Bonne fin d’année

Prima neve in piazza
Wennycara si prepara per le feste.

Tra qualche ora sarò lontana dalla città, dunque approfitto di questi ultimi momenti "di connessione" per salutarvi tutti e farvi i miei auguri, di poter trascorrere questi scampoli d'anno come più vi aggrada, accoccolati davanti al camino col le labbra addolcite dalla cioccolata o tra i preparativi luccicanti e glitterati di qualche festa elettrizzante.

Il mio micio bianco e rosso ha scostato la tenda: vuole fare colazione, ma sembra anche voler partecipare ai miei auguri per voi.
Eccoli qui, ve li spediamo con affetto e con il mio ringraziamento per il vostro sostegno, senza il quale Wennycara non sarebbe quel che è.

A presto!

La giostra dei cigni
P.s.: se vi state chiedendo perchè proprio queste due fotografie, beh, ecco, posso soltanto dirvi che voglio ricordarmi quest'anno con l'immagine della mia Firenze imbiancata: è stata una neve molto speciale :)

Frollini di riso con cranberries

frollini di riso con cranberries
Con questo post vi porgo i miei sinceri auguri di Buone Feste, in particolare di Buon Natale, perchè per le prossime wennycara farà di nuovo capolino :)

In questi giorni mi sono data daffare in cucina e come si dice, chi si ferma è perduto, quindi è poco ma sicuro che perlomeno fino al pranzo di santo Stefano i ritmi saranno incalzanti.

Non mi dispiace affatto.

Mi sono accorta di amare e trovare piacere nella scelta dei piatti e nella composizione dei menù, di provare soddisfazione nel reperire gli ingredienti di qualità, che provengano questi dai miei fornitori di indubitabili virtù che da negozianti modello Willy Wonka scoperti grazie a delle soffiate quanto mai propizie ;)

Questi frollini nascono proprio in conseguenza di una spesa fatta in uno di questi meravigliosi posticini: non avevo mai utilizzato i cranberries prima d'ora e dacchè li ho visti me li sono immaginati subito avvolti in una pasta biscottata candida candida...
Per le dosi ho fatto riferimento qui: purtroppo però in dispensa non avevo farina di riso a sufficienza, quindi ho dovuto integrare con della classica 00.
La consistenza raggiunta è perfetta: la prossima volta vorrei provare ad utilizzare la farina di riso in purezza, ma sono dubbiosa e non vorrei toppare con la qualità dell'impasto... vedremo.
Per adesso mi godo questi (finchè durano, cioè poco), consigliandoveli caldamente :)

Vi auguro un sereno e gioioso Natale.

Frollini di riso con cranberries
per circa 25 biscotti

farina di riso
150 g
farina 00 150 g
burro 170 g
zucchero di canna grezzo 70 g
uova codice 0 1, medio-piccolo
cranberries disidratati una manciata
acqua qb
latte qb

Preriscaldate il forno a 180°C.
Mischiate le due farine; lasciate ammorbidire a temperatura ambiente il burro tagliato a dadini. Passate al coltello i cranberries riducendoli in piccoli pezzi.
In una ciotola lavorate con un mestolo di legno il burro finchè non diventa molto morbido e simile ad una crema. Aggiungete lo zucchero e mescolate fino a raggiungere una consistenza spumosa. Aggiungete l'uovo, amalgamate bene; incorporate a cucchiaiate la miscela di farine e lavorate brevemente l'impasto con le mani. Unite i cranberries e riprendete a impastare con le mani, formate una palla.
Su una spianatoia stendete la pasta ad un'altezza di 5mm, ritagliate con una formina tonda i biscotti e disponeteli su una teglia ricoperta di carta da forno. Infornate e cuocete per 15 minuti.
Sfornate, pennellate ogni biscotto con una miscela di acqua e latte e cuocete per altri 5 minuti.
Sfornate e fate raffreddare su una gratella.

frollini di riso con cranberries

[...]

buongiorno giardino...
Qualche settimana fa, osservando il mio giardino in una sfilacciata giornata di tardo novembre, scrissi che avrei potuto raccontare il corso dell'anno attraverso il mio piccolo "intorno di mondo".
Stamattina, guardando le aiuole e i vialetti che si stendono fuori dalle mie portefinestre, forse suggestionata dal candore di un inaspettato manto di neve, ho tirato fuori dal cassetto la mia compatta e ho scattato queste fotografie.
Mi auguro che riescano a sussurrarvi un pò del mio dicembre...

melograno

terracotte

mandarino cinese sotto la neve

mandarino cinese sotto la neve

rosso violetto

fiore di melograno

ero una regina...

Solstizio d'Inverno

stelle
Manca una manciata di ore e saremo, oltre che di fatto, anche di nome in inverno.
Questi momenti di transizione, di scivolamento e di trasporto, hanno per me un carattere magico; il solstizio d'inverno è quello che mi fa rimanere in silenzio, con il fiato sospeso, mentre fuori è buio e gelido e per strada non s'incontra nessuno.
Le strade sono sgombre e svoltando gli angoli si può inciampare solo in un refolo di vento.

Domani il terzo quarto dell'anno se ne sarà già andato; di lui mi rimarrà il ricordo del più bell'autunno degli ultimi dieci anni almeno: un autunno di polvere dorata, di colori inaspettatamente vividi e di profumi e fragranze nuovi.
Di tradizioni riscoperte e di modi rinnovati, di persone ritrovate e di altre conosciute. Di lontananze nel tempo e di lontananze dal cuore.

Più di tutti però sarà forte la memoria di un gesto, che è stato protetto e custodito dal silenzio di quella fiabesca nevicata notturna, e che si specchierà continuamente nel brillio che adesso conosce la mia mano destra.

Da domani la storia dell'anno vecchio cambia veste, improfumandosi con il dolce balsamo dell'attesa: il vero dicembre per me comincia adesso.

Benvenuto Inverno.

Focaccina alle erbette di campo

focaccina alle erbette di campo
Quanto mi è piaciuta questa focaccina!

L'ha preparata maman ieri sera, aprendo una deliziosa cenetta monocromatica: erbe di campo, cavolo verza, carciofi e scoltellato (nome in codice adottato dal mio ortolano per indicare il misto di radicchi, direi che è un termine alquanto suggestivo).
Provenendo da quella mia indubbia certezza culinaria che è mia mamma in veste di cuoca, questa che mi appunto qui e che condivido con voi è una ricetta non ricetta, vale a dire che non ha la scientifica esattezza delle dosi degli ingredienti che prevede, in quanto il procedimento seguito è l'infausto "ad occhio". Infausto per noi sciagurate progenie, ovviamente :)

Qui di seguito trascrivo il procedimento, quindi per quanto riguarda la consistenza dell'impasto regolatevi un pò voi, perchè il grosso problema è la dose della farina.
La nostra focaccia, alla fine dei conti, è risultata perfetta per una teglia rettangolare di 25x28 cm.

Mi riprometto di rifarla presto, appena avrò la possibilità di tornare nei miei campi a raccogliere un pò di nuove erbette, e di trascrivere le dosi corrette.

focaccina alle erbette di campo

Focaccina alle erbette di campo

farina 0 400 g, aggiungere via via secondo necessità
acqua 1/2 bicchiere
lievito 1 bustina
latte parzialmente scremato 1/2 bicchiere
olio evo leggero 2C
erbe di campo miste (tarassaco, malva, piè d'uccellino, salvastrella, cicorietta,...) già bollite una pallina (adesso mi chiedo se questa è una "misura" toscana o standard :))) insomma, bollite, sgocciolate, strizzate e appallottolate devono essere quanto una palla da baseball)
sale
pepe nero macinato al momento
peperoncini rossi freschi almeno 2 (noi abbiamo usato i peperoncampanellini :))

Preparate le verdurine: scaldate un cucchiaino d'olio evo in una padella e saltatele per pochi minuti con i peperoncini tagliati a piccoli pezzetti; salate, pepate e lasciatele in caldo.
Preriscaldate il forno a 200°C.
Versate la farina in una ciotola molto larga (o se preferite lavorate direttamente su una spianatoia, disponendo classicamente la farina a fontana e aggiungendo i liquidi al centro), stemperate il lievito nel mezzo bicchiere d'acqua e cominciate ad aggiungerlo alla farina, lavorando con una forchetta. Una volta terminata l'acqua, cominciate ad aggiungere il latte, poco per volta, cominciando a lavorare l'impasto a mano. Aggiungete l'olio. Da qui, per verificare la consistenza dell'impasto, che dovrebbe essere elastico nè duro nè molle, dovrete procedere, a scelta: per esperienza, per intuito, a caso confidando nella buona sorte, chiamando la mamma/nonna/zia nell'altra stanza che è un'esperta in materia.
Credo però che un minimo di esperienza in fatto di pizze e focacce basti e avanzi, sono io che la faccio tanto lunga (e comunque già dopo la prima volta dovreste essere in grado di capire dove correggere per non ripetere eventuali errori).
Oliate un poco la teglia.
Trasferite l'impasto su una spianatoia, dividetelo a metà e stendete con il matterello una parte, cercando di dargli una forma pressappoco rettangolare, grande quanto la teglia o poco più (i margini si possono rimboccare). Ponete la pasta stesa sulla teglietta, disponetevi le verdure, stendete l'altra parte di impasto e coprite. Sigillate bene i bordi.
Infornate e cuocete per circa 20 minuti, spengete il forno e lasciate dentro la focaccia a riposare per una decina di minuti.
Sfornate, spolverate di sale e pepe nero macinato al momento.
Idea dell'ultim'ora: io non l'ho fatto, perchè chiaramente c'ho pensato troppo tardi ma, memore di questo, ho pensato che un pò del buon olio aromatizzato al finocchietto sopra dovesse starci davvero bene!

Piesse: scusate le fotografie davvero misere, ma misero era anche il soggetto, nel senso che era l'unico quadrettino superstite!

Di un'artista, uno scambio e del fatto a mano

handmade
Questo è un post dedicato.

Dedicato alla mia "compagna di swap" Simona, una persona che la blogsfera mi permise di conoscere tanto tempo fa per vie traverse che neanche ricordo, che mi incuriosì per il tono e il carattere descrittivi del suo blog tanto che i suoi post diventarono immediatamente un appuntamento fisso.
Il sentimento della propria terra, la tradizione e la famiglia, tutto questo passava e passa tutt'ora attraverso le sue fotografie, calde e casalinghe, per nulla accademiche. Le sue parole scorrono via che è un piacere, quasi che fosse lì con te che ti racconta una storia che le è stata tramandata dalla sua mamma, che a sua volta l'ha sentita dalla propria e via così...

Simona è anche un'artista, o un'artigiana, bene non saprei, forse un meraviglioso misto: la passione e la creatività animano le sue mani dando vita ad oggetti deliziosi, piccoli libretti, ricettari, diari, ma anche orecchini... Tutto con materiali di qualità, accuratamente scelti e combinati assieme.

Lo scambio di Natale organizzato da Daniela, che aveva a tema lo scambio di regali fatti a mano, mi ha dato l'opportunità di conoscere di persona queste creazioni: quando la postina ha suonato e mi ha lasciato la busta gialla di Simona ero già felicissima.
I regali che ho ricevuto sono belli, bellissimi, tutti corredati da un bigliettino che porta gli auguri con una scrittura piena, elegante e allegra (sai che associavo a te qualcosa di molto molto simile?!?). Sono davvero grata e onorata di tanta premura.

simo's gifts

Oggi partirà il mio pacco; dopo mille impedimenti sono riuscita a finire quello che avevo pensato per lei!
La bellezza di questo scambio è stata presente nel ricevere e nel preparare, perchè posso dire di aver riscoperto la gioia del "fare da soli", a proprio gusto e piacimento, soprattutto personalizzando e rendendo unico e irripetibile il proprio pensiero, proprio come chi vedrà recapitarselo a casa.

simo's gifts

simo's gifts

simo's gifts

Tutte le creazioni sono stati confezionate da Anticovalore, visionabili e in vendita su loro negozio su Etsy.

Tortine con datteri alla fava tonka

Tortine con datteri alla fava tonka
La genesi di questi dolcetti è a dir poco travagliata.
Tutto nacque diverso tempo fa, da una chiacchierata che aveva a tema, per l'appunto, la fava tonka: dato che al tavolo erano riunite fanciulle fiorentine la prima domanda fu abbastanza banale, ovvero dove avrebbe potuto trovarsi questo benedetto frutto. Messo a fuoco questo luogo già conosciuto, e confermatolo un vero Giardino dell'Eden, a seguire vennero narrate le favole che nella maniera più gentile ne prendevano per mano l'aroma seducente, sigillandolo entro pietanze sontuose, esotiche, classiche o sfacciatamente d'avanguardia.
Corsero i giorni, e finalmente le tre fanciulle ebbero in pugno i confetti magici.

Per me era passato anche troppo tempo: avevo una gran voglia di sentire questo profumo sprigionarsi nella mia cucina. Provvidenzialmente, nella mia posta mattutina occhieggiava una mail ricca di riferimenti (grazie!).

Ecco che, piluccando di qui, ricordando di là, impostando come una "7 vasetti" e correggendo come dalla mia prima ricetta di muffins, sistemando le dosi (dettate dal frigorifero e dalla sua schiera- poco nutrita- di abitanti) e trovando finalmente posto a quell'ingrediente tanto speciale che non sapevo proprio come usare (degli splendidi datteri del mio ortolano) ho tirato fuori queste tortine.
Mi sono piaciute, vi dirò.
Le trovo ottime sia accompagnate al tè di metà pomeriggio che al latte caldo caldo della colazione...
Buona settimana.

Tortine con datteri alla fava tonka
(per 8 piccole tortine)

farina 00 190 g
zucchero di canna 70 g
burro 60 g
uova 1
lievito 2c
latte parzialmente scremato 125 ml
datteri canditi 2
fava tonka 1/2 se medio-grossa

Preriscaldate il forno a 180°C.
Con un pennello ungete 12 stampi per muffins e infarinateli leggermente. In un pentolino fondete a fuoco dolcissimo il burro. Sciacquate i datteri sotto l'acqua corrente fredda e tagliateli a fettine spesse circa 3mm; tenetene da parte 12 e tritate le altre.
In una ciotola setacciate la farina e il lievito, unite lo zucchero e mescolate un poco. In un'altra ciotola sbattete l'uovo, unite a filo il burro, sempre sbattendo un poco, e in ultimo il latte.
Aggiungete poco a poco la miscela di farina, continuando a mescolare. Unite i datteri a pezzettoni e grattugiate il confetto di tonka. Mescolate quanto basta per amalgamare gli ingredienti e distribuite il tutto negli stampini. Ponete una fettina di dattero su ogni tortina e infornate. Cuocete per circa 15 minuti, sfornate, spennellate la superficie con del latte e infornate nuovamente per altri 5 minuti, o finchè le tortine non saranno dorate.

Tortine con datteri alla fava tonka

Stelline con crema al caffè

frolline, le stelline al caffè
A dirla tutta anche le stelline avrebbero dovuto essere "al caffè": non mi sono sentita di fregiarle di questo titolo, perchè proprio quell'aroma non si avverte nonostante la mia adorata bevanda ristretta compaia all'interno dell'impasto, oltretutto in quantità considerevoli.
Probabilmente l'errore è stato mio, che nella mia acerrima e costante battaglia al prodotto industriale-davvero-troppo-industriale ho declinato l'invito della ricetta originale ad utilizzare un cucchiaio di "caffè istantaneo forte".
Ne sono venuti fuori comunque dei frollini deliziosi; come mio solito ho apportato variazioni e correzioni al'impasto, mentre la "crema" è una banalissima spuma di burro e zucchero a velo, aromatizzata al caffè.
In fotografia le stelline non sono assemblate; infatti la crema di burro dovrebbe servire da collante per unirle due a due: il fatto è che se volevo carpire l'ultima luce dovevo sbrigarmi a scattare! Quindi perdonatemi l'incompletezza, così come queste immagini dai colori completamente sbilanciati...
Buon fine settimana.

frolline, le stelline al caffè
Stelline (al caffè) con crema al caffè

farina 00 375 g
burro 160 g, a dadini
zucchero di canna 125 g
uova 1
lievito 2c
caffè ristretto qb (ricetta originale: caffè istantaneo forte, 1C)

per la crema al caffè:

burro 80 g, a dadini
zucchero a velo 125 g
caffè ristretto qb (ricetta originale: 2c di caffè istantaneo forte sciolti in 2c d'acqua)

Preriscaldate il forno a 180°C.
Setacciate la farina e il lievito, trasferiteli su un piano infarinato, lavorateli velocemente con il burro fino ad ottenere un composto bricioloso. Riunite il tutto a fontana, fate una concavità al centro in cui deporrete l'uovo e il caffè e lo zucchero: impastate bene. Dovrete ottenere un impasto liscio e facilmente stendibile. Se così non fosse, correggete, a piccole dosi, con farina o con caffè.
Con un matterello bene infarinato stendete la pasta ad uno spessore di circa 4 mm, ritagliate con uno stampino le stelline e depositatele su una teglia rivestita di carta da forno. Se possibile trasferite per una decina di minuti in frigo, in modo che i frollini mantengano la forma in cottura.
Cuocete per 15 minuti e, una volta sfornati, fateli asciugare su una griglia.
Preparate la crema: in una ciotola lavorate bene il burro con lo zucchero a velo, aggiungete il caffè e mescolate bene.
Per assemblare i frollini, distribuite un pò di crema con una siringa da pasticceri su una faccia di metà dei biscotti e chiudete con l'altra metà.

meteora di fine autunno

Una creatura di luce

A volte nascono così, all'improvviso.
Si impossessano di te, occupano i tuoi pensieri con una presenza quasi tangibile. Quasi potessero essere davvero di carne e ossa, quasi tu potessi promettere loro di nascere davvero.
Parlo dei personaggi, delle creature fantasticate, di coloro che esistono in quanto li pensi anche solo per un istante, per quel battito di ciglia che nel loro universo può significare epoche intere, durante le quali il Bene e il Male lottano avvinghiati, cadendo e risorgendo innumerevoli e infinite volte.

Stasera ho deciso di farvi conoscere una di queste mie creature: scrissi di lei anni fa. E' nata in circostanze particolari, che non occorre illustrare, dato che sono ininfluenti per quel che ci interessa qui. Vorrei farvi leggere la presentazione di Lilith, che nel mondo pensato per lei appartiene alla dinastia delle Serafine, creature angeliche con duplice vocazione: marziale e religiosa, quest'ultima con un'accezione mistica.
Lilith vive con le consorelle in un Monastero arroccato alla catena dei monti Grinwold: l'elemento naturale associato alle Serafine è l'acqua, nello specifico sotto forma di ghiaccio.

Non spaventatevi: conoscerete qualcuno... ben poco ortodosso!

Buona lettura.


Aveva freddo e un gran mal di testa.
Aveva dormito male, per giunta. Saranno anche state poco più che feritoie, ma riuscivano a essere veramente fastidiose: su ognuna era accuratamente tirata la pergamena incerata certo, ma chissà come gli spifferi c'erano e la luna allungava con facilità irritante le sue dita, che guarda strano troppo spesso giocavano con insolenza con i suoi capelli. Si tirò stizzita il lenzuolo sopra la testa, strizzando gli occhi. *Cadaverica*, sentenziò con disappunto. Niente da fare, perchè anche se l'astro era stato cacciato via rimanevano gli spifferi. Altrettanto noiosi, s'infilavano tra le pieghe della coperta prendendosi gioco di lei.
Scalciò per aria disfacendo il letto. Mettendosi a sedere sfilò le lunghe gambe, diafane e deliziosamente muliebri. "La miseria!". Ritirò rapidamente i piedi fissando attonita il pavimento. In quel momento gli avrebbe preferito un tappeto di tizzoni ardenti tanto era insopportabilmente ghiacciato. Certo sì, gelo, neve e ghiaccio erano i suoi elementi, voleva loro tanto bene come ognuno della sua dinastia aveva e stava facendo, tutto questo e anche di più ma che diavolo! Un pò di pietà potevano averla, almeno fino a quando non fosse stata sveglia!
Si strinse in vita una tunica e lasciando orme di calore che istantaneamente scomparivano e sbuffando neanche troppo sommessamente ( e capirai, che si svegliassero pure le sorelline, stava già albeggiando) imboccò il corridoio.

Una figura imbacuccata il doppio di lei e alta meno della metà comparve dalla sinistra, un paio di corridoi più avanti. Lilith la riconobbe immediatamente, complice quella sua bizzarra camminata saltellata, che la faceva assomigliare a una ranocchia. Evidentemente quella mattina il tempo si era incresciosamente ridotto per lei, perchè i passetti erano più rapidi e balzellanti che mai. "Tesoro, ma che fai qui, già in piedi? Prendi freddo, e poi mi tocca battagliare per farti bere lo sciroppo per la tosse" esordì profondamente e sinceramente preoccupata. "Su su" la incoraggiò Lilith dirigendola delicatamente con dei colpetti sulla schiena "Andiamo. Fammi vedere che c'è per colazione". La donnetta, evidentemente rassicurata, la invitò a prendere posto al Refettorio mentre raggiungeva solerte la cucina.

Le ombre si stavano a poco a poco ritirando; le sorgive, liberate dal ghiaccio notturno, scrosciavano fasci argentei che inanellavano Fern, pietra preziosa avidamente custodita dai Monti Grinwold.
Le allieve cominciarono a arrivare, chi da sola e chi a gruppi, chi scherzando e chi tenendo lo sguardo basso nel vano tentativo di distogliere l'attenzione dal proprio imbarazzo e dalla propria goffaggine. Quest'ultime, le novizie, indossavano vesti dai colori pacati e sbiaditi, che avrebbero fatto storcere il naso alla maggioranza delle serafine del Monastero: al contrario, loro erano estremamente grate alla tradizione, che almeno in questo le aiutava a confondersi senza tanti problemi.
Lilith si trovava in un padiglione all'estremità est del campo. Scosse via un po' di sabbia, saggiando il terreno. Era soffice in superficie, poco più di una spanna, quel tanto che bastava perchè gli eventuali traumi fossero contenuti. Eventuali poi, si faceva per dire. Ogni mattina, ogni lezione, qualche sorella finiva per terra dopo averle prese per benino: si combatteva simulando veramente poco, sopratutto durante le sue riprese. Come quella mattina.
Aveva l'abitudine di scendere in armeria subito dopo il primo pasto, e di indossare lì le protezioni, prendeva con sè qualche scudo in più e un paio di lame che appendeva alla cinta. La sua coppia di sciabole era custodita altrove.
Dispose le armi che avrebbero utilizzato le novizie sotto il tendone; strinse a dovere gambiere e bracciali, controllò il corpetto e passò rapidamente ma con accortezza lo sguardo sul mantello: perfetto.
"Si comincia!" sillabò a voce alta e con vigore, battendo in aria le mani pesantemente guantate. Al ricordo della nottata appena trascorsa, pensò che quella lezione sarebbe stata involontariamente molto pesante.

In fotografia: Spada da lato XVII secolo, Del Tin Armi Antiche (www.deltin.it)

Strudel vegano

strudel vegano
Mi basta chiudere gli occhi per essere nuovamente riempita da quel prezioso e inestimabile oro.

Quando si dice essere al posto giusto nel momento giusto: nel mio caso non mi è stata offerta alcuna occasione per una brillante carriera o per un mirabolante viaggio caraibico, bensì una pausa meravigliosa e ricercata inconsapevolmente, una parentesi tonda tra ieri ieri l'altro e ieri l'altro ancora e un pomeriggio stile maratoneta, domani e dopodomani e dopodomani ancora.

Non so se capita anche a voi, ma io a volte sento il bisogno di far passare attraverso le mani un certo stato d'animo: quello che era raccolto nella mia parentesi aveva bisogno di natura, di cibi freschi e poco lavorati. Che sapesse di terra e di radici, che fosse spartano e sfacciato, che si facesse toccare e annusare.

Così ho scelto questo strudel: è davvero una meraviglia, da preparare la sera, da mangiarsi a colazione.
Attenzione: non saltare la fase di mescolamento degli ingredienti del ripieno senza odorare bene, possibilmente, prima di aggiungere la cannella, dare una girata con le mani :)
E' poco ortodosso e poco educato, lo so, ma così bello!

Buon fine settimana carissimi.

strudel vegano

Tortino di banane

Tortino di banane
Oggi si volta il foglio del calendario, siamo a dicembre e voglio accogliere il nuovo mese con un dolce, un buon dolce tutto per lui.
Non ho usato ingredienti particolari, anzi, le banane sono presenti tutto l'anno, addirittura le ho sempre ritenute un frutto fastidioso.
Perchè questo tortino allora, sarò stata forse suggestionata?

Mah, non so.

Forse ho inconsciamente chiuso il capitolo "mele" per aprirne uno che ancora mi è sconosciuto :)
Il primo paragrafo mi ha soddisfatta :)

Tortino di banane

banane 3
farina 00 250 g
zucchero di canna 125 g
burro 125 g
uova 2
lievito 3c
latte parzialmente scremato 125 ml

Preriscaldate il forno a 180°C.
Sbucciate le banane, mettetele in una ciotola e schiacciatele con una forchetta.
In una terrina montate a crema il burro con lo zucchero, unite le uova una per volta e mescolate bene. Aggiungete la purea di banane e mescolate ancora.
Unite al composto la farina a pioggia, il latte e in ultimo il lievito. Amalgamate bene.
Imburrate e infarinate una tortiera da 20 cm di diametro e versateci il composto.
Infornate e cuocete 1 ora, fate la prova stecchino/coltello prima di sfornare.
Una volta sfornata io ho aspettato un paio di minuti e poi ho rovesciato il tortino su un piatto.

Tortino di banane

[...]

eravamo in tre
Credo che potrei raccontare un anno intero attraverso il mio giardino.

Adesso le foglie stanno marcendo, l'ultima pioggia novembrina le impasta alla terra profumata che fa capolino tra i sassi dei vialetti e i ritagli delle aiuole.

Tra gli alberi che abitano quest'intorno di mondo c'è chi ha delle piccole crocchie di petali bianchi e chi, completamente denudato, osserva lo sgocciolare lungo i suoi arti sottili e nodosi.

Tra le siepi s'affacciano bocci di rosa e mille e mille strane bacche: sono le meraviglie, consuete e amate, di chi sta scrivendo.

il mio cosmo aranciato

guarda su...

bianchi grappoli

Ballerine polacche

Ballerine!
L'altro giorno scorrazzavo felice per il web alla ricerca di un dolcetto a me nuovo e inconsueto.
Non una torta però, qualcosa di piccolo, di semplice, infornabile a nastro e confezionabile.
Ero forse inconsapevole preda dello spirito delle buone feste, che suggerisce lezioso alle giovani invaghite di cucina di preparare biscottini e dolciumi come doni?
Nooo, macchè.

Forse un pochino.

Fatto sta che ho trovato quello che faceva al mio caso su un blog che ho scoperto da poco. E' quello della cara Ela, una personcina graziosa che ha avuto la meravigliosa idea di tenere un blog bilingue :)
La ricetta originale in lingua italiana si trova qui (sul vecchio blog), io ho apportato soltanto alcune modifiche.



Ballerine polacche

uova 1
zucchero semolato bianco 2C
bacca di vaniglia 1
farina 00 2/3 di bicchiere
semi di papavero
confettura di mirtilli bio qb

Preriscaldate il forno a 180°C.
In una terrina montate l'uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso; aprite longitudinalmente la bacca di vaniglia e con un coltellino asportatene i semi . Uniteli al composto di uovo e zucchero.
Incorporate la farina, se necessario aumentate la dose fino all'ottenimento di un composto abbastanza denso in modo che, una volta trasferito nella sac-a-poche, sia agevole formare delle palline poco più piccole di una noce. Quest'operazione va effettuata su una teglia rivestita di un foglio di carta da forno. Cospargetele di semi di papavero e cuocetele fino a doratura (almeno 15 minuti, ma controllate, i forni sono strani!).
Una volta raffreddate, unitele due a due con un cucchiaino di confettura.

Ballerine!

Crema di cappuccio e patate

crema di cavolo cappuccio e patate
La nostra vicina di casa ha sentenziato l'arrivo dell'inverno: l'ambasciatore del caso è stato un piccolo e audace pettirosso, che una frizzante e chiara mattina ha deciso di visitare il suo giardino.
Io non ne ho ancora veduti; solitamente pettirossi, fringuelli e cinciallegre gradiscono sostare sul grande abete di fronte alla finestra della mia cucina, ma al momento, gli unici volatili che mi fanno una non troppo desiderata compagnia sono storni e merli, che frullano soddisfatti sui rami più alti del nostro albero di cachi.
Il nespolo ha deciso di fiorire (ma è stagione di nespole questa?), noncurante dei giorni che si succedono e gli dipingono via via le foglie di un rosso scarlatto (giuro, così non m'era mai capitato...).
Tutto questo gran movimento, questi preparativi e io rimango indietro: come dicevo l'altro giorno, non ho scelto biscotti o dolcetti da porgere in regalo per le feste nè, strano ma vero, ho fatto una crema o vellutata o zuppa dacchè siamo in autunno. Il martedì è una buona giornata per interrompere questo primato: una visita al mio ortolano e decisione presa.
Questa che propongo è un esperimento, un tentativo di ingentilire un ortaggio che si è rivelato assai poco rustico nel sapore (è normale che lo trovi dolciastro?) e di umili origini.
Ho optato per una crema, preparata quasi in maniera ortodossa: alla fine infatti ho legato con l'olio novo, in onore a questo momento dell'anno davvero d'oro.
E' buonetta, credo proprio che la rifarò :)

crema di cavolo cappuccio e patate
Crema di cavolo cappuccio con patate

cavolo cappuccio 1/2
patate a pasta gialla due piccole
scalogno 1
brodo vegetale molto leggero (o acqua) 3/4 di litro
sale
pepe nero
olio evo
olio novo
burro 30 g
farina 1+1/2C
latte parzialmente scremato 1 bicchiere

Pulite bene le patate dalla terra, sciacquatele e lessatele intere e con la buccia partendo da acqua fredda. A cottura ultimata (non ho preso il tempo, ma non credo sia un problema ;)) scolatele, lasciatele intipidire, sbucciatele e tagliatele in pezzetti.
Affettate grossolanamente lo scalogno. Dividete a metà il cavolo, tagliate una metà a listarelle e lavate bene sotto acqua corrente fredda.
In una casseruola ampia e profonda soffriggete lo scalono con un giro d'olio, unite il cavolo non asciugato dalla sua acqua di risciacquo e girate bene. Cuocete finchè non si ammorbidisce un poco, perdendo volume, con il coperchio.
Scoperchiate e unite 3 mestolate di brodo una successivamente all'altra e soltanto dopo che sarà stata assorbita la precedente. Regolate di sale, lasciate cuocere ancora un poco e unite il restante brodo. Portate a cottura con il coperchio (io ho lasciato il cavolo un pò croccante).
Fuori dal fuoco passate il tutto con il minipimer, dopodichè trasferite in una ciotola.
Sciacquate la casseruola dove avete cotto il cavolo, datele un'asciugata e preparate il roux: sciogliete il burro, unite la farina e lasciatela dorare, girando bene. Unite il latte freddo, tutto in una volta e continuate a mescolare, a fiamma medio/bassa. Quando comincia ad addensarsi e a fare le prime bolle, unite il passato, mescolate bene e cuocete per circa cinque minuti.
Trasferite la crema nei singoli piatti, ponete al centro qualche pezzetto di patata, spolveratela con una macinata di buon pepe nero e legate con un giro di olio novo.

danzo da sola

Una chitarra, un ciclamino bianco e i suoi occhi di ghiaccio

ti ricordo, e pur troppo
Ancora non era arrivato.
Il momento in cui l'autunno mi tira a sè e mi avvolge nella sua coperta. Mi distoglie lentamente ma con calda saldezza dal mondo che mi circonda, portandomi per mano là nelle sue viscere, accogliendomi in quel bosco dorato e senza tempo che ben conosco.
Accoccolata ai piedi di un bitorzoluto, immaginario castagno, tra le sue foglie scrocchianti, mi perdo e scompaio.
E' quel momento di malinconia al quale non sfuggo, al quale non mi sottraggo, perchè credo che in giuste dosi questa non sia controproducente.
Un luogo, un oggetto e giù, eccoci qui, sapevo che saresti arrivato: non immaginavo di ritrovare però quel paio d'occhi, tutt'altro che gelidi, ma che scommetto essere ancora pungenti e capaci di forare l'anima.
Tra breve ritornerai là dov'eri, e il prossimo autunno non ci sarai.
Con mia buona pace.

Cari miei lettori, vi abbraccio e vi auguro un buon fine settimana.
è tardi per dirlo...

forse più di te?

da sola, nel giusto

Quatre quarts alle pere caramellate ed anice stellato

4/4 pere caramellate e anice stellato
L'anno sta invecchiando; è qui che rimira i suoi bagliori, la moltitudine dei gialli e degli arancio, dei verde bosco e dei rosso scarlatto, che a breve scompariranno in un refolo d'aria ghiacciata.
Lo strascico della sua veste regale, di niveo ermellino, sarà impunturata dal brillio delle feste: le luminarie per le strade, nastri fiocchi e rasi sui pacchi, le spille delle sciarpe lavorate a mano, i canditi dei panettoni, le argenterie sulle tavole rinnovate, i campanellini dorati appuntati sulle slitte, le stilografiche che sinuosamente spediscono auguri.

Tutto questo avverrà. Per adesso l'anno sta facendo un sonnellino.
Puntuale, come tutti i suoi fratelli, si è ricordato di un compleanno.

Il secondo compleanno di wennycara. Ho letto di molti blog che compiono gli anni in questi giorni, io ho pensato bene di non essere da meno :)
Per festeggiarmi mi sono scelta un dolce a cui facevo il filo da quest'estate, nell'attesa dei primi freddi. La ricetta è di Lucy, io l'ho solo modificata nelle dosi.

Buon compleanno.

4/4 pere caramellate e anice stellato
Quatre quarts alle pere caramellate

uova 150 g ( circa 3 medie)
farina 150 g
zucchero semolato bianco 150 g
burro 150 g
lievito per dolci 1c da tè
pere kaiser 1 media
anice stellato un frutto
per il caramello:

burro 1C
zucchero semolato bianco 1C

Preriscaldate il forno a 200°C.
Sbucciate la pera e tagliatela a spicchi grossolani. In una teglia preparate il caramello come di consueto; versate gli spicchi di pera e l'anice e lasciate caramellare a fuoco dolce, mescolando di tanto in tanto.
Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire.
Fondete il burro in un bricco. In una ciotola sbattete le uova e lo zucchero con una frusta, fino ad ottenere un composto chiaro. Aggiungete la farina, il burro e infine il lievito. Mescolate bene fino ad ottenere un composto omogeneo.
Versate nella tortiera con le pere caramellate il composto del quatre quarts e infornate.
Sfornate, aspettate un paio di minuti e rovesciate su un piatto da portata.

4/4 pere caramellate e anice stellato

Millefoglie autunnale

millefoglie autunnale di mele e patate
Credo che questo sia stato uno dei miei lunedì più squallidi: vi è mai capitato di rientrare, "supporre" che qualcosa in frigorifero o in dispensa debba esserci, e realizzare che così non è?
Ebbene, oggi neanche una mozzarella!
Per cena volevo una coccola, ma per averla avrei dovuto barcamenarmi con quello che c'era in casa, non avendo tempo per una spesa.
Qualcosa di caldo, che sapesse di autunno, che si facesse scoprire poco per volta.

Millefoglie autunnale di mele, patate e cipolle

patate a pasta gialla 1 grande o un paio medio piccole
mele staiman una (io ho avuto la fortuna di cucinarne una bio della Val di Chiana)
cipolla di Tropea 1/2
latte 1/3 bicchiere
groviera un paio di pugni, grattugiato
pepe nero macinato al momento

Preriscaldate il forno a 200°C.
Oliate una teglia ovale, di dimensioni contenute, alta non più di 5 cm e lunga circa 20.
Lavate sotto l'acqua corrente le patate, pulitele bene con l'aiuto di una piccola spazzola. Asciugatele, passatele alla mandolina.
Lavate bene la mela, tagliatela a metà e eliminate il torsolo: affettatela sottilmente, così come la cipolla.
Distribuite sul fondo della pirofila un primo strato di cipolle, proseguite con le mele e poi le patate. Continuate nella successione fino ad esaurimento degli ingredienti, avendo cura di terminare con le patate.
Spolverate con il formaggio e versate il latte; in ultimo macinate sopra il pepe.
Infornate e cuocete per 15' dopodichè abbassate la temperatura a 180°C e proseguite per un altro quarto d'ora.

Ciaccole sul bagnato (e scambio del solstizio... accorrete rapidi!)

Anna Karenina
Sono passati pochi giorni dacchè ho ricevuto il mio primo meme ed ecco che ne arriva un secondo.
Arriva da oltreoceano, da una nuova ma già cara amica, Alice.
Sarà che fuori piove, che ho dimenticato la digitale a casa, che ieri in cucina ho già dato, fatto sta che la prospettiva di fare due chiacchere confortevolmente avvolta nel piumone mi attrae proprio.

1. 6 nomi con cui ti chiamano.

Il mio nome di battesimo è Sara, non credo di averlo mai rivelato qui sul blog ma chi mi segue l'ha quasi sicuramente letto altrove, poco tempo fa.

Ho un secondo e terzo nome. Sorpresi? Proprio così.
Il mio nome esteso infatti è Sara Virginia Lucia.

Mia sorella ha l'abitudine (soltanto lei) di chiamarmi Sari.

Merenwen è parte del mio nome utente che riguarda la mia casella di posta. E' stato il mio nickname sul forum letterario che amministravo insieme ad altri amici.

Eccoci alla parte più importante per i bloggers che mi leggono: da dove arriva Wennycara. Il parto di questo nome è casuale e tortuoso: l'ha generato proprio Merenwen, poi abbreviato in Wen a sua volta vezzeggiato in Wenny. I sopracitati amici avevano intenzione di volgerlo deffinitivamente in Wennuccia ma abbiamo trovato un valido compromesso in un più dignitoso Wennycara :)

2. 3 cose che indossi in questo momento.

Ooops è sabato, mi sono appena alzata, fuori è brutto tempo quindi sto rintanata in casa: morale della storia?
Un paio di leggings melangé, le mie haflinger verde bosco e un golfino morbido morbido in lana lavorato a maglia dalla mia zia materna, color lampone.

3. Tre cose che hai fatto stanotte, ieri e oggi.

Sempre peggio!
Ieri: Inveito contro un ragazzo che scattava fotografie sull'autobus che doveva riportarmi a casa: non vorrei finire in una presentazione power point alla facoltà di media e giornalismo :\

Stanotte: Ho avuto un incubo dietro l'altro...

Oggi: Ho ammirato l'ultimo lavoro di mister f. :) compiacendomi del gran gusto che ho...

4. Due cose che hai mangiato.

Data l'ora mi permetto di includere anche la cena di ieri.
Una tatin alle patate e, stamattina, pane integrale con un'ottima marmellata di lamponi bio.

5. Due persone a cui hai telefonato oggi.

Credo di avere ancora il cellulare spento.

6. Due cose che farai oggi.

Probabilmente andare alla scoperta dei giardini qui intorno (nuova zona... :)) e, nel pomeriggio, in centro per cercare un regalo di compleanno alla sorellina.

7. Tre bibite preferite.

Acqua frizzante naturale (senza far pubblicità, una marca soltanto: è facilmente intuibile!).

Succo di pompelmo fresco.

Il centrifugato del cafè universitario della rotonda Brunelleschi: carota, mela, arancia e ginger.

8. Tre cose che desideri intensamente.

Una carriera universitaria in un ambiente meritocratico (utopia).

Essere circondata e darmi la possibilità di avere intorno persone oneste, sincere e curiose.

Una buona cena in uno dei miei ristoranti must.

Come ogni meme che si rispetti, devo passare il testimone: stavolta è abbastanza fattibile e sostenibile, le persone che possono inveire sono solo 4 :)
Chiamo in causa

Duck, di Craft-duck
Silvia, di quel che non strangola... ingrassa!
Moscerino, di Brodo di Giuggiole
Sara, di qualcosa di rosso

sperando che non me ne vogliano e comprendendo il loro eventuale declino :)
con buona pace di chi "i compiti" li ha dati e fatti!

Dicevo dello swap: è un'iniziativa di Daniela; io l'ho trovata davvero bella e ho deciso di parteciparvi e pubblicizzarla :)
L'unica cosa: se pensate di farne parte sbrigatevi a mettervi in lista, che i nominativi dei partecipanti le devono essere comunicati entro il 16 novembre (questo lunedì). Trovate le info qua. Chissà, magari ci scambieremo qualcosa!

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