A cosy birthday

birthday

Oggi vorrei che fosse così.
Un desiderio l'ho già espresso, ieri sera, spengendo una candelina su una fetta di fondant nerissimo.

Il cookbook test

cookbook test
L'iniziativa la trovai fin da subito un'idea simpatica. Non avevo fatto ancora un test dacchè sono nella rete di blogger e francamente battezzarmi con questo qui mi sarebbe piaciuto, visto che riguarda una mia grande, radicata e in continuo sviluppo passione (come sapete, qui su wennycara trova ampio spazio ma sa condividerlo con una valanga di altri interessi).
Poi vennero i primi dubbi, che mi condussero ad abbandonare l'idea: scartai l'adesione mentre continuavo a leggere. Il mio cervello elaborava: no dai, accidenti che bella libreria, ben fornita, che accuratezza, e bla, bla, bla.
Insomma, non presi coscienza realmente dello stato in cui si trova la mia libreria: agghiacciante, un tonfo in pieno petto. Per me!
Io, che i libri me li porterei a letto tutti quanti, coccolandoli come una balia coi suoi bebè (nessun orologio biologico sta per scattare!) se soltanto non si sciupassero, io, che ho la mia libreria "generale" organizzata in ordine alfabetico perchè è notevole e impiegherei troppo a trovar quel che cerco, io, che la mia libreria "specializzata/professionale" la tengo ordinata per argomento eguaiachilatocca, io sono riuscita a fare qual che sto per raccontarvi con i "miei" libri di cucina!!!

1. Secondo quale logica sono stati disposti i libri di questo scaffale?
La premessa di dovere, che poi esplica ciò che testimoniano le fotografie, è che in realtà non posseggo una "mia" libreria di libri di cucina. In casa esiste LA libreria dei libri di cucina, che equivale a dire tanti scaffali sparsi per la casa più un paio di mobiletti, uno nell'ingresso e l'altro nella stanza da letto di mia mamma (che per OVVI motivi non ho fotografato).
In questi spazi si miscelano dunque gli interessi delle tre donne di casa, le loro propensioni, il loro approccio nei confronti della cucina esemplificato dai testi che comprano. Non solo: i poveri libri di settore si mescolano ad altri, decisamente "profani".
Iniziamo.
Lo scaffale della cucina, da sinistra: una rilegatura homemade dello storico Petroni,edizioni e raccolte di autori vari sulla cucina toscana, diversi libretti di Buonassisi inframmezzati da uno dei quadernetti must di casa nostra, con preparazioni scritte da me e mia sorella a pochi anni, sotto dettatura della momi.
A seguire: il primo dei volumetti sui grandi cuochi italiani e loro ricette (ignoro dove siano gli altri) poi il primo grande blocco degli so 80's guidacucina, (il secondo/terzo sono in camera della momi), un'edizione splendida dell'Artusi, una telata rosso cardinale puntualmente rivestita.
Disposti orizzontalmente, a fermare i precedenti: un libretto decisamente ben fatto sulla cucina italiana, uno su pane e preparazioni salate da cui attingo spesso e un prezioso testo sulla cucina folk umbro-toscana. Si conclude con quaderni, quadernetti e foglietti svolazzanti. Riassumendo, qui si trovano prevalentemente libri che riguardano mammà.
cookbook test
Passiamo alla vera vergogna (che oltretutto riguarda me più da vicino): il mobiletto dell'ingresso.
Qui i libri stanno insieme... agli elenchi telefonici e alle pagine gialle! Il motivo è banale: sono gli stramaledetti (in realtà sono bellissimi!!!) formati della guido tommasi (come potevano mancare), che credo creino problemi di collocazione a una buona percentuale di fruitori.
Insieme a questi si trova la maggiore quantità di quelli di mia sorella.
Lei, a sinistra, si butta su riviste formato quadrotto e la serie completa delle pubblicazioni di Allan Bay, le cui ricette segue meticolosamente (arrivando a fare un litro di besciamella per due persone, senza scomporsi minimamente). A destra il mio blocco: un paio di Trish Deseine, Roland Durand e una pubblicazione (quella che mi ha soddisfatto maggiormente) sulla cucina vegetariana. Nel quadernone ad anelli verde ci sono tutte le ricette vostre, care foodblogger mie :)
Come alcune sapranno, sono in fase di trasloco, per cui altri (Deseine, Hay) sono a casa di mister f. .
cookbook test
L'ultimo scaffale, della libreria "famigliare": questo fa ridere e mettere le mani nei capelli, arrendendosi di fronte al caos che regna sovrano. Qui il misto cresce ancora, i libri di cucina convivono con i testi scolastici della momi, pubblicazioni artistiche da troppi euro, l'opera omnia di Dante e i testi universitari di papà.
In sintesi: ancora libri di cucina etnica, folk, sale & pepe con le raccolte che ritengo migliori , Ada Boni e lo scartocciatissimo Lisa Biondi.

2. Quale libro raccomanderesti ad un amico/a che si intende di cucina?
I grandi ricettari della cucina italiana, per assaporare e riassaporare la nostra storia: Petronilla, Il cucchiaio d'argento.

3. Quale ad un principiante che ama la cucina e vorrebbe imparare?
Sicuramente Ada Boni. Da seguire puntualmente. Sono fatta così, se vogliamo un pò rigida: se si vuole imparare una cosa si fa con tutti i crismi e col rispetto che chiede. Oltretutto trovo Ada Boni molto femminile e elegante.

4. Il più indicato per "cucinoterapia".
Un testo che ahimè non trovo più (utile, eh?), che spiegava come coltivare un piccolo orto o erbario per poi cucinarne i frutti... mi manca tanto!

5. Quale di questi libri ti ha reso quello che sei?
Tutti e nessuno: un mix caleidoscopico che ha una tendenza ben chiara ma ancora non si è (non vuole) definitivamente formata.

6. Il libro di cucina più bello esteticamente? E altrettanto valido come ricettario?
Difficile scegliere. In ogni caso la scelta andrebbe effettuata all'interno della Guido Tommasi, hanno una politica grafica eccellente.

7. Se ne potessi salvare solo uno?
Il libretto verde con le ricette della famiglia, che è passato di mano in mano da diversi anni: ognuno di noi ha scritto qualcosa lì dentro.

8. Se fossi un libro di cucina, o una collana, quale saresti?
Un libro che non è stato ancora pubblicato e mai lo sarà: il ricettario di Christian, nostro chef per un'estate :)

Se avete avuto la pazienza di leggervi TUTTO fin qui, vi meritate un bacione!

Gamberi e peperoni in agrodolce su basmati in bianco

gamberoni
Con questo post mantengo allegramente e con tanta gioia una promessa fatta tempo fa (lo faccio sempre, sono gli intervalli temporali a subire imprevedibili dilatazioni o contrazioni:)).
Serve dire che wennycara non è e non vuol essere un foodblog (quasi mi vergogno a scriverlo)? Mi capita di postar ricette, la cucina è una mia passione, ma di foodblog voglio veder crescere soltanto i vostri, la vedo più appropriata come cosa :)
Comunque, ecco qui la ricetta. Baci!

gamberoni
Gamberi e peperoni in agrodolce su basmati in bianco

riso basmati 150 g
code di gamberone 400 g
peperoni 1\2 rosso + 1\2 verde (se volete ottemperare alle indicazioni cromatiche :))
cipollina fresca 1
aceto di riso 1 C
miele d'acacia (o altro molto delicato) 1\2 C
olio evo 1 C abbondante
sale
pepe

Pulite i crostacei: sgusciateli e lavateli bene.
Lavate e mondate i peperoni dopodichè tagliateli a listarelle.
In una casseruola tostate il riso per un paio di minuti in un giro d'olio evo, aggiungete 350 ml di acqua, salate e coprite, portando a cottura senza mescolare mai.
Affettate a velo le cipolline e fatele imbiondire in poco olio. Aggiungete i peperoni e fate insaporire un paio di minuti.
In una ciotolina mescolate insieme l'aceto con il miele, il sale e il pepe e unitela ai peperoni: mescolate un paio di volte, coprite la pentola e lasciate cuocere per una decina di minuti (i peperoni devono ammorbidirsi). Aggiungete le code di gambero, cuocetele per qualche minuto e spengete il fuoco.
Io impiatto individualmente: gamberi e peperoni a nanna sul riso :)

gamberoni

Sergio Cerchi

Non mi era mai capitato di ricevere un dono del genere.
Nonostante abbia da sempre una viva passione per le arti (figurative e non), che ho concretizzato in forma educativa frequentando il liceo artistico (prima che fosse corrotto tramutandosi in una disgraziata, squallida e deprimente copia di uno scientifico, senza latino e con meno matematica) e successivamente la facoltà di Architettura (che versa in condizioni ancora peggiori, se è possibile), niente di lontanamente simile era mai entrato a far parte "delle mie cose".
mister f. ieri sera mi ha rinchiusa in camera per una decina di minuti dato che "ho qualcosa per te ma lo devo sistemare"; lo sentivo scartare e spostare, muoversi per il corridoio, il ripostiglio e il salone. Ho pensato che stesse trafficando con qualche vestito impalpabile, oggetto di miei chissà quali e quanti spassionati commenti durante le passeggiate di rientro la sera tardi, uscendo da Grom con un paio di coppette straripanti di crema, fondente e vaniglia, con l'immancabile biscottino di meliga a mò di palettina.
Mi scuote da questi voli immaginari spalancando la porta e entrando trionfante: "vieni". Eccomi si, arrivo.
Eccolo lì, appoggiato sul massello scuro del grande tavolo.
Il trittico di Sergio Cerchi, Uccelli V.
Chi in vita sua ha perso i sensi almeno una volta capirà bene lo stato d'animo con cui ho accolto quello che mi si parava di fronte: non mi ricordo niente. Buio. Non saprei descrivervi le sensazioni che dentro di me si sono affollate. Un impasto di emozioni, neanche un groviglio, che bene o male, con più o meno pazienza, prima o poi riesci a dipanare. Realmente senza parole. Ero consapevole unicamente del fatto che qualcosa di estremamente bello era accaduto: un gesto di rara bellezza quello di mister f., che ha ne ha portata ancora nella mia vita.

Vidi questo trittico su tela alla galleria Pananti di Firenze, qualche mese fa. Adesso aspetto di metterlo qui :)
Purtroppo in rete non ci sono immagini accettabili, ho quindi scansionato per voi la copertina dell'ultimo catalogo. Il quadro che mi è stato regalato si trova nella virtuale sala 8 del sito dell'artista, a destra, Trittico Uccelli V.

Sergio Cerchi (1957) è nato a Firenze, citta' in cui tuttora vive e lavora. Si è diplomato all'istituto d'Arte di Porta Romana ed ha frequentato i corsi del Conservatorio Cherubini. La sua formazione ha compreso fin da giovanissimo esperienze contigue di musica ed arti visive: due passioni inscindibili, coltivate con tenacia e determinazione, che lo hanno portato a frequentare le botteghe di alcuni artisti ed a suonare in varie formazioni musicali. Ha iniziato a dipingere intorno a 15 anni, sperimentando tecniche e approcci diversi, fino alla maturazione di un suo stile personale. "Figure e geometrie" compongono la sua visione del reale, contrassegnata da una spinta etica che esprime valori non solo artistici, ma filosofici, storici e psicosociali. Dai primi lavori pittorici con paesaggi e vedute, si è evoluto verso evocazioni "cubiste" e rielaborazioni del proprio vissuto, che hanno radicalmente mutato l' impianto materico e coloristico. Soggetti e sfondi si moltiplicano nella sua pittura come su di un pentagramma musicale, sfumando orizzonti piani e volumi, in cui figure e particolari emergono leggibili e composti in modo affatto originale. Cromie di colori ad olio, dalle calde tonalita' di rossi carminio, mescolati a sfumature ocra, a verdi antichi e blu con sapienti ombreggiature di grigi luminosi, danno corpo ad elementi petrosi, scultorei, emblematici delle materie e sostanze dei più grandi maestri dell'arte dai Primitivi al Rinascimento, di cui si nutre appunto la poetica e la pittura di Sergio Cerchi.

Moelleux au chocolat

moelleux au chocolat
C'è buongiorno e buongiorno.
Aprire gli occhi con la promessa di uno di questi dolci per me equivale a partire con il piede giusto. Nonostante sia estate me li assaporo ancora bellamente: apprezzo il tiepidino che lasciano in bocca...
Stamattina mi accompagnavano le parole (a me nuove, è uno scrittore che non conosco troppo) di Lovercraft: una coppia stramba, non vi pare?

Moelleux au chocolat

cioccolato fondente 70% 150g
burro 140g
uova 3 intere (da ricetta: la prossima volta ne userò 2 intere+ 1 tuorlo)
zucchero 100g
farina 00 30g
pangrattato qb
sale un pizzico

Passate al coltello il cioccolato riducendolo in scaglie. Trasferitelo in un pentolino assieme allo zucchero e al burro ridotto in piccoli pezzi e a temperatura ambiente. Sciogliete il tutto a fuoco dolcissimo o a bagnomaria, mescolando continuamente.
Quando il composto si sarà sciolto del tutto togliete dal fuoco, lasciate intiepidire e aggiungete le uova, una alla volta, continuando a mescolare bene. Unite la farina setacciata e il sale, mescolate ancora: il composto dovrà essere liscio e perfettamente omogeneo.
Imburrate gli stampini utilizzando pochissimo burro (oppure spennellatene l'interno con olio evo) e spolverateli con il pangrattato, battendoli poi leggermente per eliminare quello in eccesso.
Suddividete il composto a base di cioccolato negli stampi, copriteli con della pellicola e riponete in freezer.

Dato che il dolce vuole essere mangiato appena sformato (il che significa subito dopo la fine del tempo di cottura previsto, non bisogna assolutamente aspettare che si raffreddi) conviene programmare bene lo scongelamento/cottura. Io li ho preparati ieri sera, hanno passato la notte in freezer e stamattina me ne sono cotto uno per colazione: tenete presente comunque che devono riposare in freezer almeno tre ore.
Occhio alla cottura: io mi sono trovata benissimo con questi tempi e temperture. Viene una bella crosticina e il cuore rimane struggentemente fondente!
Quindi riscaldate il forno a 220°C e cuocete per 16'. A forno spento attendete qualche momento poi sformate direttamente sul piattino individuale.
moelleux au chocolat

Le Cascine di Tavola: una passeggiata

cascine_tavola_satellite
Eccoci qua, come promesso: vi porto con me a fare un giro in questo parco che ho scoperto essere enorme e meraviglioso.
Ci sono due ingressi: noi partiremo da quello di via Traversa il Crocifisso, segnato sulla mappa con la A e arriveremo fino all'estremo sud delle cascine, ovvero poco prima del galoppatoio che vedete in basso. Non spenderò tante parole, anzi quasi nessuna perchè le immagini si commentano da sole e da sole riescono a richiamare l'attenzione.
Vorrei soltanto ripetere brevemente quello che ho accennato nel post precedente: le Cascine di Tavola rientrano in un vasto progetto denominato "Parco della Piana", un intervento che si propone di creare e mantenere un polmone verde carico di storia all'interno della Piana stessa.
Se credete che possa essere interessante potrei parlarne diffusamente con piccoli "post puntata", riguardo la loro storia e i singoli indirizzi progettuali previsti.
Qui vi dico soltanto che l'intervento più urgente prevede il riallagamento (con acque adeguate) della rete di canali e fossi che attraversa tutta la tenuta e che fin dalla sua nascita ne è stato carattere peculiare: ecco perchè tanti ponti e passerelle, che molto spesso si propongono come veri esperimenti perfettamente riusciti strutturali-ingegneristici o prettamente formali-architettonici. Andiamo?

p.s.: vi rimando alla mia pagina su flickr per le descrizioni delle singole immagini.

cascine di Tavola_passerella sul viale dei Lecci
cascine di Tavola_ponti in stato di rudere sul viale dei Lecci
cascine di Tavola_ponti in stato di rudere sul viale dei Lecci_
cascine di Tavola_ingresso dal viale dei Lecci
cascine di Tavola_passerella dissestata sul viale dei Lecci
cascine di Tavola_Canale della corsa
cascine di Tavola_il podere del Caciaio
cascine di Tavola_lungo il canale
cascine di Tavola_il viale del Caciaio
cascine di Tavola_il viale del Caciaio_
cascine di Tavola_la darsena
cascine di Tavola_la darsena_
cascine di Tavola_il campo da golf
cascine di Tavola_al termine del viale del Caciaio
cascine di Tavola_oltre le cascine
cascine di Tavola_la villa medicea con i sigilli
cascine di Tavola_oltre le cascine_
cascine di Tavola_il primo ponte in ferro
cascine di Tavola_il primo ponte in ferro_
cascine_tavola_flora
cascine_tavola_flora_
cascine di Tavola_ponti e passerelle
cascine di Tavola_ponti in stato di rudere
cascine di Tavola_il ponte dell'ombrellino

Stamattina...

in tre
... entrava una luce così bella dalla porta finestra della cucina che ho immediatamente pensato di dover fotografare qualcosa. Eccolo lì, il cestino delle fragole: finalmente siamo riusciti a trovarne di veramente buone; sarà per questo ma ci paiono anche più belle di quelle del super. Una ragione in più per eleggerle a mie modelle.
Scatto, scatto.
Vi lascio queste immagini, quelle in cui il mio gatto si era stufato di fare incursioni di fronte all'obiettivo, augurandovi un sereno fine settimana.

eccola là
in tre per te

Crostata di sambuco

crostata
Un pomeriggio stanco quello di oggi.
E' un periodo lavorativo intenso, la pesantezza non è data tanto dalla quantità (che eppure non è indifferente) ma dalla molteplicità di persone con le quali devo relazionarmi, ognuna della quale richiede uno spazio e dei tempi particolari, i suoi e quelli di nessun altro.
Un "multitasking" che mi porta una certa fatica insomma :)
Ecco perchè, rovistando nel quaderno di ricette con la copertina verde, ho cercato qualche dolce estremamente semplice eppure soddisfacente. Talmente semplice da essere quasi "spontaneo".
Ho scelto una crostata, non ortodossa perchè è pure senza le strisce, una docile frolla che fa da culla a una delle marmellate che amo di più, quella di sambuco (ho promesso la ricetta, arriverà :)).
Lasciare la ricetta? Mi vergogno quasi, una frolla la saprete fare sicuramente. Ad ogni modo riporto le dosi, le ho trovate buone: base friabile e non troppo burrosa, soltanto perchè è estate e è bene stare leggeri. Una volta impastata, mentre fa la nanna in frigo, potrete consultare la vostra dispensa e scegliere la marmellata che più vi si addice per quel pomeriggio, come se fossero vestiti.

p.s.: per lo stampo che ho (24 cm di diametro) la frolla era troppa: l'ho utilizzata per dei biscottini.

cerniera
Crostata di sambuco

farina 300 g
burro 150 g
zucchero semolato bianco 80 g
uovo 1
marmellata di sambuco un paio di C

Fate la frolla come di consueto: in una ciotola mischiate la farina con lo zucchero, unite il burro tagliato a dadini e cominciate a lavorare velocemente con una forchetta, unite l'uovo e finite poi di sbriciolare il composto con le dita, in pochissimo tempo. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciate riposare in frigo per una mezz'ora.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Riprendete la frolla e stendetela, trasferitela nello stampo (imburrato e infarinato o rivestito di carta da forno), premete bene ai bordi rialzandoli un poco. Versate al centro la marmellata distribuendola poi su tutta la superficie.
Infornate per 35 minuti.

in riga

Le Cascine di Tavola: un invito

Qualcuno di voi conosce il Parco della Piana?
Sarebbe più corretto rivolgere la domanda a qualche pratese, fiorentino o campigiano ma chissà, magari quest'iniziativa è già arrivata agli orecchi di qualcun'altro...
Il Parco della Piana è un progetto che vede coinvolti gli Enti della Regione Toscana, le Province di Firenze e Prato, i Comuni di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio ma sopratutto, per esplicita dichiarazione, tutti i cittadini che siano abitanti del luogo o semplicemente interessati.
E' dal 2005 che vengono profuse energie nella creazione di un vero e proprio parco "peri-urbano", con l'intenzione di valorizzare il territorio occupato dai Comuni sopracitati evidenziandone i caratteri paesaggistici e ambientali, storici e culturali, al fine di rendere questo territorio "vivo e per tutti".
Lo strumento principe di tale progettazione è la partecipazione attiva della cittadinanza: ecco perchè vengono proposte frequenti assemblee e visite guidate. Attraverso questo post vorrei invitarvi alla prossima, che anche se non siete direttamente coinvolti con l'operazione generale, può rappresentare una piacevole proposta per il prossimo sabato pomeriggio.
Previa prenotazione (055/4383438 o partecipazione@parcodellapiana.it) infatti è possibile partecipare alla scampagnata che si terrà alle Cascine di Tavola (Prato) sabato 13 giugno: una camminata di qualche ora immersi in un parco secolare punteggiato da numerosi edifici storici. All'interno di uno di questi ha sede il Centro nazionale per la ricerca e comunicazione sull'educazione sensoriale, alimentare e del gusto fondato dallo Slow food di Prato.
Vi lascio qui sotto i dettagli per raggiungere le Cascine e il link al sito. Spero di incontrarvi!

http://www.parcodellapiana.it/

Ritrovo_ ore 16.00 presso il parcheggio di via Traversa del Crocifisso (Prato).
Da Firenze prendere l'Autostrada A11, direzione Pisa, ed uscire a Prato EST verso SP126/Viale Leonardo da Vinci. Mantenere la sinistra al bivio e seguire le indicazioni per Montemurlo/Castiglione della Pescaia/Prato/Vernio/Vaiano ed entrare in SP126/Viale Leonardo da Vinci. Alla rotonda, prendere la quarta uscita (Via Enrico Berlinguer), ed attraversare 3 rotonde; Alla rotonda, prendere la prima uscita (Via Aldo Moro) e attraversa 2 rotonde. Proseguire su Via del Ferro, svoltare leggermente a sinistra in Via di Baciacavallo. Alla rotonda, prendere la terza l'uscita (Via Roma) e svoltare a destra in Via Traversa il Crocifisso.

Girelline al latte

girelline
Bonjour!
Stamattina mi sono svegliata con un raffreddore epocale. Fortuna che ci sono le mie girelline a tenermi su il morale...
Sono dei panini dalla mollica abbastanza compatta, con una superficie perfettamente liscia e leggermente dorata: stanno bene con marmellate e confetture tanto quanto con formaggi cremosi o affettati :) (io ne ho spolverato uno con zucchero bianco prima di farcirlo con la confettura di pesche di mia zia, buonissimo!).

girelline
Girelline al latte
per 16-20 girelline

farina di frumento 750 g
latte tiepido 450 ml
burro morbido 25 g
lievito secco 20g
zucchero 1 c
sale 1c

Mischiate la farina con il sale e amalgamatela al burro in una ciotola capiente.
Sciogliete il lievito di birra nel latte, unite lo zucchero e lasciate riposare per circa15 minuti (diventerà spumoso).
Unite il latte al composto di farina e mescolate fino ad avere una pasta omogenea. Trasferite su una spianatoia leggermente infarinata e lavorate l'impasto per una decina di minuti, fino ad ottenere una pasta morbida e elastica.
Dividete la massa in 16 o 20 (a seconda dei gusti: quelle che ho fatto io sono il risultato di una divisione dell'impasto in 16 pezzi) e date loro la forma di girelle. Disponetele sulla teglia da forno ricoperta di carta da forno e lasciate lievitare il tempo necessario perchè raddoppino di volume.
A piacere spennellate la superficie con acqua e latte in parti uguali.
Infornate a 200°C per 15-20 minuti.

girelline

girelline

Tea with me

Tea with me
Può essere davvero sorprendente quanto il tempo riesca a condizionarci.
Il tempo come quarta dimensione, il tempo codificato e offerto dalla nostra società madre.
Il tempo e la speculazione, matematica e fisica, filosofica e religiosa.
Il tempo su cui speculare: un modello di vita, quello occidentale, improntato all'ottimizzazione in una logica di "organizzazione economica". La lontananza dalla possibilità di vivere qualitativamente in un mondo accelerato e vorticoso, i numeri funamboleschi di un corpo e di un cervello in punta di piedi troppo spesso, sulla fune sottile tirata tra doveri di oggi in previsione di premi futuri.
L'estraneità disarmante con la quale accade di reagire e di coltivare le necessarie relazioni.
Se ho la luna storta posso ritenermi fortunata, perlomeno il colpevole è un tempo vergine, assoluto e impassibile.
Il tempo ciclico, la ripetizione che genera certezza, che chiamiamo naturale o tradizionale.
Il tempo siderale, tanto distante e incomprensibile quanto confortevole e rassicurante.
Un tramonto o un cielo stellato possono non essere soltanto melensi passatempi da fidanzatini.
Tea or what?

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