Mini cakes al doppio cioccolato

Stamattina il cielo è bigio bigio... Gli abitanti del mio giardino si guardano intorno perplessi, il vecchio albicocco di fronte alla finestra della mia camera ha già fatto spuntare le sue gemme, ma suppongo che adesso se ne penta; sull'altro lato la mimosa sta ancora peggio: basterebbero un paio di giornate di sole e ci inonderebbe con il profumo acuto e persistente dei suoi morbidi chicchi dorati... poco ci manca che li regali quindi a un inverno che è ancora ben presente, almeno stando a stamattina.
Scrivo presto, perchè mi aspetta una giornata bella densa. Giornata cominciata deliziosamente. E' da tempo ormai che ho preso l'abitudine di avere a disposizione sempre qualche dolce fatto da me per la colazione, tant'è che quando malauguratamente faccio male i calcoli o sono nei periodi tour de force... devo ripiegare sui miei cereali inglesi, buoni per carità, ma tutt'altra cosa!
Un paio di giorni fa ho sfornato questa delizia (gran bel blog Daniela, complimenti!), che mi ha dato il buongiorno, ieri mi sono dedicata alle mini mentre oggi... riposo! Sarò fuori casa un paio di giorni e sicuramente avrò i miei dolci risvegli. A pensarci bene, ho ritrovato nella mia memoria le capostipiti di questa saga dolcissima: è una preparazione trovata su un vecchio libro di cucina di mia madre, leggermente modificata da me. La divido con voi.


Mini cakes al doppio cioccolato


Ingredienti per 6 cakes...in realtà un po' abbondanti :)

farina 250 g
lievito 1 bustina
cacao in polvere 30 g
zucchero 2 cucchiai
cioccolato da cucina* a pezzetti 175 g
uovo leggermente sbattuto 1
panna fresca 125 g
latte tiepido 185 g
burro fuso 90 g

Preriscaldate il forno a 180°.
Ungete 6 stampini grandi. Setacciate in una terrina la farina, il lievito e il cacao. Unite lo zucchero e i pezzetti di cioccolato, mescolate un poco. In un piatto fondo sbattete delicatamente l'uovo, aggiungete poco alla volta la panna, il latte e il burro fuso. Mescolate e rovesciate nella terrina, rimestando quel tanto che basta.
Versate l'impasto negli stampini (com la regola di non superare i 3/4 per evitare pericolose fuoriuscite!) e cuocete in forno per 12/15 min. Fate la prova stecchino e dopo aver sfornato fate raffreddare le cakes su una griglia.


*Il cioccolato da cucina è, per intenderci, quello a grossi cubi, detto anche "da copertura". Si diversifica dal cioccolato in tavoletta per il consumo diretto perchè quest'ultimo contiene generalmente alcuni tipi di grassi vegetali che induriscono molto più in fretta rispetto a quelli contenuti nel cioccolato da cucina.

Se solo l'urbanistica fosse buona come il pane


Mica sulla bocca di tutti. Sarebbe un pandemonio come minimo.
Ma che possa essere per tutti, questo si. Qualche giorno fa, la settimana scorsa mi pare, ero in giro con una mia compagna di università per un minimale reportage fotografico dell'area oggetto di esame, laboratorio di urbanistica, per l'appunto. (laboratorio...di urbanistica...ce ne sarebbe da dire!). A parte che abbiamo seriamente corso il rischio di essere investite sui viali- non per disattenzione nostra ma per un micidiale mix di semafori spenti o semispenti, cantieri vari che stizziscono oltremodo gli automobilisti e tempo bislacco che in quella zona della città significa, per un giorno di pioggia, che i pedoni devono saltare di isoletta d'asfalto in isoletta tentando di scansare la fanghiglia giallognola...eh già, perchè i marciapiedi ancora non ci sono!- sapevamo sì che non sarebbe stata una passeggiata, ma così proprio... Un disastro, e non drammatizzo. Su via di Novoli (quella lassù sopra) c'è una chiesetta, la chiesetta di san Donato, niente di particolare davvero, un romanico semplicissimo, ma con una sua storia particolare, legata ai primi Crociati. Dovreste vedere in che condizioni sta: man a mano che si asfalta, si decide di fare strato su strato, un disgustoso millefoglie di pece puzzonissima, mentre questa vecchietta di pietra rimane sempre più sotto... Eh ma han pensato bene di mettere una bella rampa rivestita di gomma per superare il dislivello... Soluzione posticcia? Ma no, adeguamento alla normativa sulle barriere architettoniche!
Ieri ho sfornato il no knead bred (del post precedente), ed è veramente meraviglioso! Che c'entra? Beh, c'entra che nel fare le cose ci vorrebbe più dedizione, che si tira dietro il gusto nel farle e la soddisfazione nel vederle crescere. E' così maledettamente semplice!

Ma evidentemente urbanisticamente inaccettabile.

Okinawa

Questo bellissimo scatto è stato rubato dalle spiagge di Okinawa, South Japan. E' arrivato con la mail della mia amica Marika Nozu, che ho conosciuto quest'estate durante un trekking. Spesso e volentieri avere a che fare con i turisti è snervante, beh...almeno per quella che è la mia esperienza di guida equestre :)
Ma Marika e suo marito sono stati veramente un'eccezione! Spero che presto potranno ricambiare la visita guidata ;)
Ahhh, pace ai jet lag, che voglia di viaggiare!

No knead bread {Dandoliva}


Accidenti si! E tanta per giunta, altrimenti che gusto c'è... Mi accorgo che sono più di tre mesi che non tocco questo blog, e a dirla tutta ne sono dispiaciuta. E una marea di cose sono accadute: nuovi luoghi, vicini quanto Santa Maria del Fiore da via de' Cerchi o un poco più lontani, morbidamente addormentati tra i boschi profumati dell'Appennino toscano; nuove persone adesso hanno un posto nella mia vita, tutte legate a doppio filo. Una di queste in particolare.

Stamattina mi sono presa un paio d'ore dopo colazione prima di rimettermi sui libri del mio prossimo esame. Ho una certa tranquillità, perchè quello della settimana scorsa è andato bene, e quindi sono mentalmente molto ricettiva... abbastanza da concedermi una pausa; dedicata a una delle cose più semplici della vita: fare il pane! Non so dirvi ancora cosa verrà fuori, la lievitazione è lunga e quindi lo sapremo solo domani :)
La ricetta è di Danda, che ringrazio virtualmente fin d'ora...penso che questa preparazione entrerà di buon diritto nel ricettario di casa!

Buona giornata a tutti :)

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