanno dato il via ad uno sfoggio miracoloso di mieli e confetture d'alta montagna, birre artigianali ma, soprattutto, di favolosi marroni i.g.p., che facevano bella mostra di sè, lucidi e placidi, in enormi cesti. Cartelloni scritti a mano invitavano ad entrare di porta in porta, offrendo ballotte, bruciate brille e non brille, castagnaccio, pulenda dorce e vin brulè. Insomma, il maltempo non è riuscito a portarsi dietro il malumore: tutt'altro, per noi che ci siamo fatti coccolare al calduccio :)

Per sperimentare parte del bendidio che ci siamo portati a casa ho cucinato questa purea: morbida, di quel dolce che si abbina perfettamente a secondi di carne, e che fà proprio autunno...

Passate un buon fine settimana :)

Purea di castagne e patate

patate 2 grandi
castagne 20 (per me marroni IGP dell'Alto Mugello)
alloro 1 foglia
brodo vegetale 200 ml
scalogni 2
nepitella essiccata 1 c
senape di Digione 1 c
olio evo 3 C
sale marino
pepe nero macinato al momento

Preparate le castagne: con un coltellino affilato incidete una croce sulla parte esterna e bollitele in acqua leggermente salata e profumata con l'alloro per 30'. Scolatele, passatele sotto l'acqua fredda e sbucciatele. Schiacciatele grossolanamente con una forchetta e mettete da parte.
Lavate bene le patate, spazzolatele se necessario, per togliere ogni residuo di terra, e affettatele a velo, senza sbucciarle. Tritate finemente lo scalogno e soffriggetelo a fuoco vivace in una padella capiente (meglio se con i bordi alti) dove avrete scaldato l'olio. Unite le patate, il brodo e mescolate bene: fate cuocere per 30', a fuoco lento e senza girare. Aggiungete le castagne e fate cuocere per un paio di minuti. Trasferite il tutto in un recipiente adatto affinchè lo possiate passare con il minipimer. Profumate con la nepitella, regolate di sale e pepe, unite la senape e frullate fino ad ottenere una crema liscia.
E' ottima servita come classico contorno o spalmata sul pane cotto a legna leggermente tostato.

{flower monday.20}

sul balcone...

Mi costituisco, e confesso di essere una ladra.

Sì, perchè se proseguissi sulla retta via credo che dei *flower monday* dovreste cominciare a fare a meno. La città continua a mostrarsi fiorita, sì, ma ha cambiato modo di farlo: questo è il tempo dei balconi vestiti da inverno, che sfoggiano le prime fioriere composte con cura, che destano meraviglia e compiacimento in chi passa loro accanto. Quello che mi resta da fare è rubare la loro semplice bellezza, attraverso scatti che, francamente, non sono di facile realizzazione (da prediligere strade semi-deserte se siete un pelino timidi).
E così ecco questo vaso di ciclamini, i primi che ho visto: a loro seguiranno le viole del pensiero, l'erica, qualche piccola edera cadente... fino alle stelle di Natale, che si lasceranno intravedere unicamente da dietro i vetri delle finestre, come aristocratiche e altezzose signore (fin lì non mi spingo. Da ladra finisco per diventare paparazzo...).

Vi auguro una serena settimana.

p.s.: visto che bella quella fascia dorata sullo sfondo? lì sotto mi sento Dorothy sul sentiero di mattoni gialli :)

rosa persiana


Crostata salata con crema di carote {o delle cromie d'autunno}

crostata salata con crema di carote
Che bei colori l'autunno, eh?
Avete notato quante sfumature, quanti riflessi? che tavolozza meravigliosa che ha la natura in questi mesi.
Ieri, mentre preparavo questa crostata per imbastire la cena, rimuginavo sul fatto che tra zucca e carota siamo lì, come cromatismo. E nella mente di una foodblogger questo significa avere due post che si richiamano, che magari comportano anche una certa monotonia della pagina in cui compaiono (e tutto ciò porta allo sconforto blogghesco, famosissimo e riconosciuto). Un pò come stava accadendo qualche settimana fa, quella volta in *versione rosa*, con la pubblicazione di *nastro rosa-schiacciata con l'uva-composta di melagrana*. Aiuto, che stucchevolezza!
Invece tra zucca e carota corre una gran bella differenza: la cucurbitacea ha un colore pieno, potente, un arancio caldo che ha una componente giallo-rossa molto alta. Quello della carota invece vira verso lidi più acidi: il suo giallo tende al verde e all'azzurro; è un arancio più *freddo*.
Sto delirando o lo pensate anche voi? :)

Anyway, a proposito di zucche vi ricordo l'appuntamento, per domenica 31, al Microbirrificio di Castagno d'Andrea: guest star la birra Halloween Queen, a base di zucca, naturalmente, con carota e amarena selvatica.
Vi aspetto!


Crostata salata con crema di carote
per uno stampo da crostate di 24 cm di diametro

per la pâte à quiche di Felder
farina 0 200 g
sale 5 g
burro 90 g, tagliato a cubetti e a temperatura ambiente
uova codice 0 1
acqua molto fredda 20 g

per il ripieno
carote 600 g
latte fresco intero 100 ml
grana padano grattugiato 3 C
uova codice 0 2
olio evo 1 C
noce moscata un paio di grattugiate
sale
pepe nero

Preparate la pâte con largo anticipo: sciogliete il sale nell'acqua; in una ciotola capiente lavorate come di conseueto il burro con la farina facendola sabbiare (dovete ottenere delle grosse briciole), unite l'uovo e l'acqua con il sale e lavorate, velocemente, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Formate una palla, avvolgetela in un canovaccio pulito e lasciatela riposare al fresco per 2 ore.
Lavate e raschiate le carote; tagliatele a rondelle spesse mezzo cm. In un tegame scaldate un cucchiaio di olio evo e rosolate le carote, salatele, unite un bicchiere d'acqua e cuocetele, scoperte, finchè non sono morbide (ma non sfatte). Trasferitele nel bicchiere del mixer e frullatele bene, fino ads ottenere una crema liscia: se necessario aggiungete poca acqua tiepida. Versate in una ciotola di ceramica e lasciate raffreddare. Unite le uova, il latte, il formaggio e amalgamate bene con una forchetta. Salate, pepate e aggiungete la noce moscata.
Infarinate il piano da lavoro; riprendete la pasta e stendetela ad uno spessore di circa 3 mm, foderate lo stampo e cuocete in bianco per 10'-12' a 180°C. Sfornate la base, versateci la crema di carote e infornate. Cuocete per 35'-40'.

Passata di zucca con farro al finocchietto selvatico

passata di zucca con farro al finocchietto selvatico
Semplicità.
Sì, oggi voglio usare questa parola per presentarvi una ricetta che è piuttosto un appunto, uno dei mille modi per gustare un binomio autunnale classico e intramontabile: zucca e finocchietto. Personalmente l'ho sperimentato in diverse preparazioni; si è sempre rivelato ottimo, che l'abbia presentato in una zuppa di carne o vegetale, come purea o come gratin.
Questa zuppa mi ha conquistata: sarà stato il gesto di scegliere prodotti integrali e coltivati poco lontano, il ricordo dei pomeriggi nei campi a raccogliere le erbe aromatiche risvegliato non appena aperto il vasetto dove parte di loro sono conservate, fatto sta che ho deciso di appuntarla perchè voglio essere certa di poterla replicare. Di poter ritrovare il gusto ed il calore che ho provato ieri. 
Quello che vi consiglio caldamente di fare, se deciderete di preparare questa zuppetta, è di non variare la qualità degli ingredienti: evitate il farro perlato, chè nutritivamente è più povero rispetto al decorticato,  utilizzate del vero finocchietto selvatico, stando alla larga dai vasetti industriali di semi di finocchio. Fate una passeggiata nei campi e lo troverete, sicuro. Adesso forse è un pò tardi, ma è probaile che una buona erboristeria ne sia rifornita.

Buoni pomeriggi dorati :)

Passata di zucca con farro al finocchietto
per 4 
zucca lunga di Napoli 600 g
carote
cipolla bianca 1
porro piccolo 1
finocchietto selvatico essiccato quello buono dei campi, qb
farro decorticato 100 g

sale
pepe nero macinato al momento
olio evo 

Lavate e preparate gli ortaggi. Mondate la zucca dalla buccia, togliete i semi e tagliate la polpa in cubetti di 3-4 cm; raschiate le carote e tagliatele a rondelle altrettanto spesse. Versate tutto nella pentola a pressione, unite un paio di bicchieri d'acqua, un rametto di finocchietto, e cuocete 7 minuti a partire dal fischio. Conservate l'eventuale acqua di cottura (utilizzandola poi per cuocere il farro) e trasferite le verdure nel bicchiere del minipimer, togliendo o meno il finocchietto (se non lo fate chiaramente l'aroma sarà molto forte - de gustibus!). Frullate bene fino ad ottenere una crema liscia.
Sbucciate la cipolla, togliete la parte verde (eventualmente una foglia esterna) al porro ed affettateli sottilmente. Scaldate un cucchiaio d'olio evo nella stessa pentola a pressione, versateci lil porro e al cipolla e, quando cominciano a profumare, aggiungete il farro. Mescolate con un cucchiaio di legno e unite acqua tiepida in modo che il farro ne sia ricoperto per almeno un dito. Mescolate e lasciate cuocere per il tempo indicato sulla confezione, senza girare più, facendo attenzione che il livello del liquido non scenda. 
Un paio di minuti prima del termine della cottura unite il passato di zucca e carote, poi amalgamate bene.
Servite con un giro di buon olio evo e decorate con i fiori di finocchietto.

passata di zucca con farro al finocchietto selvatico

Aggiornamento del 23/02/2011: con questa ricetta partecipo all'iniziativa di Sunflower8 in collaborazione con ILLA for People e A.P.E. Onlus

{flower monday.19}

miele baciato dal sole
Che meraviglia scoprire il cambiamento.

Ieri mattina, percorrendo la strada di sempre per arrivare alla fermata dell'autobus, abbiamo esclamato, quasi all'unisono, *miele!*. Ci siamo guardati attorno con lo sguardo smarrito, senza individuare niente alla prima occhiata. E' stato necessario fare un passo verso l'alta siepe e osservarla da vicino, per rendersi conto dei minuscoli grappoli bianchi che la punteggiavano. E del ronzio che la animava, per giunta! Che stupore, vederla così diversa...

E così la città ci ha regalato un altro pezzo di sè. Un altro brano fiorito sotto gli occhi di tutti, che pochi però guardano. 
Possibile che chi passava di lì, mentre fotografavamo, non ne sentisse il profumo di miele?

Buon lunedì a tutti.

ciao ape...

una siepe di miele


{flower monday}

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