{trust}

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Trust your inner unicorn ♥
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Trust your teacher who believes in you ♥
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Due passi al sole

Due passi due, giusto per uscire di casa e godere del sole di marzo.
Due passi pigri, guidati da un'apripista d'eccezione, che ti mostra quanto semplice e meravigliosa sappia essere la vita.
Buon lunedì di primavera! ♥

Tagliatelle alla salvia e rosmarino con burrata



Queste tagliatelle arrivano dritte dritte da un'archivio di lavori che mi hanno lasciato l'amaro in bocca. Non è un peccato, è un gran bene che non abbiano conosciuto la pubblicazione adesso {meno male davvero, aggiungo ora}: sono libera e felicissima di poterle condividere serenamente qui!
All'epoca le preparai, bella felice e spensierata, per uno dei nostri pranzi domenicali, che erano distinti dalla pasta fresca fatta da noi. Sarebbe bello e confortevole riprendere certe abitudini; vero è che di cambiamenti ce ne sono stati e riproporre usi e tradizioni del passato può non essere semplice o appropriato. Ma quando si tratta di preparare una buona pasta fresca, si tratta di una vera e propria eccezione. Non trovate che sia uno di quei gesti che più di altri sanno di famiglia?
Buon lunedì ♥


Tagliatelle alla salvia e rosmarino con burrata 
per 4
300 g di farina 0
150 g di acqua tiepida
una decina di foglie di salvia
2 rametti di rosmarino
300 g di burrata molto fresca
olio evo
sale
pepe nero da macinare al momento

Preparazione:

  1. Lavate la salvia e il rosmarino, prelevate gli aghi da quest’ultimo. Asciugate bene le erbe e, con un coltello da battuto, riducetele in piccoli pezzi. Questo passaggio è fondamentale, poiché se le erbe non sono ben sminuzzate potrebbero bucare o lacerare l’impasto una volta steso. Su una spianatoia disponete la farina a fontana, aggiungete un pizzico di sale e l’olio al centro. Cominciate a lavorare con la punta delle dita, affinché la farina assorba l’olio, dopodiché iniziate a versare l’acqua a filo. Dosate lentamente il liquido, perché a seconda della capacità di assorbimento della farina che state utilizzando, la quantità d’acqua potrebbe variare. Dovrete ottenere un composto elastico, liscio ed omogeneo. Formate una palla, copritela con un canovaccio e lasciatela riposare mezz’ora.
  2. Riprendete l’impasto e cominciate a stendere la sfoglia (usando l’apposita macchina o il matterello). Lo spessore è a vostra scelta, indicativamente 1 mm. Per regolarizzare la lunghezza delle tagliatelle suddividete la sfoglia in strisce: infarinatele bene, arrotolatele su se stesse e tagliate a fette alte circa 1 cm il cilindro di pasta ottenuto. Con le dita separate le tagliatelle e lasciatele asciugare sulla spianatoia.
  3. Prendete la burrata: apritela a metà, raccogliete l’interno e il siero in una ciotolina. Tagliate a strisce sottili la pasta dura dell’esterno e unitela al resto.
  4. Portate a bollore abbondante acqua salata. Versate le tagliatelle, cuocetele per un paio di minuti (dipende dallo spessore che avete dato alla pasta), scolatele e conditele con olio. Versatele in una ciotola da portata, unite la burrata mescolando bene. Macinate del pepe nero e servite.

La Ciambella Maison

Questa ciambella è venuta proprio col buco.

Sono partita dagli ingredienti della famosa *torta definitiva al cacao* per poi disfare tutto, con grande rischio di sfornare una enorme ciofeca mollacchiona. Invece no.
C'è l'acido leggero dello yogurt bianco, i profumi lontani del cocco e della cannella, la morbidezza e i diversi colori e sapori della frutta essiccata che l'impasto contiene. Come in altri casi, anche per questo dolce trovo che ci sia un aggettivo inglese che gli dona e lo riassume alla perfezione, diventando quindi intraducibile. 
E' una ciambella moist
Il classico *umido* non è esatto, va bene per Myanmar ma cielo, non per un dolce. E poi mi sa di un vocabolo gentile e garbato per dire che *cara mia, non sai cuocere una torta*. Invece no, cotta è cotta eccome, una volta sfornata, fatta raffreddare e sformata, al taglio presenta una bella alveolatura che non lascia adito a dubbi.
Potrebbe esserci il *fondant*, ma no, peggio che andare di notte. A mio avviso, se non c'è una vergognosa quantità di cioccolato nella lista degli ingredienti, di fondant proprio non si può parlare.
Quindi facendola corta, fatemi contenta e passatemi moist. Perchè ve lo dico io cos'è: l'esattezza del vocabolo stavolta me l'ha data il suono della parola, così avvolgente e protettivo. Proprio quello che mi serviva, ecco.

La Ciambella Maison
per uno stampo da ciambella Ø 25 cm

ingredienti secchi:
farina 0 macinata a pietra, 200 g
farina di cocco, 75 g
zucchero di canna, 250 g
lievito, 16 g
cannella in polvere, 1/2 c

ingredienti liquidi:
yogurt bianco al naturale, 250 g
olio di mais, 80 g
acqua tiepida, 180 g circa

misto di frutta essiccata: uva di Corinto, mirtilli rossi e bacche di goji, una tazza da tè

Qualche ora prima della preparazione del dolce, ammollate la frutta in acqua tiepida. Quando si è ammorbidita scolatela e strizzatela delicatamente. 
Preriscaldate il forno a 180°C; ungete lo stampo da ciambella.
In una ciotola capiente riunite tutti gli ingredienti secchi, miscelandoli con una forchetta. In un bricco stemperate lo yogurt con l'acqua {deve assomigliare al latte, quindi state attenti a non allungarlo troppo}, unite l'olio e mescolate velocemente con una forchetta, dopodichè versate nella ciotola con le polveri. Amalgamate bene gli ingredienti, il composto deve risultare omogeneo e consistente.
Riempite lo stampo, cospargete la superficie con la frutta essiccata, spingendola poi appena dentro l'impasto con la forchetta. Infornate e cuocete per 40'. Fate la prova stecchino, se esce pulito spengete, lasciate riposare 5' a forno spento poi sfornate.

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