Pan d'amarene

amarene
Tenere due post del genere troppo a lungo mi spaventa. Ci ho pensato ieri sera.
Così ho deciso di rivoltare la frittata, di impegnarmi in una nuova preparazione alla ricerca di un indiscutibile successo. Cosa di meglio che utilizzare le amarene di montagna che avevamo raccolto? In parte ce le siamo mangiate nature, in parte sono finite sotto zucchero e in parte in questa delizia.
Stando alle notizie che ho potuto reperire, questo tipo di dolce ha origine nell'Antica Roma, diffondendosi poi in diverse regioni prettamente agricole francesi e italiane in altrettante declinazioni.
Io ho provato questa e l'ho trovata davvero deliziosa.
Buon fine settimana!

Pan d'amarene

pasta di pane* 600 g
amarene mature 500 g
zucchero 50 g
limone un pizzico di scorza grattugiata
burro qb (100 g)**

Snocciolate le amarene ben lavate; rigiratele nello zucchero mescolato alla scorza di limone.
Stendete la pasta in una tortiera leggermente imburrata quindi con un bastoncino praticate dei piccoli crateri sulla superficie, introducendo in ognuno un'amarena zuccherata e un pizzico dello stesso zucchero.
Quando la pasta è zeppa di frutta spolverate con lo zucchero rimasto e un filo di burro fuso.
Infornate a 160° C e cuocete per 40 minuti.
Quando la torta è cotta e dorata pennellatela con un cucchiaio di acqua e zucchero per renderla lucida e trasparente.

*credo che ognuno di voi abbia la sua ricetta; magari più avanti posto comunque la mia.
** nella ricetta è annotato che per ottenere un risultato più "gradevole" (l'aggettivo che è utilizzato) alla pasta di pane può essere aggiunto il burro.

amarene

6 commenti:

  1. Ma si trovano ancora le amarene??? No, perché questa stiaccia è imperdibile!!! Anche se non posso contare su un vasetto colmo invitante come il tuo...

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  2. In effetti al super non se ne vedono, io ho potuto contare su quelle "bio" raccolte in montagna, dove tutto è sempre un pò indietro :)

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  3. Una torta con la pasta di pane, che bello !!! Non ne ho mai fatto una, ma proverei volentieri e poi adoro le amarene, a trovarne ! Un bacio alla mia bella Wenny

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  4. Marilì, pensiamo a un frutto che sia di stagione a fine estate e poi la proviamo :)
    Le torte fatte così rientrano in quelli che considero cibi "rassicuranti"...

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  5. Mmm, come mi piace questo...
    Sai, che prima di partire ho preparato le "ciliegie sotto spirito"?! Una ricetta che parla dell'infanzia e della giovinezza di mia mamma e dei miei zii. Mia nonna (la loro mamma) ne preparava dei gran barattoloni che poi lasciava a macerare per 3 mesi... Trascorso quel periodo, quando meno se lo aspettavano, lei le tirava fuori come magie dal cilindro del prestigiatore. La loro era una famiglia molto umile e quelle ciliegie rappresentavano una festa...
    Purtroppo mia nonna me la sono goduta solo per pochissimi anni. Mia mamma si rammarica ancora oggi di non aver preso appunti di quelle ricette così semplici (ad esempio le ciliegie o la marmellata di mele cotogne), ma a lei tanto care. Così io tento e ritento finché lei non mi dice: "è come quello della nonna Peppina". A quel punto sono soddisfatta, perché so che l'ho fatta felice.
    Scusa, mi sono dilungata... Ma hai fatto affiorare ricordi. Bello, no?!
    Buona serata cara!

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  6. Carolina, che bel commento, grazie.
    Trovo affascinante il legame che si instaura tra le donne e la loro cucina, i loro sapori, colori e accostamenti, profumi e preparazioni personali. Altrettanto magico è il riflesso che questo ha sulle generazioni che si succedono al'interno della famiglia: questo è un'aspetto della tradizione a me molto, molto caro.
    Un abbraccio :)

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