Un conto da pagare

Helios, Thierry Teneul, 2002
Venerdì mattina stavo preparando un cake, un salato esperimento, bellamente ignara del fine settimana che mi attendeva. Tutto faceva attendere un paio di giorni deliziosi e speciali, tra scelte importanti per il futuro prossimo prese con serenità e distensione. Il tutto condito da un'esperienza gastronomica di tutto rispetto. Così, mentre il mio figliuolo dormicchiava in forno mi sono messa a sfogliare il mio enorme libro di cucina vegetariana: appena aperto scivola via un foglio, un articolo di giornale un pò stropicciato. Mi basta un'occhiata perchè si accenda un sorriso. "E' così bella e silenziosa, con una promessa di maestosità chè la rende degna di rispetto fin d'ora, proprio adesso che sta nascendo e alzando il capo sfolgorante, ammantata di tutto quel verde smeraldo".
Stavo guardando una fotografia della Cattedrale vegetale (Mauri Giuliano, Progetto Arte Sella, Trento, 2001, http://www.artesella.it), che fin da quando l'ho conosciuta si è ritagliata uno spazio dentro di me.

La cattedrale Vegetale, Giuliano Mauri, 2001
Quella bellezza lì però, per quanto esclusiva e regina del suo intorno, non sarebbe da ritenersi alla stregua di un solitario, di una pietra preziosa incastonata nel bel mezzo di una corona che col suo splendore offusca gli altri pezzi. La strada della prevaricazione, a volte sostenuta inconsapevolmente o accettata remissivamente dagli altri, la trovo controproducente in ogni caso e per chiunque. In questo fine settimana ho avuto purtroppo modo di sentirla in modo vivido in prima persona, di avvertirne il dolore e il dispiacere che porta, lo sforzo che è richiesto per fronteggiarne i risultati e per riportare sui binari della ragionevolezza e dell'intelligenza le discussioni nate a causa di certe scelte.
Sia chiaro che quell'intreccio poetico, lirico nel suo geniale virtuosismo della Cattedrale mi ha dato il la per queste considerazioni, per questo loro scrosciare su vita vissuta che esulano completamente dal discorso artistico che si dovrebbe fare se si volesse continuare a tenere come centro quell'oggetto.
E' con amarezza che sono costretta a fermarmi su ben altri punti, che assumono i caratteri di un'arena solo in potenza: i colpi bassi o le irose provocazioni della prepotenza vengono messe a tacere e in scacco in maniera estremamente elegante e senza sbavatura dal buonsenso, dalla freddezza, dalla diplomazia o più semplicemente dall'intelligenza. Costa fatica, tanta fatica, sopratutto quando poi ti trovi a far da paciere e a gestire equilibri precari che si rovesciano come una caraffa di vino, macchiando platealmente quella che dovrebbe essere il luogo principe della condivisione, la tavola attorno al quale si riunisce la famiglia.
Tutto questo è stato chiuso dalla silenziosa contemplazione di un pezzo d'arte, di fronte al quale quest'animo un pò corrotto si è inginocchiato. Per un momento, certamente, perchè il lavoro sarà lungo, di mesi e di anni forse.
Quello che conta è il lento progresso.
Après le chaos, Bob Verschueren, 2006

Tutte le fotografie sono tratte dal sito http://www.leciliegie.it/

3 commenti:

  1. Eccomi qua, come promesso, per la merendina, ero venuta con quell'aria un po' sbarazzina di chi, camminando nell'aria gelida pensa a una bella fetta di ciambellone nel tè o nel cioccolato caldo e invece...ti trovo wennycara amareggiata e un po' ferita. Sono le prove della vita, anche queste, e io ti auguro di spuntarla, così come dici tu stessa, con intelligenza e con la forza di chi sa aspettare. Un bacino consolatorio e solidale

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  2. Ti leggo amareggiata, eppure, paradossalmente, serena, calma, ragionevole nel valutare la prova che ti viene proposta... Ti ringrazio di avere, al di là di tutto, condiviso con noi queste belle immagini... Un bacio

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  3. Grazie ad entrambe, siete molto care.
    Un abbraccio forte :)

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