Il Tepidario del Roster... al Salone!

Tepidario_roster
Vi ricordate di questo etereo e spettrale Palazzo? E di questo appuntamento qua, del quale sono stata entusiasta partecipe?
Bene.
Durante il mio girovagare per il Salone, rapita da questo pannello qua o da quel modello là, sono incappata proprio nel nostro Tepidario: immaginate la sorpresa! Ho scoperto così che è oggetto di un intervento di restauro (e noi che ne avevamo detto peste e corna, delle amministrazioni...), esposto e chiarito in occasione della manifestazione (invece abbiamo fatto bene: sembra sempre di dover aspettare l'irreparabile prima di prendere provvedimenti...).
Ecco qui, per voi, quanto riportava il pannello dedicato al progetto di restauro del Tepidario del Roster.
tepidario roster

"Nel 1878 nasce la "Federazione Orticola Italiana" per promuovere periodiche esposizioni a carattere nazionale. E' in quest'ottica che venne deciso di edificare nel giardino sperimentale della Società di Orticoltura un grande Tepidario di dimensioni mai viste in Italia. L'incarico venne affidato all'ingengnere-architetto Giacomo Roster che già nel 1874 aveva curato una grandiosa esposizionedi Orticoltura per l'inaugurazione del Nuovo mercato di S.Lorenzo del Mengoni.

L'edificio in ferro e vetro, a pianta rettangolare con copertura a carena di nave, misura 38,50 mt. di lunghezza per 17 di larghezza con una superficie coperta di oltre 650 mq ed un'altezza massima di 14 mt.. La non semplice esecuzione dell'opera venne affidata all'intagliatore Francesco Marini di Firenze per quanto riguarda i modelli per le fusioni, le fusioni in ferro alle Officine Michelucci di Pistoia e le colonne in ghisa alla fonderia Lorenzetti sempre di Pistoia.

Il 18 maggio 1880, con il patrocinio di re Umberto e di Sua Maestà la Regina Margherita, alla presenza del Sindaco e del Ministro dell'Agricoltura, il Tepidarium venne inaugurato. Le soluzioni tecniche adottate dal Roster e la conseguente adattabilità dell'edificio ne consentirono gli usi per manifestazioni e mostre di vario tipo, da concerti musicali a mostre d'arte ed esposizioni di avicoltura.

Purtroppo per varie vicissitudini l'edificio si presentava in precarie condizioni di conservazione e in condizioni di degrado quasi irreversibile.
Il progetto di restauro, curato dal Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio, ha già visto la realizzazione di un primo lotto di lavori relativo al consolidamento statico delle strutture esistenti ed all'installazione di nuovi elementi vitrei di tamponatura, che si è concluso nel 2000, con una spesa di € 2.500.000,00.
Il secondo lotto qui esposto prevede il completamento del recupero dell'edificio, con l'inserimento di nuovi impianti tecnologici e relative centrali interrate nonchè la realizzazione di opere di finitura necessarie ad utilizzare la serra per mostre e manifestazioni temporanee, adeguandoli alla normativa vigente, così da consentire la restituzione alla città di Firenze di uno spazio veramente unico.
La spesa necessaria alla conclusione dell'opera di recupero è di € 1.800.000,00".

4 commenti:

  1. Tu che sei del settore cosa ne pensi? Si tratta di un progetto valido? Io tremo sempre quando si mettono le mani su questo genere di cose... A commettere uno scempio ci vuole un nulla...

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  2. @Carolina: è difficile da dire, sai. Quando si parla di "adeguamento alle normative" di un oggetto del genere non si sa bene come verrà fatto... pensa soltanto, per dire, ai maniglioni antipanico o alle rampe di accesso per i disabili.
    Certo che il primo lotto dei lavori non è che sia stato rassicurante: nel mio precedente post, se guardi alle colonnine vedrai che non sono del tutto integre (e invece hanno parlato di consolidamento...) e quello che hanno chiamato "elementi vitrei" (le finestre, giù!) si sono già rotti in più punti.
    Il modello e i disegni parrebbero buoni ma si sa, tra il dire e il fare in questo caso ci sono le Amministrazioni, con tutte le loro magagne (e qui da noi non siamo fortunati, ecco l'ho detta!).
    Baci :)

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  3. brava, bravissima, che bella inviata che sei!

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  4. @simo: grazie cara, un abbraccio!

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