Capita che

Sono pressochè certa che questo post diventerà il post degli "appunti di una mente in libera uscita" per antonomasia, una volta messo l'ultimo punto e premuto pubblica post.
Capita che.
Di svegliarti per le voci dei fornai, che mentre impastano profumano l'albeggiare, come se dondolassero un'incensiera preparando il cammino al carro del sole. Una vecchia radio gracchia spargendo canzoni che riconosci al volo, e che impercettibilmente piegano le labbra all'ingiù.
Di scoprire che il curry industriale a volte riserva delle sorprese, perchè supera di gran lunga quella comprato in erboristeria che credevi ottimo. Probabilmente è riuscito a sedurti con il suo colore occhieggiando dal vaso di vetro in cui si era cacciato. O forse perchè il calore della tavola che quella sera ti ospitava ti stava suggerendo di guardare le cose per quello che sono.
Del buon caffè.
Di un piatto di pasta al brodo. In due. E di una camomilla. In due.
Di mani strette abbracci e baci strappati al tempo. In tre. Anzi, in quattro, anche se oramai per poco.
Di un cellulare spento e di mezzo pacchetto di sigarette, fumate e spente in un giardino sconosciuto eppure già insopportabile e impregnato di tristezza e dolore.
Di un fiore di rododendro e di un'anello infilato al dito.
Di uno due. Tre. Quattro. Cinque sei. Sette. Otto. Al posto di uno due e tre e quattro.
Di incertezze, frustrazioni e paura, tanta paura. Che credevi impossibile provare. Per lo schiaffo freddo di due tacche. Per una stretta interminabile, per quanto calore umano. Che sapevi presente, ma non te l'aspettavi così travolgente.
Di un 51, due occhi che ti amano.
Di due pacchi di noccioline, la sera di fronte a una giostra spenta e impacchettata, ma che si lasciava guardare senza restituirti malinconia.
Di tant'altro, giorni e giorni di vita. Indescrivibili.
Di numeri di telefono appuntati che non credevi dover chiamare mai.
Di Santa Croce che ti coccola la mattina.
Del tuo uomo che si cura di te fino alla sera. E la notte.
Di una figura incamiciata ruvida e allungata, che in bianco e nero ti mostra quanto di più lontano era finora nella tua testa.
Di un peso che arriva adesso.
Del bisogno continuo di amore.
Del suo.

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