Due barman, due artisti e il loro antico caffè

Ovvero un altro post pro-Firenze, la Firenze notturna che sorseggia maliarda cocktail originali e invidiati, la Firenze che civetta un pò bohémien accavallando le gambe, che in fondo rimane sempre la signora secolare che si specchia nelle acque dell'Arno, ammirata per i suoi gioielli che non conoscono il passare del tempo.
L'Antico Caffè del Moro, o Cafè des Artistes che dir si voglia, è una perla custodita tra via del Moro e piazza Goldoni, piccola, ricercata, seduttiva: i due gestori sono proprio i barman che serata dopo serata si occupano personalmente dei clienti, sfoderando una professionalità ammirabile. Dalle loro mani escono i cocktail più famosi e classici in tutta la loro eleganza e purezza; l'estro del genio corre tra le bottiglie il cesto del ghiaccio e la vetrinetta della frutta fresca, per raggiungere concitatamente anche la reinterpretazione che non fallisce ma sbalordisce letteralmente il cliente.
Giuro: ieri sera ho bissato la reinterpretazione del mojito, che i due artisti propongono "ai frutti di boso". Non ne tento la descizione perchè sarebbe un fallimento e una cattiveria, non posso far altro che raccomandarlo...
Una piacevole e determinante esperienza per me, abituata purtroppo a osservare impotente la denigrazione della tradizione: quando si dice che tutto si reinventa... in alcuni casi è davvero appropriato e non lascia l'amaro in bocca neache ai più incalliti puristi.

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