Tante piccole cose


Se è vero che ognuno di noi è fatto di tante "piccole cose" è vero che le combinazioni di queste possono essere infinite, garantendo l'unicità di un essere umano nonostante tutto quello che può esser detto, sull'appiattimento e l'omologazione della personalità, sull'adeguamento al trend del branco giovanile dimenticando con questo l'affannosa ricerca della tendenza che talvolta si manifesta negli adulti.
La bellezza propria esiste, l'ho sostanzialmente sempre riferita a quello che ci portiamo dentro fin dal giorno del nostro primo comple-istante. Dopotutto siamo onesti, chi non ha avuto il periodo del "me lo metto perchè è figo"? Pochi penso, c'è qualcosa di male? 
Nel suo acuto e intrigante romanzo "Leoni alla Lamb House", che narra le vicende immaginarie di due grandi pensatori (Freud e James), Yoder jr immagina che Henry James, parlando del rapporto che uno scrittore ha tra la realtà e la finzione letteraria, si riferisca a una "membrana osmotica" a causa della quale, col passare del tempo, si arriva a confondere i due universi. 
Ho trovato quest'immagine di una chiarezza e incisività lodevole, tanto che astraendola dal suo contesto la riutilizzo già qui: quello che siamo dentro passa all'esterno, passa e basta, anche se ci mettiamo addosso "l'impermeabile" per passare inosservati e sotto silenzio qualcuno si accorgerà sempre di qualcosa. Ed è un bene: nessuno può essere davvero dimenticato; è forse possibile? C'è l'assolutezza in questo campo per l'uomo? 
Tante piccole cose insomma, che ci richiamano gli uni agli altri, che educano i nostri occhi e svegliano la sensibilità, esigono attenzione e dedizione per regalarci in cambio la coscienza e la comprensione dell'altro.
A piccole, piccolissime gocce è vero, ma abbiamo una vita a disposizione quindi basta decidere, il tempo non è così insufficiente. 


Le foto pubblicate sono proprietà di Camille Godon http://www.baguenaude.fr/

2 commenti:

  1. Wennicara, hai proprio ragione, e a proposito di scrittori (Henry James è uno dei miei miti), ieri sera sentivo un intervento di Tabucchi a Anno Zero e la frase che mi ha colpita di più è stata : "tutto c'entra con tutto". Non è illuminante ? Dentro e fuori, noi e gli altri, i fatti che si susseguono nel tempo e nello spazio, i piccoli dettagli. E allora ci vuole il coraggio di capire e di aprirsi al tutto in un continuo divenire... Ti lascio un abbraccio forte

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  2. Cara Marilì,
    è proprio vero che il genio e la sensibilità di un'artista (di uno scrittore in questo caso) riescono ad anticipare e a condensare in poche parole sentimenti grandi.
    Ecco perchè è così bello leggere :)

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