[...]

eravamo in tre
Credo che potrei raccontare un anno intero attraverso il mio giardino.

Adesso le foglie stanno marcendo, l'ultima pioggia novembrina le impasta alla terra profumata che fa capolino tra i sassi dei vialetti e i ritagli delle aiuole.

Tra gli alberi che abitano quest'intorno di mondo c'è chi ha delle piccole crocchie di petali bianchi e chi, completamente denudato, osserva lo sgocciolare lungo i suoi arti sottili e nodosi.

Tra le siepi s'affacciano bocci di rosa e mille e mille strane bacche: sono le meraviglie, consuete e amate, di chi sta scrivendo.

il mio cosmo aranciato

guarda su...

bianchi grappoli

Ballerine polacche

Ballerine!
L'altro giorno scorrazzavo felice per il web alla ricerca di un dolcetto a me nuovo e inconsueto.
Non una torta però, qualcosa di piccolo, di semplice, infornabile a nastro e confezionabile.
Ero forse inconsapevole preda dello spirito delle buone feste, che suggerisce lezioso alle giovani invaghite di cucina di preparare biscottini e dolciumi come doni?
Nooo, macchè.

Forse un pochino.

Fatto sta che ho trovato quello che faceva al mio caso su un blog che ho scoperto da poco. E' quello della cara Ela, una personcina graziosa che ha avuto la meravigliosa idea di tenere un blog bilingue :)
La ricetta originale in lingua italiana si trova qui (sul vecchio blog), io ho apportato soltanto alcune modifiche.



Ballerine polacche

uova 1
zucchero semolato bianco 2C
bacca di vaniglia 1
farina 00 2/3 di bicchiere
semi di papavero
confettura di mirtilli bio qb

Preriscaldate il forno a 180°C.
In una terrina montate l'uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso; aprite longitudinalmente la bacca di vaniglia e con un coltellino asportatene i semi . Uniteli al composto di uovo e zucchero.
Incorporate la farina, se necessario aumentate la dose fino all'ottenimento di un composto abbastanza denso in modo che, una volta trasferito nella sac-a-poche, sia agevole formare delle palline poco più piccole di una noce. Quest'operazione va effettuata su una teglia rivestita di un foglio di carta da forno. Cospargetele di semi di papavero e cuocetele fino a doratura (almeno 15 minuti, ma controllate, i forni sono strani!).
Una volta raffreddate, unitele due a due con un cucchiaino di confettura.

Ballerine!

Crema di cappuccio e patate

crema di cavolo cappuccio e patate
La nostra vicina di casa ha sentenziato l'arrivo dell'inverno: l'ambasciatore del caso è stato un piccolo e audace pettirosso, che una frizzante e chiara mattina ha deciso di visitare il suo giardino.
Io non ne ho ancora veduti; solitamente pettirossi, fringuelli e cinciallegre gradiscono sostare sul grande abete di fronte alla finestra della mia cucina, ma al momento, gli unici volatili che mi fanno una non troppo desiderata compagnia sono storni e merli, che frullano soddisfatti sui rami più alti del nostro albero di cachi.
Il nespolo ha deciso di fiorire (ma è stagione di nespole questa?), noncurante dei giorni che si succedono e gli dipingono via via le foglie di un rosso scarlatto (giuro, così non m'era mai capitato...).
Tutto questo gran movimento, questi preparativi e io rimango indietro: come dicevo l'altro giorno, non ho scelto biscotti o dolcetti da porgere in regalo per le feste nè, strano ma vero, ho fatto una crema o vellutata o zuppa dacchè siamo in autunno. Il martedì è una buona giornata per interrompere questo primato: una visita al mio ortolano e decisione presa.
Questa che propongo è un esperimento, un tentativo di ingentilire un ortaggio che si è rivelato assai poco rustico nel sapore (è normale che lo trovi dolciastro?) e di umili origini.
Ho optato per una crema, preparata quasi in maniera ortodossa: alla fine infatti ho legato con l'olio novo, in onore a questo momento dell'anno davvero d'oro.
E' buonetta, credo proprio che la rifarò :)

crema di cavolo cappuccio e patate
Crema di cavolo cappuccio con patate

cavolo cappuccio 1/2
patate a pasta gialla due piccole
scalogno 1
brodo vegetale molto leggero (o acqua) 3/4 di litro
sale
pepe nero
olio evo
olio novo
burro 30 g
farina 1+1/2C
latte parzialmente scremato 1 bicchiere

Pulite bene le patate dalla terra, sciacquatele e lessatele intere e con la buccia partendo da acqua fredda. A cottura ultimata (non ho preso il tempo, ma non credo sia un problema ;)) scolatele, lasciatele intipidire, sbucciatele e tagliatele in pezzetti.
Affettate grossolanamente lo scalogno. Dividete a metà il cavolo, tagliate una metà a listarelle e lavate bene sotto acqua corrente fredda.
In una casseruola ampia e profonda soffriggete lo scalono con un giro d'olio, unite il cavolo non asciugato dalla sua acqua di risciacquo e girate bene. Cuocete finchè non si ammorbidisce un poco, perdendo volume, con il coperchio.
Scoperchiate e unite 3 mestolate di brodo una successivamente all'altra e soltanto dopo che sarà stata assorbita la precedente. Regolate di sale, lasciate cuocere ancora un poco e unite il restante brodo. Portate a cottura con il coperchio (io ho lasciato il cavolo un pò croccante).
Fuori dal fuoco passate il tutto con il minipimer, dopodichè trasferite in una ciotola.
Sciacquate la casseruola dove avete cotto il cavolo, datele un'asciugata e preparate il roux: sciogliete il burro, unite la farina e lasciatela dorare, girando bene. Unite il latte freddo, tutto in una volta e continuate a mescolare, a fiamma medio/bassa. Quando comincia ad addensarsi e a fare le prime bolle, unite il passato, mescolate bene e cuocete per circa cinque minuti.
Trasferite la crema nei singoli piatti, ponete al centro qualche pezzetto di patata, spolveratela con una macinata di buon pepe nero e legate con un giro di olio novo.

danzo da sola

Una chitarra, un ciclamino bianco e i suoi occhi di ghiaccio

ti ricordo, e pur troppo
Ancora non era arrivato.
Il momento in cui l'autunno mi tira a sè e mi avvolge nella sua coperta. Mi distoglie lentamente ma con calda saldezza dal mondo che mi circonda, portandomi per mano là nelle sue viscere, accogliendomi in quel bosco dorato e senza tempo che ben conosco.
Accoccolata ai piedi di un bitorzoluto, immaginario castagno, tra le sue foglie scrocchianti, mi perdo e scompaio.
E' quel momento di malinconia al quale non sfuggo, al quale non mi sottraggo, perchè credo che in giuste dosi questa non sia controproducente.
Un luogo, un oggetto e giù, eccoci qui, sapevo che saresti arrivato: non immaginavo di ritrovare però quel paio d'occhi, tutt'altro che gelidi, ma che scommetto essere ancora pungenti e capaci di forare l'anima.
Tra breve ritornerai là dov'eri, e il prossimo autunno non ci sarai.
Con mia buona pace.

Cari miei lettori, vi abbraccio e vi auguro un buon fine settimana.
è tardi per dirlo...

forse più di te?

da sola, nel giusto

Quatre quarts alle pere caramellate ed anice stellato

4/4 pere caramellate e anice stellato
L'anno sta invecchiando; è qui che rimira i suoi bagliori, la moltitudine dei gialli e degli arancio, dei verde bosco e dei rosso scarlatto, che a breve scompariranno in un refolo d'aria ghiacciata.
Lo strascico della sua veste regale, di niveo ermellino, sarà impunturata dal brillio delle feste: le luminarie per le strade, nastri fiocchi e rasi sui pacchi, le spille delle sciarpe lavorate a mano, i canditi dei panettoni, le argenterie sulle tavole rinnovate, i campanellini dorati appuntati sulle slitte, le stilografiche che sinuosamente spediscono auguri.

Tutto questo avverrà. Per adesso l'anno sta facendo un sonnellino.
Puntuale, come tutti i suoi fratelli, si è ricordato di un compleanno.

Il secondo compleanno di wennycara. Ho letto di molti blog che compiono gli anni in questi giorni, io ho pensato bene di non essere da meno :)
Per festeggiarmi mi sono scelta un dolce a cui facevo il filo da quest'estate, nell'attesa dei primi freddi. La ricetta è di Lucy, io l'ho solo modificata nelle dosi.

Buon compleanno.

4/4 pere caramellate e anice stellato
Quatre quarts alle pere caramellate

uova 150 g ( circa 3 medie)
farina 150 g
zucchero semolato bianco 150 g
burro 150 g
lievito per dolci 1c da tè
pere kaiser 1 media
anice stellato un frutto
per il caramello:

burro 1C
zucchero semolato bianco 1C

Preriscaldate il forno a 200°C.
Sbucciate la pera e tagliatela a spicchi grossolani. In una teglia preparate il caramello come di consueto; versate gli spicchi di pera e l'anice e lasciate caramellare a fuoco dolce, mescolando di tanto in tanto.
Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire.
Fondete il burro in un bricco. In una ciotola sbattete le uova e lo zucchero con una frusta, fino ad ottenere un composto chiaro. Aggiungete la farina, il burro e infine il lievito. Mescolate bene fino ad ottenere un composto omogeneo.
Versate nella tortiera con le pere caramellate il composto del quatre quarts e infornate.
Sfornate, aspettate un paio di minuti e rovesciate su un piatto da portata.

4/4 pere caramellate e anice stellato

Millefoglie autunnale

millefoglie autunnale di mele e patate
Credo che questo sia stato uno dei miei lunedì più squallidi: vi è mai capitato di rientrare, "supporre" che qualcosa in frigorifero o in dispensa debba esserci, e realizzare che così non è?
Ebbene, oggi neanche una mozzarella!
Per cena volevo una coccola, ma per averla avrei dovuto barcamenarmi con quello che c'era in casa, non avendo tempo per una spesa.
Qualcosa di caldo, che sapesse di autunno, che si facesse scoprire poco per volta.

Millefoglie autunnale di mele, patate e cipolle

patate a pasta gialla 1 grande o un paio medio piccole
mele staiman una (io ho avuto la fortuna di cucinarne una bio della Val di Chiana)
cipolla di Tropea 1/2
latte 1/3 bicchiere
groviera un paio di pugni, grattugiato
pepe nero macinato al momento

Preriscaldate il forno a 200°C.
Oliate una teglia ovale, di dimensioni contenute, alta non più di 5 cm e lunga circa 20.
Lavate sotto l'acqua corrente le patate, pulitele bene con l'aiuto di una piccola spazzola. Asciugatele, passatele alla mandolina.
Lavate bene la mela, tagliatela a metà e eliminate il torsolo: affettatela sottilmente, così come la cipolla.
Distribuite sul fondo della pirofila un primo strato di cipolle, proseguite con le mele e poi le patate. Continuate nella successione fino ad esaurimento degli ingredienti, avendo cura di terminare con le patate.
Spolverate con il formaggio e versate il latte; in ultimo macinate sopra il pepe.
Infornate e cuocete per 15' dopodichè abbassate la temperatura a 180°C e proseguite per un altro quarto d'ora.

Ciaccole sul bagnato (e scambio del solstizio... accorrete rapidi!)

Anna Karenina
Sono passati pochi giorni dacchè ho ricevuto il mio primo meme ed ecco che ne arriva un secondo.
Arriva da oltreoceano, da una nuova ma già cara amica, Alice.
Sarà che fuori piove, che ho dimenticato la digitale a casa, che ieri in cucina ho già dato, fatto sta che la prospettiva di fare due chiacchere confortevolmente avvolta nel piumone mi attrae proprio.

1. 6 nomi con cui ti chiamano.

Il mio nome di battesimo è Sara, non credo di averlo mai rivelato qui sul blog ma chi mi segue l'ha quasi sicuramente letto altrove, poco tempo fa.

Ho un secondo e terzo nome. Sorpresi? Proprio così.
Il mio nome esteso infatti è Sara Virginia Lucia.

Mia sorella ha l'abitudine (soltanto lei) di chiamarmi Sari.

Merenwen è parte del mio nome utente che riguarda la mia casella di posta. E' stato il mio nickname sul forum letterario che amministravo insieme ad altri amici.

Eccoci alla parte più importante per i bloggers che mi leggono: da dove arriva Wennycara. Il parto di questo nome è casuale e tortuoso: l'ha generato proprio Merenwen, poi abbreviato in Wen a sua volta vezzeggiato in Wenny. I sopracitati amici avevano intenzione di volgerlo deffinitivamente in Wennuccia ma abbiamo trovato un valido compromesso in un più dignitoso Wennycara :)

2. 3 cose che indossi in questo momento.

Ooops è sabato, mi sono appena alzata, fuori è brutto tempo quindi sto rintanata in casa: morale della storia?
Un paio di leggings melangé, le mie haflinger verde bosco e un golfino morbido morbido in lana lavorato a maglia dalla mia zia materna, color lampone.

3. Tre cose che hai fatto stanotte, ieri e oggi.

Sempre peggio!
Ieri: Inveito contro un ragazzo che scattava fotografie sull'autobus che doveva riportarmi a casa: non vorrei finire in una presentazione power point alla facoltà di media e giornalismo :\

Stanotte: Ho avuto un incubo dietro l'altro...

Oggi: Ho ammirato l'ultimo lavoro di mister f. :) compiacendomi del gran gusto che ho...

4. Due cose che hai mangiato.

Data l'ora mi permetto di includere anche la cena di ieri.
Una tatin alle patate e, stamattina, pane integrale con un'ottima marmellata di lamponi bio.

5. Due persone a cui hai telefonato oggi.

Credo di avere ancora il cellulare spento.

6. Due cose che farai oggi.

Probabilmente andare alla scoperta dei giardini qui intorno (nuova zona... :)) e, nel pomeriggio, in centro per cercare un regalo di compleanno alla sorellina.

7. Tre bibite preferite.

Acqua frizzante naturale (senza far pubblicità, una marca soltanto: è facilmente intuibile!).

Succo di pompelmo fresco.

Il centrifugato del cafè universitario della rotonda Brunelleschi: carota, mela, arancia e ginger.

8. Tre cose che desideri intensamente.

Una carriera universitaria in un ambiente meritocratico (utopia).

Essere circondata e darmi la possibilità di avere intorno persone oneste, sincere e curiose.

Una buona cena in uno dei miei ristoranti must.

Come ogni meme che si rispetti, devo passare il testimone: stavolta è abbastanza fattibile e sostenibile, le persone che possono inveire sono solo 4 :)
Chiamo in causa

Duck, di Craft-duck
Silvia, di quel che non strangola... ingrassa!
Moscerino, di Brodo di Giuggiole
Sara, di qualcosa di rosso

sperando che non me ne vogliano e comprendendo il loro eventuale declino :)
con buona pace di chi "i compiti" li ha dati e fatti!

Dicevo dello swap: è un'iniziativa di Daniela; io l'ho trovata davvero bella e ho deciso di parteciparvi e pubblicizzarla :)
L'unica cosa: se pensate di farne parte sbrigatevi a mettervi in lista, che i nominativi dei partecipanti le devono essere comunicati entro il 16 novembre (questo lunedì). Trovate le info qua. Chissà, magari ci scambieremo qualcosa!

Honest Scrap


Possibile che sia stato perlomeno un mese fa? Non avevo la certezza assoluta, ma ragionevolmente mi sentivo tranquilla, me ne stavo dimenticando.

Errore.

Un mese fa vidi per la prima volta quel simpatico, ahimè rognosissimo, simboletto dell' Honest Scrap: "seee, figurati se mai mi ci troverò implicata" pensai subito, abituata a non esser toccata da simili catene-meme o a cestinarle o interromperle crudelmente.
Invece la sorte, travestita da ricciolo biondo (:D) è venuta a bussare alla mia porta.
Non le potevo proprio dire di no, l'esitazione è stata minima, lo ammetto :)

Dopotutto può essere una via divertente per parlare di sè, o per gettare delle stelline che brillino mostrando soltanto quello che vogliamo rivelare.

1. Ho un rapporto molto particolare con la tecnologia. Parto dal principio che deve essere subordinata a me, in ogni declinazione possibile: il discriminante è la necessità d'uso, deve esserci una precisa giustificazione all'acquisto, un motivo valido che mi serva per avere fin da subito un atteggiamento "attivo" nei suoi confronti. Quando ho stabilito che mi serve davvero, allora deve avere tutte le carte in regola: svolgere a meraviglia il lavoro per il quale è stato concepito e avere un bel disegno (essì).

2. Gran parte della mia infanzia l'ho passata nella seconda casa di famiglia, all'oggi perduta, situata in una campagna bellissima.
I ricordi più vividi riguardano le estati; spesso venivano a trovarmi le mie amiche di scuola. Di una in particolare, quella che è da sempre la più vicina, conservo immagini che sono indelebili. Per dirne una: ci divertivamo a saltare su vecchie reti di materassi, mentre accanto a noi i nostri vicini di casa giravano e giravano i pomodori, che cuocevano nei pentoloni per ore con i barattoli da conserva come destinazione finale.

3. Ho praticato equitazione fin da 10 anni. Al primo anno di università mi sono regalata (essì) il mio primo (e unico) cavallo: una femmina, una giovane sella italiano sangue misto. Con lei ho trovato grandi soddisfazioni, senza velleità agonistiche (troppo anziana, senza tempo e senza soldi -tutto questo io, ovviamente!) bensì nel lavoro classico, "di scuola".

4. Ho la patente Guida Equestre. L'ho conseguita con un corso di formazione professionale e sfruttata principalmente in un centre equestre, dove ho lavorato alcuni anni. Mi occupavo sia della scuola per i bimbi e ragazzini che del settore turistico.

5. Adoro le ballerine, calzate sui piedi nudi, e lo smalto scuro scuro. Mi piacciono i contrasti e la mia pelle abbronzata dalla luna mi aiuta molto.

6. Durante la preparazione di alcuni esami universitari mi è capitato di perdere la cognizione spazio-temporale: le nottate le hanno fatte in molti, ma non so in quanti siano dovuti ricorrere al post it. L'ho utilizzato per qualunque cosa e attaccato in qualunque punto della casa.

7. La scrittura, la lettura e le arti figurative sono fondamentali per me. Ho studiato le ultime al liceo, è qui che un professore sconclusionato, un pò pittore, un pò scultore, mi fece capire quanto fosse straordinario leggere e metter su carta i corpi visti nella penombra.

8. Amo passeggiare per la mia città, scoprire angoli verdi curati e mercatini antiquari. Una mattina ho scovato una nuova bancarella al mercato di fronte alla mia facoltà: ho comprato due serviti di ciotoline monoporzione, uno stampo per tatin e qualche piatto spaiato.

9. Nella mia logica dell' "eccesso controllato" passo dall'acqua e sapone a un trucco più impegnativo come dalle birke ad un tacco 12.

10. Mi intimorisce la solitudine; sembra assurdo ma una pianta di margherite dalla corolla viola regalatami dalla persona a me più cara mi sollevò davvero moltissimo, impedendomi chissà che cosa.


A questo punto dovrei passare la palla...

Proprio non ci riesco...

Ecco, diciamo che la passo a chiunque sia arrivato fin qui a leggere e che abbia voglia di proseguire la catena.
Va bene uguale Caro? ;)

Tortino di mele d'oro

tortino di mele
Dopo la polvere si torna in cucina e si parla di mele.
Ancora???
Beh, in effetti mi rendo conto che questo autunno è veramente contro tendenza per me, quanto al fare dolci a base di questo frutto: me ne sono tenuta alla larga finchè ho potuto, mi parevano troppo banali (ecco a cosa porta far fare merende improprie ai bambini...) e monotoni.
Invece mi accorgo che si può intervenire in maniera diversa, con il risultato di avere dolci buoni buoni, rinnovati ma familiari.
E' quello che è successo con questo tortino, ricetta scovata nel già pluricitato libro di Lisa Biondi, a cui ho apportato qualche modifica.
Buon fine settimana.

tortino di mele

Tortino di mele d'oro

burro 100 g, tagliato a dadini e a temperatura ambiente
zucchero semolato bianco 100 g + 1C raso per spolverare
uova 2
farina bianca 00 150 g
lievito in polvere 2c
mele golden 1+1/2
cannella in polvere 1c

Preriscaldate il forno a 180°C.
Imburrate e infarinate uno stampo da 20 cm di diametro.
In una terrina montate a crema il burro e lo zucchero, unite le uova e mescolate fino all'ottenimento di un composto omogeneo. Cominciate ad unire a poco a poco la farina e il livito setacciati assieme. Versate il composto nella teglia; sbucciate e affettate a velo la mela. Disponete a raggiera gli spicchi, spolverate con lo zucchero e con la cannella passata al colino.
Infornate e cuocete per 40 minuti.

tortino di mele

Ho fotografato la torta stamattina, prima di far colazione. Chi ho trovato, di là, in giardino?

"Pleeease let me come in! It's freezy out here!"

freezy!

Il Tepidario del Roster... al Salone!

Tepidario_roster
Vi ricordate di questo etereo e spettrale Palazzo? E di questo appuntamento qua, del quale sono stata entusiasta partecipe?
Bene.
Durante il mio girovagare per il Salone, rapita da questo pannello qua o da quel modello là, sono incappata proprio nel nostro Tepidario: immaginate la sorpresa! Ho scoperto così che è oggetto di un intervento di restauro (e noi che ne avevamo detto peste e corna, delle amministrazioni...), esposto e chiarito in occasione della manifestazione (invece abbiamo fatto bene: sembra sempre di dover aspettare l'irreparabile prima di prendere provvedimenti...).
Ecco qui, per voi, quanto riportava il pannello dedicato al progetto di restauro del Tepidario del Roster.
tepidario roster

"Nel 1878 nasce la "Federazione Orticola Italiana" per promuovere periodiche esposizioni a carattere nazionale. E' in quest'ottica che venne deciso di edificare nel giardino sperimentale della Società di Orticoltura un grande Tepidario di dimensioni mai viste in Italia. L'incarico venne affidato all'ingengnere-architetto Giacomo Roster che già nel 1874 aveva curato una grandiosa esposizionedi Orticoltura per l'inaugurazione del Nuovo mercato di S.Lorenzo del Mengoni.

L'edificio in ferro e vetro, a pianta rettangolare con copertura a carena di nave, misura 38,50 mt. di lunghezza per 17 di larghezza con una superficie coperta di oltre 650 mq ed un'altezza massima di 14 mt.. La non semplice esecuzione dell'opera venne affidata all'intagliatore Francesco Marini di Firenze per quanto riguarda i modelli per le fusioni, le fusioni in ferro alle Officine Michelucci di Pistoia e le colonne in ghisa alla fonderia Lorenzetti sempre di Pistoia.

Il 18 maggio 1880, con il patrocinio di re Umberto e di Sua Maestà la Regina Margherita, alla presenza del Sindaco e del Ministro dell'Agricoltura, il Tepidarium venne inaugurato. Le soluzioni tecniche adottate dal Roster e la conseguente adattabilità dell'edificio ne consentirono gli usi per manifestazioni e mostre di vario tipo, da concerti musicali a mostre d'arte ed esposizioni di avicoltura.

Purtroppo per varie vicissitudini l'edificio si presentava in precarie condizioni di conservazione e in condizioni di degrado quasi irreversibile.
Il progetto di restauro, curato dal Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio, ha già visto la realizzazione di un primo lotto di lavori relativo al consolidamento statico delle strutture esistenti ed all'installazione di nuovi elementi vitrei di tamponatura, che si è concluso nel 2000, con una spesa di € 2.500.000,00.
Il secondo lotto qui esposto prevede il completamento del recupero dell'edificio, con l'inserimento di nuovi impianti tecnologici e relative centrali interrate nonchè la realizzazione di opere di finitura necessarie ad utilizzare la serra per mostre e manifestazioni temporanee, adeguandoli alla normativa vigente, così da consentire la restituzione alla città di Firenze di uno spazio veramente unico.
La spesa necessaria alla conclusione dell'opera di recupero è di € 1.800.000,00".

Polvere dorata

ben arrivato...
I tre giorni appena trascorsi sono stati magnifici.
Il fil rouge che è loro proprio è, semplicemente, la natura. Natura come realtà contingente, da indagare con veemenza e passione usufruendo dei migliori mezzi che si ha; natura come madre dispensatrice di vita, da proteggere e accudire, per poterla studiare e trarne a poco a poco le sue leggi; natura come intorno di mondo, come amo chiamare io quella infinitesima parte che via via mi circonda.
Da qui vorrei cominciare, per raccontare quello che ho ascoltato, appreso, guardato e toccato in questi tre giorni: sapete dove siamo? In quel luogo magico che tante bacche mi ha regalato :)
Adesso è tempo di castagne...

castagneto d'autunno

castagneto d'autunno

castagneto d'autunno

castagneto d'autunno



pelle

pelle

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