Scegliere e lasciare andare, scegliere senza dimenticare

A dispetto del titolo, simile a uno scioglilingua, questo è un post semplice, breve e ciononostante carico d'affetto. Un post tributo a tutti i miei libri, proprio a tutti. Nell'aria già respiro il cambiamento, i giorni scorrono e stringono i tempi suggerendo di preoccuparsi di provvedere per degli scatoloni, di pennarelli indelebili per mettere ogni cosa al suo posto nella speranza di ritrovarla a colpo sicuro dopo. Probabilmente come spostamento sarà più dilazionato di quel che penso, fatto sta che oggi, per la prima volta rientrando in camera, mi sono accorta della mole non indifferente della mia libreria.
Per loro è cominciata una prima selezione, un posto d'onore lo avranno quei libri letti e riletti che riescono a farsi riprendere in mano con una cadenza apparentemente casuale. Poi quelli "settoriali". E via così.
Nessuno di loro sarà dimenticato, anche se non avrò le pagine a disposizione sotto le dita, mi porterò dentro la storia di cui sono umili servitori.


Approfondimento: il Fanelli.

"Gli architetti viennesi si impegnano sul tema del rivestimento in lastre (Plattenverkleidung) di materiale lapideo sollecitati dall'idea di Wagner di una configurazione a tavola della superficie. Peculiarità del rivestimento lapideo wagneriano è l'estrema riduzione dello spessore delle lastre -in generale due centimetri- che elimina ogni ammorsatura di elementi del rivestimento nella muratura e consente un'assoluta indipendenza tra il disegno del rivestimento e l'apparecchiatura muraria.
In tal modo il rivestimento può proporre il proprio disegno come immagine di parete autonoma da ogni logica tettonica.
Wagner e con lui gli architetti viennesi sperimentano le possibili soluzioni formali dei due fondamentali sistemi di ancoraggio delle lastre, quello con elementi metallici in vista (chiodi, bulloni) e quello tradizionale con elementi non visibili (zanche)."

da "Storia dell'architettura contemporanea", pag. 59

7 commenti:

  1. vedo che abbiamo gusti simili :)))

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  2. allora ti chiederò consigli quando finisco il prossimo :)

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  3. cara.
    palomar.
    lo sto leggendo adesso.
    non riesco a vedere bene i titoli di laterza, in realtà non vedo molto bene qu8asi nulla, e sto morendo di curiosità (sì, il post sortisce il suo bell'effetto): l'ultimo a destra del secondo "foto-scaffale" mi suona familiare ma non riesco a vederlo, e poi invece il secondo a sinistra che edizioni sono? (quello verde e bianco...)
    diomio, ma non avrai "i pilstri della terra"? l'ho letto all'università) e non ricordo nulla, stavo preparando storia antica e medievale.... e poi cacchio ma non si vede niente!!!!
    ti ci facevo, cmq, a leggere Otto Wagner!!! ;-)

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  4. Eccomi qua, con un gran ritardo.
    @vaniglia: ho rimediato mettendo le foto su flickr ;)
    dei due in particolare che mi chiedi: uno è "i segni del mondo" del farinelli (cartografia/geografia in età moderna), l'altro è di aldo rossi, "l'architettura della città".
    Delle edizioni laterza ce ne sono diversi sì, dalla storia dell'architettura del fanelli (che adoro e venero, è stato mio docente per qualche mese, prima della pensione sigh!), a quella del paesaggio agrario, il benevolo, fondamenti di urbanistica del salzano e lo spazio del teatro del cruciani... più un altro bel testo di hall sulla prossemica.
    E poi sììì! sono davvero i pilastri della terra! l'ho letto dodici anni fa, ma me lo ricordo come se fosse ieri :)
    @Onde99: più o meno :)
    cambia casa la mia metà, quindi in parte (larga parte) anch'io...
    baci :)

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  5. ma il mio aldo rossi è ROSSO!
    e ora capisco la familiarità, perchè il paesaggio agrario è Sereni, vero? Fanelli non ho nulla, dovrò rimediare, e Benevolo, chettelodicoaffà?
    ciao, baci, e che belli, i libri, cacchio!

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  6. @vaniglia: ti ho dedicato un approfondimento. Trovo quest'autore di un'eleganza espressiva davvero notevole...
    Strano anche il personaggio in questione, eh? ;)
    buon we

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